ti attacchi al tram.

di cloe

qualche giorno fa ho litigato con un’operatrice del call center infostrada. non ho niente contro gli operatori dei call center ma lei è stata sgarbata e a me non piacciono le persone sgarbate. nella mia vita di cose ne ho viste un bel po’, ma non mi era ancora capitato di terminare una chiamata con il call center di infostrada con io che dico ‘tu non mi capisci’ e ‘ho bisogno dei miei spazi.’
prima di chiamare l’assistenza ho fumato una sigaretta perché fumare mi tranquillizza. ho fatto tutto bene, ho ascoltato con attenzione il disco, premuto i tasti con decisione e ho anche risposto in maniera cortese alla voce registrata.
– la preghiamo di attendere in linea per non perdere la priorità acquisita.
– d’accordo, allora aspetto, grazie e tante care cose.
poi ha risposto questa marina che si vedeva da subito che le giravano. le ho detto che non mi funzionava il wifi in casa e mi ha suggerito di spegnere e riaccendere il modem.
– l’ho già fatto.
– ma la linea internet funziona?
– sì. solo il wifi non va.
– allora provi a staccare l’alimentazione dal modem e riattaccarla dopo qualche minuto.
– già fatto anche quello.
– allora si attacchi al tram.
‘attaccati al tram.’ che risposta è? me la sono presa parecchio lì per lì. il mondo è pieno di persone che si sentono felici quando ti fanno male e per tanto tempo ho cercato di convincerle che non è una cosa bella ma non ci sono riuscita. anzi, sono stata peggio. allora ho deciso che se non potevo cambiare loro era meglio cambiare me. non farmi più fare male dalle persone. anzi andargli incontro. dare importanza a quello che dicono.
quindi ho fatto quello che mi ha detto marina: mi sono attaccata al tram.
solo che attaccarsi al tram è difficile un bel po’. sono andata in piazza e l’ho aspettato. quando si è fermato sono entrate e uscite tante persone ma io sono rimasta fuori. poi quando è ripartito mi sono appesa al finestrino con le braccia e sono rimasta fuori con le gambe penzoloni.
la gente dentro ha cominciato a urlare. dicevano al conducente di frenare. in effetti dopo un centinaio di metri c’era un palo che se fossi rimasta appesa l’avrei preso in pieno, invece il tram ha frenato e sono caduta a terra.
quando ho riaperto gli occhi c’era un sacco di gente intorno a me. qualcuno mi teneva la testa e le gambe sollevate. mi facevano aria davanti al viso con un giornale piegato e qualcuno diceva alla gente di allontanarsi.
– perché hai fatto questa follia?
– perché non mi funziona il wifi.
mi hanno guardato strana e hanno chiamato un’ambulanza. non mi ero fatta molto male, ma mi hanno portato da un dottore che mi ha fatto un sacco di domande, mi ha dato una pasticca che mi ha reso un po’ intontita e mi ha prescritto delle pillole da prendere se la notte non riesco a dormire.
mi è venuta a prendere marzia e mi ha riportato a casa. il wifi ancora non va.

photo/artctrldel.com

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *