Sono stato a SELfie, la festa di SEL a Roma (un articolo in stile VICE Italia)

Incuriosito da un recente articolo del Fatto Quotidiano su quanto sia triste la festa di Sinistra Ecologia e Libertà (SEL), ho deciso di recarmi a piazza San Giovanni per vivere in prima persona l’esperienza più vicina all’accanimento terapeutico che un essere senziente possa mai provare (se “essere senziente” è una definizione adatta a un elettore di SEL).

Appena varcato l’ingresso ho capito che avrei voluto mettere nero su bianco le mie impressioni, ma ero dubbioso perché articoli del genere sono il marchio di fabbrica di VICE Magazine Italia; e allora, quale modo migliore di scrivere un pezzo così se non dichiarando spudoratamente il perculo ai loro danni?

Ecco quindi il reportage della mia esperienza, con ogni paragrafo accompagnato da didascalici titoli che ne spiegano il contenuto, citazione spinta di Dogville di Lars Von Trier.

Parte 1
IN CUI L’ARTICOLISTA SPARA DUE O TRE FRASI BRILLANTI PER INVOGLIARE L’UTENTE A LEGGERE UN PEZZO APPARENTEMENTE FRESCO E FRIZZANTE

Il nome scelto dall’avanguardista stratega di comunicazione di Sinistra Ecologia e Libertà per l’annuale festa di partito è SELfie: Roma scatta a sinistra. In un movimento politico normale ciò manifesterebbe il proposito di restare al passo con i tempi, approfittando furbescamente dell’hype sorto attorno a una parola di straziante attualità. Nel caso specifico di SEL, la scelta ricorda più che altro i nonnini siciliani con il bastone e la scoppola marrone in testa che ti fanno “OCCHEI! OCCHEI!” alzando il pollice destro quando sanno che stai per andare a New York per uno stage.

Speranze di entrare nella prima pagina dei risultati googlando “SELFIE”: 0.003%.

Parte 2
IN CUI L’ARTICOLISTA INIZIA LA SUA ARRINGA SPARANDO DUE O TRE SENTENZE SBRIGATIVE E AUTOREFERENZIALI SUI PERSONAGGI PIÙ VULNERABILI DELL’EVENTO

Appena varco l’ingresso della “festa” due membri del Coordinamento Residenti Città Storica di Roma (andate a vedere il sito, è un capolavoro del web 1.0) mi placcano chiedendomi di firmare una delibera di iniziativa popolare piena di virgole per un regolamento sull’inquinamento acustico a Roma, con particolare riferimento al problema della “movida” e delle emissioni acustiche dei locali che fanno musica dal vivo. Gli sorrido e dissimulo, senza rivelare che chiedere a me di firmare una proposta del genere è più o meno come chiedere a Ronaldinho di sottoscrivere una petizione contro i dribbling.

Dopo pochi metri mi fermano anche gli onnipresenti Animalisti Italiani (anche il loro sito è splendido, specie l’articolo sulle SCARPE VEGANE) che mi illustrano i dettagli di un’altra petizione chiedendomi “una firma gratuita“, ignorando presumibilmente il fatto che se di mestiere non fai il notaio è difficile che ci siano in ballo dei soldi per una tua firma.

Parte 3
IN CUI L’ARTICOLISTA ACCOMPAGNA LE FOTO SCATTATE ALL’EVENTO A UN’IRONIA SPOCCHIOSA E FASHION-RAZZISTA PER SOPPERIRE A UNA CARENZA DI CONTENUTI DAVVERO SORPRENDENTE

L’impressione che si ha quando si entra per la prima volta alla festa di SEL di piazza San Giovanni è di trovarsi nel bel mezzo della sagra della porchetta di Vallerano, ma senza porchetta e in Bangladesh.

È forse per questo che la stragrande maggioranza dei partecipanti opta per la ben più affollata area ristorazione.

Troveremo posto? Chiediamolo al tipico elettore di SEL.

Del resto è possibile capire l’afflusso che l’organizzazione si aspettava osservando il numero di cessi chimici messi a disposizione dei partecipanti.

…ma al di là di questo panorama tutto sommato sconfortante, non manca la cultura alla festa di SEL. C’è infatti l’immancabile bancarella di libri usati a pochi euro, di quelli che quando li apri le pagine emanano lo stesso odore dei mutandoni di tua nonna morta nel ’74. Titoli interessantissimi e attualissimi come ANALISI DEI DIRITTI SOCIALI NELLE DEMOCRAZIE POST-MARXISTE IN AZERBAIJAN o FALCE E PISELLO: UNA PROSPETTIVA SUL REGIME INSTAURATO DAI BRACCIANTI GAY A QUARTU SANT’ELENA (NOVEMBRE 1923-FEBBRAIO 1924).

E se il proprietario della bancarella mi rivela disorientato che “c’è poca affluenza” e “mancano i giovani”, è del tutto evidente che almeno sul prezziario le sue idee siano ben chiare.

Parte 4
IN CUI L’ARTICOLISTA TENTA UNA PATETICA VIRATA SUGLI EFFETTIVI CONTENUTI DELLA FESTA PER DARE L’IDEA DI NON ESSERSI CONCENTRATO SOLO SUGLI ASPETTI PIÙ FOLKLORISTICI

Preso dallo sconforto, decido quindi di recarmi all’area dibattiti, dove si sta tenendo un interessante incontro sul tema del precariato/reddito minimo garantito/[inserire tema di sinistra sviluppato prima del 1953]. Avete presente il comizio di Beppe Grillo nello stesso identico posto prima delle elezioni 2013?

Ecco, l’area dibattiti della festa di SEL non c’entra assolutamente un cazzo.

…ma per dovere di cronaca specifico che l’affluenza sale vertiginosamente nel momento in cui fa il suo ingresso a sorpresa nientepopodimeno che Nichi Vendola in persona.

Per tirarmi su il morale decido quindi, coerentemente con il nome della festa, di farmi un SELfie inquadrando accidentalmente anche uno dei partecipanti più coinvolti nel dibattito in corso.

Qualora ve lo stiate chiedendo, io sono quello giallo a destra.

Fortunatamente poco dopo sale sul palco Sandro Joyeux, uno dei musicisti più preparati e coinvolgenti del panorama romano contemporaneo, che riesce a elettrizzare il pubblico molto più di quanto abbia fatto il precedente dibattito, al punto che una miriade di indecisi si colloca esattamente a metà strada fra lo stage e l’area dibattiti con Nichi Vendola, in modo da godere appieno dei due eventi.

Parte 5
IN CUI L’ARTICOLISTA INSERISCE UN’APPROSSIMATIVA ANALISI POLITICA PER DARE L’IDEA CHE IL PEZZO ABBIA UN QUALCHE TIPO DI VALENZA GIORNALISTICA

La forza di SEL fino a qualche tempo fa è stata quella di rappresentare un movimento politico di sinistra, più a sinistra del PD (non è difficile, del resto: anche una crema contro le emorroidi è più a sinistra del PD), e al contempo una forza governativa invece che di opposizione, al contrario di tutti i movimenti di “estrema sinistra” presenti in parlamento fino al 2013.

Recentemente, però, SEL ha messo a nudo tutti i suoi limiti, che si possono riassumere nel fatto che una forza di sinistra unitaria e coerente in Italia sembra semplicemente una cosa impossibile. Ti fai eleggere con Bersani e togli l’appoggio al PD appena dopo le elezioni. Ti presenti alle Europee con una lista raffazzonata che unisce forze politiche improbabili, morte o nel migliore dei casi disomogenee (Azione Civile, Rifondazione Comunista, Partito Pirata, Verdi del Sudtirolo) e mandi al Parlamento Europeo tre candidati – nessuno dei quali appartenente a SEL – fra cui Barbara Spinelli che invita la gente a votarla promettendo che rinuncerà alla poltrona per fare spazio ai primi non eletti (WTF? A questo punto non candidarti e basta), salvo poi tornare sui suoi passi con una lettera supponente che manca delle fondamentali parole “scusate” e “mi vergogno”.

Infine ti fai attrarre dall’ipotesi-Renzi dopo la sua schiacciante vittoria alle elezioni europee e spacchi il partito a metà fra chi vuole correre fra le braccia del PD e chi intende restare alla sua sinistra, generando l’ennesima scissione nella sinistra italiana – che forse vuole davvero giungere allo stadio di “virus” come diceva Corrado Guzzanti – e disperdendo i tuoi voti fra PD e M5S.

In un’atmosfera come questa, fra mozioni interne e liti da checche isteriche dei dirigenti, mi chiedo io, che cazzo vuoi festeggiare?

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *