10 cose che ricorderemo del 2013

Qualche giorno fa ho letto un post di Faina sui 10 momenti che hanno segnato il 2013. Siccome dal primo gennaio il direttore artistico di ciclofrenia.it™ è Daniele Luttazzi ho deciso di copiarlo paro paro (più o meno), descrivendo a mia volta le 10 cose che ricorderemo dell’anno appena passato.

1. MILEY CYRUS

Pic: Terry Richardson.

Nel 1982 si passava agli onori della cronaca staccando la testa con i denti a un pipistrello vivo, oggi non è più necessario correre questi rischi: sarà sufficiente strisciare il culo su un seminoto cantautore statunitense o farsi due tiri di canna agli MTV Europe Music Awards per farsi notare, con la benedizione del sensazionalismo un tanto ar chilo di Daily Mail e repubblica.it. Come dire: ogni epoca ha gli scandali che si merita.
Da qualche anno a questa parte durante gli eventi che coinvolgono ampie fette di pubblico non succede mai niente, perché chi ama provocare davvero volge lo sguardo a scenari di nicchia che hanno un pubblico e fonti d’informazione dedicati (vedasi howtobasic), e quindi anche una canna in diretta tv è sufficiente a suscitare l’indignazione di un popolo ipocrita e moralista come quello statunitense.
Insomma, concorderete che se Miley Cyrus crede che fare due tiri d’erba agli MTV EMA 2013 sia una provocazione è perché non ha mai visto Pannella che tira fuori due etti e mezzo di fumo davanti alla D’Eusanio.
Tzè. Americani. I soliti dilettanti.

2. L’HARLEM SHAKE

Apparentemente se sei nato in una sperduta cittadina dell’Illinois hai a disposizione solo due possibilità per combattere la noia: (i) fare una strage in una scuola; o (ii) girare video senza senso da postare su YouTube.
Nel febbraio del 2013 qualcuno ha pensato che riprendere un idiota che balla in una stanza piena di persone immobili che pochi secondi dopo iniziano a ballare in maniera esponenzialmente più idiota potesse essere una buona idea.

A quanto pare aveva ragione.

3. I MORTI FAMOSI

Nelson Mandela, Margaret Thatcher, Hugo Chavez, Lou Reed, James Gandolfini, Giulio Andreotti, Margherita Hack, Mariangela Melato, Don Gallo, Franca Rame, Enzo Jannacci, Franco Califano, Paul Walker, Little Tony, Tonino Accolla, Zuzzurro: nel 2013 sono schioppati personaggi celebri al ritmo con cui Luca Giurato sbaglia i congiuntivi. Il miglior commento in proposito viene da uno status di avantlaguerre:

Se negli ultimi tempi decine di nomi illustri stanno schiattando come bacarozzi stesi dal Baygon è semplicemente perché lo status economico, politico e culturale di questa nazione è in mano ai vecchi. E tra un funerale di stato e uno speciale commosso di Pomeriggio Cinque, faremmo bene a tenere presente che l’ipertensione e il tumore alla prostata stanno contribuendo alle prospettive di collocazione lavorativa per le nuove generazioni più di quanto abbiano fatto 60 anni di democrazia rappresentativa, rivendicazioni sindacali e jpeg indignati sulla vostra bacheca di Facebook. Alle prossime politiche, vota la morte.

4. LE DIMISSIONI DI RATZINGER

“‘St’erba è da paura.”

Bestemmiatori di tutto il mondo, unitevi: da oggi “Papa mezzasega” non è più una bestemmia, perché il 2013 ci ha regalato il primo Papa cacasotto della storia moderna. Del resto – considerato come stava andando il suo pontificato – difficilmente Benedetto XVI sarebbe passato agli annali, quindi un’uscita di scena permanente e a ciel sereno sì è rivelata alla lunga vincente, un po’ come nel caso di Mina (cit. Corrado Guzzanti). Per rimpiazzarlo la divisione marketing della Chiesa Cattolica ha scelto Bergoglio, un personaggio più umano, paraculo e terribilmente amato. In altre parole: più che un Papa, una lattina di Coca Cola Zero.

5. LA CONDANNA DI SILVIO BERLUSCONI

Pic: focusitaly.net.

La prima condanna in terzo grado per Silvio Berlusconi mi ha fatto sentire come quando è scoppiata Calciopoli nel 2006: non è stata una grande sorpresa e comunque non ci ha ripagato degli innumerevoli torti subiti in passato, ma erano decenni che noi romanisti dicevamo “la Juve ruba, la Juve ruba!” per sentirci rispondere che eravamo solo invidiosi e che comunque era la squadra più forte, e avere la prova concreta che alla fine sì, LA JUVE RUBAVA fu una soddisfazione che nessuno potrà mai toglierci.

6. L’EXPLOIT DEL MOVIMENTO 5 STELLE

Pic: M5S Castellammare di Stabia.

Un anno in cui un partito con le idee ben poco chiare, raffazzonato in quattro e quattr’otto per riempire un vuoto politico, guidato da un leader ignorante, populista e con pericolose tendenze autoritarie che non ha mantenuto una delle promesse fatte al popolo italiano ha avuto un largo consenso alle elezioni politiche.
No, non stiamo parlando del 1994, ma del 2013.

7. LA RIELEZIONE DI NAPOLITANO

Il capolavoro del PD. Dopo non aver voluto darla vinta al MoVimento 5 Stelle eleggendo una persona di spessore (Rodotà) e non essere neanche riuscito a mettere d’accordo tutti i membri del partito su un candidato che esso stesso aveva proposto (Prodi), il 20 aprile il parlamento intero è in standing ovation per la rielezione di Napolitano, unico presidente della Repubblica a ottenere un secondo mandato. Una scena che mi ha ricordato gli applausi a scena aperta che mi rivolgeva mia madre dopo la recita di fine anno alle elementari, quando dagli spalti mi urlava che ero stato bravissimo nonostante nel corso del mio monologo di Amleto avessi vomitato sul palco e pronunciato più volte le parole “software” e “Angry Birds”.

8. LO SCANDALO NSA

Sì è scoperto che gli Stati Uniti ci spiano anche quando siamo al cesso. È stata una gran sorpresa, lo ammetto: chi avrebbe mai potuto immaginare che un paese la cui storia si fonda su guerre, soprusi, sfruttamento indebito delle risorse altrui e indifferenza totale ai diritti umani più basilari si potesse macchiare di un crimine così indegno come la violazione della privacy in un momento di crisi con il solo scopo di mantenere il controllo sul corrente assetto mondiale?
Pazzesco, davvero.

9. IL CASO STAMINA

Il 2013 è l’anno che ha dimostrato che un diplomato perito geometra può svegliarsi una mattina e gridare al mondo che iniettare alle persone un mix di Zigulì, Johnnie Walker Blue Label e title track dei dischi dei Backstreet Boys sconfigge l’AIDS, non presentando alcuna evidenza della cura ma ottenendo, grazie al sostegno di programmi televisivi incoscienti che speculano sulle emozioni della gente, un vasto consenso popolare. Che ingiustizia: pensate che Sara Tommasi dice da anni che gli alieni la controllano e nessuno se la incula (tranne che in senso letterale).

10. L’ASCESA DEI BITCOIN

Avete presente quando alle scuole medie prendevate per il culo il vostro compagno di banco nerd che passava i pomeriggi incollato a un Intel 286 a giocare a Simon The Sorcerer invece di venire con voi a rimorchiare le ragazzine fuori dal Boga?
Bene, ora quel vostro compagno di banco è miliardario, e voi fate i cassieri part-time da Auchan.

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