Idee per nuove dichiarazioni politicamente scorrette di Matteo Salvini

Chiudere i porti, censire i rom, togliere la scorta a Saviano.

Ormai è chiaro: Salvini rilascia una dichiarazione razzista, omofoba o nazionalista ogni giorno per attirare l’attenzione su di sé e distrarre la popolazione italiana dall’incombente aumento dell’IVA (che servirà a finanziare in parte la flat tax), riuscendo peraltro nell’ammirevole impresa di far sembrare Luigi Di Maio una persona con la testa sulle spalle. Non appena la Lega avrà eroso tutti i voti possibili dal M5S e il partito fondato da Beppe Grillo sarà ormai carne morta, Salvini farà cadere il governo, prenderà il 110 percento alle elezioni e daje de Farage per tutti quanti.

Lo staff di ciclofrenia.it™ ama il caos in tutte le sue forme e ha deciso di rendere la vita più semplice al leader della Lega: ecco quindi cinque proposte per nuove dichiarazioni politicamente scorrette di Matteo Salvini, a uso e consumo del piano di potere del prossimo Presidente del Consiglio dei ministri.

1. “RADIAMO AL SUOLO DOMODOSSOLA”

Parliamoci chiaro: Domodossola è una città che non si incula nessuno se non per il fatto che quando comunichiamo il codice fiscale all’INPS la usiamo per indicare la lettera D. Anzi, sono convinto che questa ingiusta popolarità – dovuta a ragioni puramente fonetiche – faccia della città piemontese il bersaglio ideale per risvegliare le neanche troppo sopite velleità razziste del popolo italiano. Già mi immagino l’indignazione degli elettori leghisti: “perché diciamo D di Domodossola e non B di Bassano del Grappa? Cosa vi ha fatto Bassano del Grappa? PRIMA BASSANO DEL GRAPPA!” In più, Domodossola conta poco più di diciottomila abitanti, un bacino elettorale a cui Salvini può tranquillamente rinunciare in vista delle camionate di voti che la Lega raccoglierà dal momento in cui per fare lo spelling del nostro cognome diremo “D di Deportazione”.

2. “USCIAMO DAL MONDO”

In principio Salvini voleva che la Padania si scindesse dall’Italia. Poi, resosi conto della quantità di voti a cui stava rinunciando, ha tolto la parola “nord” dal nome del suo partito e ha deciso che la Padania doveva restare in Italia, ma l’Italia doveva uscire dall’Europa, rivolgendo le sue invettive a un nemico più lontano e che soprattutto non vota nel nostro paese. Ma perché non alzare il tiro? Del resto uscendo dall’Europa non credo che agli occhi di Salvini il panorama diventi granché più allettante, fra il capitalismo suicida delle Americhe, la ributtante povertà dell’Africa e il cibo di merda dell’Asia. Allora usciamo dal mondo e andiamo tutti su Mercurio, dove peraltro il problema del surriscaldamento globale è superato da un pezzo. Non abbiamo che da guadagnarci.

3. “MENO SPAZIO SU DROPBOX PER I GAY”

Nei confronti di chi ha inclinazioni sessuali diverse da quelle “ortodosse” Salvini ha già detto tutto il male possibile (NO alle unioni civili, NO al matrimonio, NO all’adozione), e la nomina di Fontana al Ministero della Famiglia sembra l’ennesimo passo avanti in questo senso. Ma non voglio credere che finisca qui. Vediamo un po’, cos’altro possiamo fare ai nostri amici froci, dopo avergli negato i diritti umani più basilari? Io direi che un bel taglio allo spazio a disposizione su Dropbox sarebbe già un bel segnale! Invece dei canonici 3.5 giga, sarebbe importante concedere non più di una ventina di mega alla comunità LGBT, in modo da poter redistribuire lo spazio avanzato agli utenti eterosessuali.

4. “CENSIAMO GLI UMBRI”

Ci sono almeno tre cose che Salvini odia più dell’Inter: i già citati froci, i rom e gli immigrati. E gli Umbri? Chi ci pensa agli Umbri? Perché questa discriminazione al contrario nei confronti di una regione del centro Italia che apparentemente non conta una mazza, ma che in realtà, con tutti quei pastori, rappresenta un’evidente minaccia all’integrità sessuale delle pecore italiane?

5. “ABOLIAMO VIA ISACCO NEWTON”

Cécile Kyenge, Carlo Azeglio Ciampi, Roberto Saviano: il brivido di piacere che prova Salvini quando attacca personaggi positivi (o nel peggiore dei casi inoffensivi) per la storia del nostro paese è evidente quanto innegabile. E allora perché non allargare il target e prendersela (possibilmente a cazzo di cane) con qualche personalità ancora più influente? In questo senso Newton rappresenta il bersaglio perfetto: già mi immagino il segretario della Lega definire lo scienziato inglese “un imbecille miracolato da una mela che gli è caduta in testa, altrimenti non avrebbe combinato nulla nella vita come tutti quelli dei centri sociali” (perché un colpetto alla sinistra antagonista ci sta sempre bene). E poi via Isacco Newton a Roma è pericolosamente vicina a molti campi rom, dunque la Lega non avrebbe che da guadagnarci nel rinominarla “VIA MARIO BORGHEZIO” così, tanto per far capire come vanno le cose da oggi in Italia.

Mi impegno da oggi a rinunciare a ogni copyright su queste affermazioni nel caso Salvini voglia farne uso. Il sogno di un’Italia a trazione ariana, eterosessuale e nazionalista da oggi è un po’ più vicino.

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