Davvero preferireste Berlusconi ai 5 Stelle?

Un paio di mesi fa Eugenio Scalfari, ospite da Floris, affermò che se dovesse decidere a chi affidare la guida del paese fra Di Maio e Berlusconi sceglierebbe il secondo. Da quel momento la corrente di pensiero “meglio Berlusconi di Di Maio” è stata sdoganata su larga scala, al punto che oggi non è raro sentire giornalisti, opinionisti e semplici elettori esprimere opinioni in linea con quanto sostenuto dall’ex direttore di Repubblica a Di martedì.

Ora, chi ha già bazzicato queste pagine in passato probabilmente conosce già la mia marcata diffidenza (per non dire antipatia) nei confronti del M5S, diffidenza che per il momento può solo essere ascritta all’universo della paura dell’ignoto: dei 5 Stelle all’opera finora ho visto molto poco (principalmente Roma e Torino) e il poco che ho visto non mi è piaciuto per niente.

Berlusconi, invece, lo conosco molto bene. Dal 2001, anno in cui ho acquisito il diritto di voto, è stato al governo in prima persona per otto anni (2001-06 e 2008-11) e ha influenzato in maniera più o meno diretta la politica della große koalition dell’ultima legislatura. Fanno fra gli otto e i tredici anni di presenza berlusconiana negli ultimi diciassette: abbastanza per formulare un giudizio di merito. E nessuno sarà mai in grado di farmi dimenticare ciò che il leader di Forza Italia è stato in grado di fare nel tempo che gli Italiani hanno messo a sua disposizione.

Le epurazioni. Le rogatorie. Le finanziarie a colpi di condoni. La legge Cirami, la legge Frattini, la legge Biagi, la legge Gasparri. La Bossi-Fini. La ridicola riforma Fini-Giovanardi sulle sostanze stupefacenti. Il supporto agli Stati Uniti nelle scellerate guerre ad Afghanistan e Iraq. La legge 40 sulla procreazione assistita. Il lodo Alfano. Il DDL intercettazioni. Il legittimo impedimento. L’intero apparato statale spesso soggiogato alle esigenze di una singola persona. E questi sono solo alcuni degli esempi più rilevanti.

Visto il crescente panico attorno a un possibile governo a 5 Stelle, ero certo che prima o poi qualcuno sarebbe arrivato a sostenere che Forza Italia sia meglio del partito di Grillo, ma mi sorprende che questa posizione abbia preso piede principalmente a sinistra, un’area politica che conosce bene cosa vuol dire essere governati da Berlusconi, perché (i) è stata all’opposizione per tutta la durata dei suoi governi; e (ii) quando invece stava al governo, ha fatto di tutto per farcelo tornare.

Possibile che Scalfari e chi gli va dietro abbiano la memoria così corta? Possibile che lo snobismo isterico verso i 5 Stelle abbia compromesso in questo modo la loro visione della cosa pubblica?

La prospettiva di un governo pentastellato spaventa molto anche me, e non è necessario enumerare tutte le sparate dei grillini su euro, immigrazione e matrimoni gay per supportare questa mia affermazione, not to mention l’illusione di base che delegare la politica ai non-professionisti garantisca che al governo ci sia gente incapace di rubare (che magari è anche vero, ma il problema è che questa gente dà tutta l’impressione di essere incapace di fare anche tutto il resto). Ma chiunque abbia vissuto in prima persona cosa vuol dire essere governati da Berlusconi non dovrebbe permettersi di pronunciare frasi così irresponsabili. Berlusconi ci ha rovinato la vita, e chi lo preferisce a una forza potenzialmente dannosa, ma che quantomeno gode del beneficio del dubbio, non desidera altro che ce la rovini ancora.

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