Se una serata romantica andasse come Bayer Leverkusen-Roma

Tutte le foto via gazzetta.it

H 19:00

Mi preparo. È la mia grande occasione. Stasera devo vedere una ragazza che ho puntato da un bel po’. Non sono proprio un drago con le donne, ma tutti mi dicono che sono un bel ragazzo, brillante, che mi manca solo un po’ di spirito d’iniziativa. Lei è una bella ragazza, ma di certo non irraggiungibile.

H 20:40

Sono sotto casa sua. Sono pronto. Oggi sarà il giorno del riscatto, ci credo: ce la posso fare.

H 20:49

Appena entra in macchina rutto, scorreggio fortissimo e chiudo i finestrini disattivando gli alzacristalli elettrici. Lei si porta un fazzoletto al naso e mi dice che faccio schifo, implorandomi di abbassarli per non sentire la puzza. Le rispondo che adoro le coltri delle mie scorregge, poi parto in sgommata e raggiungo i 120 a viale Trastevere, urlando bestemmie e cercando di metterle la mano in mezzo alle gambe. Lei mi ricaccia disgustata e minaccia di chiamare la polizia.

H 21:04

Per rimediare le dico che mi piacciono le ultraottantenni e che il weekend vado a spiare le coppie che scopano dietro il Palazzo dei Congressi. Aggiungo che sempre più spesso ultimamente mi masturbo pensando a Maurizio Costanzo nudo che limona duro con il cantante dei Nickelback.

H 21:05

Non butta per niente bene. Sembra incazzata e non so perché. Credo di aver sbagliato qualcosa, ma non so cosa. Qualche errore di strategia qua e là, ma tutto sommato niente di che, giusto? Cerco di rimettere le cose a posto ma non mi viene in mente niente. Riesco solo a balbettare. Che palle, va sempre così. Un’altra débâcle, ci scommetto.

H 21:14

Al ristorante ho un’illuminazione e le dico che ho letto l’opera omnia di Nabokov, che per carità, Lolita è un capolavoro, ma Intransigenze, un libro di interviste “quasi introvabile in Italia”, è la sua opera che preferisco. Le cito l’inizio: “penso come un genio, scrivo come un poeta e parlo come un bambino.” “Li leggi in italiano?” mi chiede. “No, io solo lingua originale, anche se sono in russo.” “Parli russo?” “L’ho studiato apposta per leggere Nabokov,” rispondo. Funziona. Sembra stregata.

H 21:22

La vedo debole e infierisco. Colpisco sul fianco. Le chiedo se un giorno di questi le va di venire a casa mia a vedere la prima stagione di Heimat. “Conosci Heimat?” mi chiede sorpresa. Le rispondo che la conosco praticamente a memoria, che potrei riscriverla da capo, ma avrei voglia di rivederla con lei. Lei si scioglie. Ci siamo. Devo mettere a segno il colpo decisivo, da lì sarà tutta in discesa.

H 21:38

Pago il conto e lei mi ringrazia. È cotta. Entro in macchina e metto su In the court of the Crimson King dei King Crimson. Mi dice “che coincidenza!”: pure lei è pazza del progressive. Le dico che a casa ho tanti vinili dei King Crimson, incluse alcune edizioni rarissime che mi ha dato Robert Fripp in persona per ringraziarmi della trippa col sugo che cucino per lui ogni volta che viene in tour a Roma. Le chiedo se le va di venire ad ascoltare qualcosa da me. Mi dice di sì. DAJE.

H 21:57

Mi ha preso la mano. Mi accarezza. È perfetto: è tutto perfetto. Si tratta solo di assecondarla, di controllarla. Non me la posso far sfuggire, è mia. Sono un grande. Sono lo scopatore migliore del mondo, nessuno mi potrà mai fermare. Il prossimo obiettivo è Belén, e anche lei la spacco facile. Entriamo a casa, neanche accendo il giradischi che lei mi prende per mano e mi dice di andare in camera da letto. Accidenti, meglio di quanto sperassi. Per fortuna che ho i preservativi nel taschino.

H 22:09

Appena entro in camera mi abbasso i pantaloni di scatto, tiro fuori l’uccello e urlo “GODI TROIA!” mentre rovisto frenetico nel comò alla ricerca delle “mutandine di mia sorella che indosso sempre quando fotto una ragazza stupida, perché mi aiuta a tenerlo su.” Corro in cucina, prendo il frullatore, lo riempio di latte, bulloni e lardo di Colonnata, poi lo accendo senza tappo e mi faccio schizzare tutto il liquido in faccia. Mi guarda dubbiosa e disgustata. Le dico che mi eccita.

H 22:11

È disperata. Cerca in qualsiasi modo di divincolarsi dalla mia presa. Io la tengo ben stretta premendole i pollici sulla gola. Non riesce più a respirare, diventa paonazza. Allento la presa e mi metto a suonare Tre parole di Valeria Rossi scorreggiando con le ascelle. Penso possa aiutare a calmarla, ma non funziona. Allora tiro fuori dal comodino un kit di eroina e le chiedo se vuole uno schizzo. La tranquillizzo: la siringa è pulita, l’ho usata solo una volta. L’ho raccolta da terra accanto a un tossico morto di overdose a stazione Termini. Poi ho fatto il test ed era positivo, “quindi credo tutto a posto.”

H 22:30

È riuscita a scappare. Mi ha detto che mi denuncia. Che se ci fosse la pena di morte me la meriterei. Cazzo. Ho rovinato tutto sul più bello. Sono un coglione. Mi sa che anche oggi si scopa domani.

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