Lettera aperta a elettori e parlamentari grillini

Cari cittadini (so che vi piace essere chiamati così),

In passato ho detto peste e corna di voi. Ero convinto che vi approcciaste alla politica come i tifosi si approcciano al calcio, e che il vostro partito fosse formato da persone idiote e incompetenti.

Poi ho iniziato a ragionare. Perché non era possibile, il MoVimento 5 Stelle l’hanno votato molte persone che conosco, incluse alcune che reputo estremamente intelligenti. E ho cambiato idea.

La realtà è che una parte di voi – di certo quella più rumorosa – si approccia alla politica come i tifosi si approcciano al calcio, e una parte di voi è idiota e incompetente. Poi esiste un’altra parte, fatta di persone intelligenti, critiche e lungimiranti che si spaccano la schiena per il bene del paese. E questo vale per voi come per tutti gli altri partiti, per un semplice motivo: perché sono gli Italiani a essere fatti così, e che vi piaccia o no voi lo siete e quindi non fate eccezione.
È la democrazia rappresentativa, bellezza.

È alla parte ragionevole del MoVimento 5 Stelle che mi rivolgo: il vostro problema voi lo conoscete bene. Ha un nome e cognome, come il problema del PdL (il problema del PD invece è che non riesce a trovare un problema con nome e cognome duraturo), e gestisce un popolare blog con dominio di secondo livello.
E allora:

LIBERATEVI DI QUEL PROBLEMA.

È molto più semplice di quanto crediate: sarà sufficiente non ascoltare più quello che dice quando non vi piace. Non seguite più le sue indicazioni, non leggete più il suo blog, incrociando le dita affinché un giorno anche repubblica.it™ si renda conto che è controproducente rimbalzare ogni panzana che spara per raccogliere due visualizzazioni in più e inserire il tanto bramato “tema caldo” sulla sua barra laterale destra.

Insulti alla Boldrini, a Napolitano, gogne pubbliche per i giornalisti avversi: Beppe Grillo rovina la vostra immagine agli occhi dell’Italia. Non vi fa lavorare in pace e non vi permette di fare cose positive se non sono lui e Casaleggio a reputarle tali.

La democrazia diretta è un concetto splendido e avanguardista, ma il fatto che la sua implementazione dipenda dalla volontà di due singole persone è un’intollerabile contraddizione in termini. E se voi provate a mettere in pratica la democrazia diretta e Beppe Grillo cassa la vostra iniziativa perché non è venuta dal canale ufficiale (cioè lui), umiliandovi davanti a milioni di lettori del suo blog e delle testate idiote che lo ribloggano, allora dove sta questa democrazia diretta? Dev’essere per forza Grillo a sondare la volontà popolare? La volontà popolare ha forse un copyright? E Grillo ne ha l’esclusiva?

No. E allora voi fregatene di Beppe Grillo. Fate quello che vi pare. Grillo non vi dà il portale o ve ne dà uno farlocco? Chi se ne frega. Fatevelo voi. Lui non è nessuno per darvi l’autorizzazione a creare un portale o obbligarvi a usare il suo. Sapete quanto ci vuole a trovare un branco di nerd che facciano un lavoro fatto bene, persone a cui dello sviluppo di internet interessa veramente e non solo per colmare un vuoto politico? Meno di zero. Ve li trovo io, se serve. Sul serio.

Beppe Grillo non è nessuno. Non è in parlamento, non ha i mezzi materiali per mettervi i bastoni fra le ruote. Sì, ha il marchio del M5S e può cacciarvi dal partito: be’, pazienza. Andate nel gruppo misto e continuate a lavorare con gli altri. Non eravate voi a dire che i partiti sono morti? E allora, Dio santo, cosa diavolo ve ne frega di restare tutti sotto lo stesso cappello? Qual è il valore di essere un partito per voi?

Quella di Grillo è un’opinione, l’opinione di una persona e come tale deve essere considerata. Il paradosso è che la soluzione al pantano che affligge il Movimento 5 Stelle l’ha suggerita proprio lui, quando ha detto che uno vale uno.
Esattamente, uno vale uno.
Anche Beppe Grillo.

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