SIAMO TUTTI BRAVISSIMI

Pic: Nunula.

E ci piacciono i dischi, le foto, i registi
i marchingegni alla moda, le muse, gli artisti
e sentirci diversi, creativi, speciali
tutto tranne normali
tutto, tranne normali.

(I Cani, Storia di un artista)

A voi che postate su Facebook le vostre foto, le canzoni che avete scritto, gli articoli del vostro blog, il link Amazon al romanzo che avete pubblicato, i quadri che avete dipinto. A voi che mi invitate ai vostri dj set, alle mostre fotografiche, agli aperitivi con concerto acustico.
A tutti voi lo dico subito: siete bravissimi. Siete tutti bravissimi. Siamo, tutti bravissimi.

I social network sono un chiassoso mercato in cui ogni commerciante urla ai potenziali clienti di correre al suo banco perché il pesce è più fresco e i prezzi migliori. Solo che non vendiamo il pesce ma la nostra persona, e lo facciamo per un semplice motivo: sentirci dire che siamo bravi. “Diversi, creativi, speciali, tutto tranne normali.” Per questo il nostro newsfeed è intasato di video di canzoni, cortometraggi e articoli, e in continuazione ci viene richiesto un parere.
Ti piace? Ti piace? Ti piace?
E allora ve lo dico io: sì, mi piace. Siete bravissimi. Siete tutti bravissimi. Siamo tutti bravissimi.

Nella realtà, se un amico ti fa vedere un quadro che ha dipinto e ti chiede che ne pensi, difficilmente potrai evitare di dare un giudizio in qualche misura sincero, anche se non è mai bello sentirsi dire che una cosa che abbiamo fatto – e sulla quale magari abbiamo speso tempo ed energia – fa cacare. Useremo dei giri di parole, ma il messaggio arriverà. È successo a tutti, anche a Leonardo da Vinci.

“Allora, che ne pensi?”
“Sì, guarda, bello, poi è fica ‘sta cosa che sembra che ti guarda sempre, solo toglierei lo JUVE MERDA dietro alla Gioconda.”

Sui social network questo non accade, perché è raro che qualcuno ti interpelli in privato per chiederti cosa pensi dell’articolo che ha appena scritto; piuttosto lo pubblicherà sul suo profilo aspettando un feedback dai suoi contatti. E raramente questo feedback sarà negativo, perché i social network sono la patria del buonismo e il solo fatto che su Facebook non esista un tasto dislike è già di per sé sufficiente a dimostrarlo.

Paradossalmente è più facile esprimere il dissenso quando abbiamo a che fare con una personalità pubblica o con qualcuno che non conosciamo di persona; in queste circostanze diciamo più o meno ciò che pensiamo, anche se condiamo il nostro pensiero con espressioni colorite quali “ti stacco la testa e ti caco in gola.” Invece, quando è un amico a pubblicare qualcosa non ci piace, preferiamo sorvolare elegantemente piuttosto che andare a dirglielo. E questo significa una cosa sola: i social network non sono il posto adatto per farsi un’idea di quanto valga davvero ciò che facciamo.

Facciamo una prova. Quante volte avete davvero visto l’eccellenza nei prodotti artistici dei vostri contatti, e quante volte avete messo like o condiviso i loro lavori anche se non vi piacevano davvero, ma solo per far loro un favore?
Appunto.

Ciò accade perché Facebook è una piazza, e se mi dici che quello che ho creato non ti piace lo stai facendo davanti a tutti, e questo è visto in qualche modo come un’offesa. La gente rimugina sulle tue parole, vede attorno a sé tutto questo apprezzamento di ipocrita cortesia e finisce per pensare che se questa cosa non ti piace il problema è tuo, ché non l’hai capita.
Siamo tutti bravissimi, appunto, e chi pensa il contrario è un incompetente o un coglione.
Il risultato è che tutti crediamo di essere bravi, raramente lo pensiamo degli altri, ma manifestiamo il contrario. Se la matematica non è un’opinione, una buona fetta di digital media strategist, videomaker, blogger, search engine optimizer e graphic designer è in un grosso guaio.

La verità è che la risposta che cercate è quella che vorreste sentirvi dire. E allora ve lo dico già da ora, senza aver visto un minuto dei vostri video o aver letto una riga dei vostri articoli.
Siete bravissimi. Siete tutti bravissimi. Siamo tutti bravissimi.

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