Il mio libro

Mentre buttavo giù ciò che poi è diventato Roma, lato B non avevo idea del fatto che qualcuno l’avrebbe letto, tantomeno nell’immediato. Non sapevo neanche se l’avrei mai finito. E per questo ci ho messo dentro tutto me stesso.

Dentro Roma, lato B ci sono tutti i lati più oscuri di me. Ansia. Paura delle guardie, della morte, ipocondria. Un disperato bisogno d’amore, una presenza latente di Dio in tutto il romanzo. Mio padre. È uscito fuori un romanzo rabbioso, ultraviolento, iperrealista, borghese. Tremendamente amaro, nella disperazione come nell’ironia.

Non so giudicare Roma, lato B; più vado avanti e più ne vedo i difetti, e di certo ora come ora non lo riscreverei così. È banale dirlo, ma il primo libro è come il primo figlio e gli voglio bene, in tutti i suoi pregi e i suoi difetti.

A chi potrà mai interessare, una cosa del genere? È un libro urlato, un pulp misto a un romanzo rosa. È una roba a metà strada tra Bukowski e Sentieri. È quello che volevo dire al mondo e l’ho fatto nell’unico modo che mi sembrava possibile in quel momento.

Da qui sotto puoi leggere qualche pagina in anteprima e acquistarlo come cartaceo o eBook. Precisazione. Da qualche tempo la Delirium fa anche editoria a pagamento, ma quando io ho pubblicato con loro non ho sborsato una lira. È uno dei motivi per cui li ho scelti.

      

La copertina è stata realizzata da Gabriele Ciufo.

RECENSIONI.

Potente, graffiante… a volte imbarazzante. Terribilmente reale. (deliriumhouse.com)

Delicato martella, si fa incessante, col suo stile di scrittura che ne contiene più d’uno, usa figure retoriche alte, sapientemente mixate con la realtà periferica di un città che tende a vestirsi da metropoli e che, in realtà, ha ancora un cuore ottocentesco. Si ispira alla musica, farcisce il libro di ritmo, perché tra le pagine c’è il sound della pioggia che cade incessante e rimbalza sull’asfalto, c’è il sound di pensieri che gocciolano, c’è il sound metropolitano gestito dal caos in cui qualcuno cerca di estraniarsi canticchiando un’altra melodia che, col rumore di sottofondo, non ha proprio nulla a che vedere. Definirlo con un solo aggettivo è impresa ardua: pulp, noir, novella metropolitana… in realtà lo definisce bene soltanto Delicato nel libro, quando scrive una frase che sembra confezionata su misura: “È l’ironia acuta di un mondo cui non piace stare a guardare.” (TGCOM)

“Roma, lato B”, romanzo d’esordio di Claudio Delicato, lascia il segno in chi lo legge. Il linguaggio ironico, intenso e talvolta forte trascina il lettore negli eventi in un turbine di parole che colpiscono come schegge, che fanno ridere, piangere, riflettere sull’esistenza e che sicuramente fanno sentire vivi. (La Stamberga dei Lettori)

Qui di cazzuta c’è […] l’architettura dell’opera: cinque personaggi, le cui storie s’intersecano come in una raffinata sceneggiatura. […] Nel libro di Claudio Delicato ci sono ironia e malinconia profuse a piene mani. C’è la descrizione, a volte rabbiosa, altre disincantata, dell’eterna lotta tra i sessi. E di sesso ce n’è in abbondanza, tra le pagine scritte con piglio iperrealistico dall’autore. […] Ha un bel ritmo “Roma, lato B”, fatto di parole e frasi veloci, ben scritte e “arrangiate”. Non è un caso che l’autore suoni la batteria. E l’eco di certa musica si avverte tra le righe, in certe citazioni abilmente mixate. (Lib(e)ro Libro)

“Roma, Lato B”, romanzo d’esordio di Claudio Delicato, è un noir pulp che lascia il segno. Sensualità, desiderio, violenza, rabbia, irriverenza, amore e spiritualità affollano le pagine di questo libro che non lascia andare il lettore trascinandolo in un vortice di eventi eccezionali. Non a caso l’autore è anche un batterista che, come tale, ha saputo infondere al suo libro un ritmo serrato che tiene avvinti fino all’ultima pagina. Ho letto “Roma, lato B” in una notte e la prima sensazione, a lettura completata, è stata un senso di energia, forza, vitalità. Volevo che magicamente si aggiungessero altre 200 pagine da leggere tutte d’un fiato, che mi trascinassero di nuovo nella storia e mi facessero dimenticare la realtà esterna. […] Questo è dunque un noir per chi non teme di sentirsi raccontare la vita per quello che è, con i suoi lati duri, spietati, con i sogni, i desideri e gli appetiti. “Roma, lato B” è dunque un libro che si può leggere più volte e, oltre ad essere un esordio d’eccezione, è anche un romanzo che mi ha lasciato dentro un’impronta indelebile. (La Stamberga dei Lettori)

C’è anche il Bukowski di “Storie di ordinaria follia”, sia per il tratto “pulp” di personaggi e situazioni che per l’acredine. Tra le righe ci sono energia e rabbia. Claudio (o il personaggio di turno?) parte in quarta col mondo, lo aggredisce prima di essere aggredito. […] Delicato è anche, a suo modo, poeta. Ma un poeta cybermetropolitano, dell’era di MTV, spot, YouTube e rock alternativo. […] “Roma, lato B” contiene aneddoti e piccole citazioni di amici, a volte apparentemente slegati dal contesto. Ma stanno benissimo, perché Claudio lo sa: la vita non segue un filo logico. Lo scrittore scrive della vita. E questo romanzo ne è pieno. (La Libreria Immaginaria)

È un ottimo libro, scritto nello stesso stile del suo blog. Anzi, vi dico: provateci, a passare di lì. Se vi piace lo stile, DOVETE leggere anche “Roma, lato B”, perché è come se vi portasse in giro per Roma, in un viaggio agrodolce nel degrado delle periferie e nei cervelli che, da normali, all’improvviso cominciano a squagliarsi. (regulize.me)

Ci sono momenti del libro in cui occorre necessariamente fermarsi per gustare appieno quello che ci passa sotto gli occhi. Il libro ha un suo ritmo, lo ha sia nella scrittura che nella storia, e credo occorra allinearvisi. Sarebbe come mandare avanti i primi minuti di “Shine On you Crazy Diamond” perché “c’è solo sto Waaaaaaaawwwaaaaaauauauaaaa della pianola” (sic) mentre altre persone hanno la pelle d’oca e potrebbero piangere su quelle note. […] Questo libro è l’inizio di un Dostoièschi preso per il bavero da Tarantino accoltellato nel finale da Roccosiffredi. (Jack Il Nero)

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