La prossima volta pensateci prima

Simone Di Stefano condanna pubblicamente l’aggressione ai danni di Daniele Piervincenzi e precisa che Roberto Spada non fa parte di CasaPound Italia. Formalmente è vero, ma ciò non toglie che quanto accaduto a Ostia sia la dimostrazione di che tipo di gente orbita attorno a questo movimento e lo sostiene.

La prossima volta, dico io, pensateci prima.

Pensateci ogni volta che CasaPound cercherà di guadagnare consensi prendendo le parti dei più deboli o appropriandosi di simboli appartenenti a tutt’altre ideologie. Pensateci ogni volta che farà un passo avanti nel liberarsi dall’immagine storica di soprusi e violenza che da sempre accompagna il fascismo, perché se guardate bene i metodi sono sempre gli stessi da più di novant’anni, che si usi l’olio di ricino o la capocciata sul naso.

Soprattutto, pensateci ogni volta che giornalisti rispettabili decidono di partecipare a forum di discussione con questa gente, mettendoci la faccia in prima persona e contribuendo in maniera più o meno inconsapevole alla diffusione dell’idea che “guarda un po’, sono proprio aperti questi fascisti del terzo millennio, hanno fatto grandi progressi,” salvo poi esprimere pubblico sdegno quando parte la capocciata.

La prossima volta pensateci prima, perché ciò che CasaPound sta cercando di fare è sdoganare un’ideologia così odiosa e violenta che i nostri nonni hanno dovuto istituire una ricorrenza nazionale per fare in modo che non fosse dimenticata, e più si sdogana l’ideologia, più simpatia e voti prenderanno i nuovi fascisti, e più cose di questo tipo avverranno in futuro.

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