Teoria della suddivisione temporale

Pic: Sortvind.

Il mondo ha bisogno di un nuovo inventore.

Non di un anonimo programmatore americano di origini giapponesi che sviluppa le texture di GTA San Andreas e di cui scorgi a malapena il nome nei credits a fine partita, né del padre senza nome di innovazioni moderne come il post-it. Il mondo ha bisogno di un inventore vero, uno di quelli vecchio stampo, che si ricordi nitidamente per una singola, specifica creazione.

Un nuovo Tesla, un nuovo Albert Einstein, un nuovo Mike Bongiorno, per intenderci.

C’è bisogno di qualcuno che elabori per primo la teoria della suddivisione temporale.

Si tratta di un concetto semplice ma fondamentale. Prendiamo l’arco di una normale giornata, dalle sette di mattina alle undici di sera, tanto per lasciare spazio alle otto ore canoniche di sonno. Nell’arco di queste ore si dipanano mattina, pomeriggio, sera e notte. E quindi una persona normale in sedici ore è costretta a dire, rispettivamente, buongiorno, buon pomeriggio, buonasera e buonanotte.

Ora, lasciamo perdere il buon pomeriggio, che a parte Barbara D’Urso non credo lo dica mai nessuno. E tralasciamo pure buonanotte, perché è facile: lo dici quando vai a dormire e basta. Quando sei sveglio, anche se sono le quattro del mattino, nel momento in cui incontri qualcuno con cui hai poca confidenza dici comunque buonasera.

A questo punto il problema più serio è la distinzione tra buongiorno e buonasera. Quando si inizia a dire buonasera?

Mia madre la fa facile e dice: dopo mezzogiorno è sera, mezzogiorno è la metà di un giorno, quindi passata quell’ora si dice buonasera. E magari dal punto di vista teorico non fa neanche troppe pieghe. Ma io onestamente a dire buonasera a mezzogiorno e mezza mi sento un bel po’ coglione. In questo senso farebbe comodo il buon pomeriggio, ma a parte che è in disuso, anche nel caso in cui volessimo usarlo risolveremmo solo parte del problema: quando inizia e quando finisce il pomeriggio?

Viviamo in un mondo in cui ognuno è professore ed esistono migliaia di ipotesi.

Ma il relativismo è roba di cent’anni fa, qua tocca trovare un nuovo Gregorio XIII, un inventore a cazzo dritto che dica punto e basta, l’anno dura trecentosessantacinque giorni e poco più e ora lo dividiamo così, qua non è che ognuno può fa’ come cazzo je pare.

Vi dico la verità, non esigo neanche che la teoria sia plausibile, mi basta che esista. Mi basterebbe un nuovo Adolf Hitler che imponesse la sua soluzione del problema a tutti.
Pure se mi dicesse che devo iniziare a dire buonasera alle undici del mattino, mi andrebbe bene.
Basta che qualcuno decida una volta per tutte.

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