In nome del potere

Il principale errore strategico del MoVimento 5 Stelle, dal 2013 a oggi, è stato aver scelto il nemico sbagliato.

Il PD era al governo, d’accordo, e quindi rappresentava l’obiettivo da abbattere per arrivare al potere; da questo punto di vista capisco la scelta dei grillini. Ma dall’altra parte c’era Berlusconi, che aveva distrutto l’Italia con le sue leggi ad personam e la sua cultura dei condoni portandola al disastro del governo Monti, e una Lega che con Salvini aveva già intrapreso la linea politica richiesta a gran voce dal suo elettorato più becero, razzista e ignorante.

Qualsiasi persona dotata di buon senso non avrebbe avuto dubbi su da che parte stare; ma i grillini hanno optato per un’altra direzione, dando la priorità alla conquista del potere invece di pensare a costruire un futuro con l’unica forza politica con cui era sensato farlo.

Così, dopo questo corto circuito politico, oggi il M5S si trova a esultare per aver barattato l’elezione di Fico con la consegna della seconda carica dello stato a una Berlusconiana di ferro, ferocemente reazionaria, che nel 2005 ha fatto assumere la figlia al Ministero della Salute. E l’hanno fatto stringendo un tacito accordo con Salvini, un personaggio che non dico un elettore del M5S, ma qualsiasi persona con un minimo di raziocinio eviterebbe come la peste.

Hanno fatto tutto questo nonostante buona parte della loro base avrebbe preferito un accordo con il tanto vituperato PD, e l’hanno fatto in nome di una brama di potere con cui al momento i 5 Stelle non sembrano poter fare nulla di buono.

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