5 cose che mi fanno odiare (e amare) il fantacalcio

Quella del 2012/2013 per me è stata un’annata strana: ero nervoso, litigavo sempre con la mia ragazza. Inizialmente pensavo che dipendesse dai problemi lavorativi e dalle scarse prospettive pensionistiche dei giovani del mio paese, poi ho realizzato che la soluzione era molto più semplice: non stavo facendo il fantacalcio.

Il fantacalcio è un gioco bellissimo, uno dei pochi che riescono a farmi sentire ancora giovane, malgrado sia passato negli -enta da ormai quasi un anno. Ma come l’amore, come i film di Lynch e il Double Whopper Menu King Size, è bello perché sa anche farti soffrire, sa farti passare dal senso di onnipotenza alle tendenze suicide nel giro di cinque minuti.

Ecco quindi cinque cose che mi fanno odiare (e amare) il fantacalcio, sperando che siano condivise da tutti i lettori appassionati di questo gioco.

1. IL CALCIO-SPEZZATINO.

I diritti televisivi, il calcio moderno, gli anticipi e i posticipi: il calcio-spezzatino è la rovina di ogni fantallenatore, perché non ti permette di sapere il risultato preciso della tua partita prima del martedì. Il problema non è tanto l’impazienza nel sapere se hai vinto o perso, ma le false speranze che la frammentazione delle partite ti porta a riporre verso il posticipo del lunedì.

Il lunedì mattina ti ritrovi con un totale-squadra di 63 a fronte del 68 già definitivo dell’avversario, e Ceccherini del Livorno che ti deve giocare il posticipo fuori casa con la Juventus. Se tu fossi una persona normale capiresti che, a meno che il tuo giocatore non spezzi un ginocchio a Pogba (-1) e poi stupri l’arbitro (+3) vomitando su un santino di Papa Francesco (-7) urlando vilipendi nei confronti del Presidente Napolitano (-0.5), il pareggio è praticamente assicurato.

Invece il fantacalcio ti porta a sperare che segni un gol in rovesciata, faccia due assist di rabona e guarisca uno spettatore dalla peste bubbonica con la sola imposizione delle mani, in modo da prendere 10+3+2+5 (il guarimento dalla peste vale +5) e portarti a vincere la partita. E INVECE NO! CECCHERINI NON SEGNERÀ MAI! TE NE DEVI FARE UNA RAGIONE, DIAVOLO!

2. TI FA SENTIRE UN IDIOTA.

Qualche tempo fa ho fatto l’asta del fantacalcio. È iniziata alle dieci di sera, e siccome generalmente dura più di un videomessaggio ai Macchianera di Matteo Renzi, abbiamo fatto le tre e mezza. Naturalmente il giorno dopo al lavoro ero annichilito e il mio capo se n’è accorto. Non potendo celare il fatto che ero evidentemente malmesso e non volendo che pensasse che mi ero spaccato di vodka redbull e MDMA all’Atlantico Live, ho cercato di spiegargli cosa avevo fatto la sera prima.

“Dunque, c’è la lista di giocatori della serie A, ognuno ha a disposizione un tot di soldi e deve formarsi una squadra…”
“Ma sono soldi veri?”
“No, sono fantamiliardi.”

Ecco, nel momento esatto in cui ho pronunciato la parola fantamiliardi ho capito che il mio capo mi stava immaginando con il completino della Roma mentre litigavo con un bambino di sei anni che diceva “facciamo che io ero Totti e tu Candreva!” e io piagnucolando gli rispondevo “no, Totti lo faccio io, tu l’hai già fatto ieri!”

Alle soglie dei trentun’anni e con un lavoro tutto sommato rispettabile, mi sono sentito un idiota. Mi sono sentito un idiota anche quando ho rifiutato di partecipare a un fantacalcio a 8 perché “a trent’anni è il momento di fare un fantacalcio più serio” e non di “non fare più il fantacalcio.”

3. DISTORCE I SENTIMENTI.

Ricordo chiaramente il primo bacio che ho dato alla mia ragazza. Ricordo altrettanto chiaramente la prima volta che le ho detto “ti amo”, la prima volta che abbiamo fatto l’amore, i nostri corpi caldi stretti sotto le lenzuola. Ma ricordo con intensità di gran lunga più devastante il gol di Marco Ferrante in Ascoli-Juventus del 29 gennaio 2006, una rete del tutto inutile in una partita insignificante in cui la Juventus già conduceva per tre a zero. In quel momento capii di essere un serio candidato alla vittoria del campionato (in effetti lo vinsi) e non credo che il matrimonio o la nascita di un figlio riusciranno mai a regalarmi un’emozione della stessa intensità.

Il fantacalcio non distorce solo i sentimenti che provi nei confronti della tua donna, ma anche quelli per la tua squadra del cuore. Se sto guardando un derby Roma-Lazio e Totti, che mi gioca contro, infila Marchetti con un pallonetto da centrocampo, proverò sì gioia, ma una gioia limitata, dannazione, perché da qualche parte nel mio cuore ci sarà sempre una voce che mi sussurra “+3 all’avversario, e Denis è rimasto a secco.”

Il fantacalcio mi porta a sminuire le emozioni nei confronti della squadra che amo e accanirmi su partite del tutto insignificanti, come quella volta che la mia ragazza mi vide inginocchiarmi davanti alla televisione esultante per un gol di Marco Parolo contro l’Atalanta urlando “MADONNA MIA, LO STEVEN GERRARD DI GALLARATE!!!”

4. L’ISTERIA PRE-ASTA.

La preparazione all’asta del fantacalcio è un processo religioso più che sportivo: per una settimana si spulciano forum e siti specializzati alla ricerca del colpo vincente, il giocatore che contro ogni aspettativa farà 40 gol e siccome lo conoscono a malapena i parenti fino al terzo grado potrebbe essere acquistato a un prezzo bassissimo. Questo avrebbe un senso se solo tutti i partecipanti non spulciassero gli stessi forum e siti specializzati, azzerando in tal modo il vantaggio competitivo dell’informazione riservata.

Nella maggior parte dei casi queste indiscrezioni sono delle puttanate sesquipedali lanciate da un nerd che un giorno si sveglia e, ancora ebbro del mezzo litro di Laphroaig che si è scolato la sera prima, posta su un forum che secondo lui quest’anno Paulinho farà 30 gol. Da lì la notizia rimbalza su tutti i siti che trattano di fantacalcio e nel giro di due ore l’attaccante centrale del Livorno è diventato più appetibile di Cristiano Ronaldo in una partita tra malati di sclerosi multipla.

Io questi li chiamo giocatori da fantalcio, calciatori normalissimi ma valutati spropositatamente solo a causa dell’isteria collettiva che si scatena prima dell’asta. Gli esempi sono innumerevoli: Gaetano de Rosa, Franco Brienza, Adailton, Bogliacino, Bovo: ognuno di essi è un danno per il fantallenatore che si svena e compra Paulinho a 90 fantamiliardi a scapito di Balotelli, e a fine stagione – com’è logico che sia – Paulinho fa 7 gol di cui 3 su rigore PERCHÉ È PAULINHO CAZZO, MICA ROONEY, E SE ALLA VENERANDA ETÀ DI 27 ANNI NON HA MAI FATTO PIÙ DI 3 GOL IN SERIE A CI SARÀ UN MOTIVO, NON VEDO COSA DOVREBBE CAMBIARE QUEST’ANNO, È LA PUNTA DEL LIVORNO, MICA DEL REAL MADRID!

5. LE PARTITE RINVIATE.

Quando una partita viene rinviata – generalmente per maltempo – i voti dei giocatori che avrebbero dovuto prendervi parte vengono “congelati” in attesa che venga recuperata, senza possibilità di cambiarli. Ora – al di là del fatto che con lo stipendio che percepiscono i calciatori io li vorrei veder giocare anche cosparsi di lava in un campo minato nel mezzo di una guerra nucleare mentre i tifosi gli gettano addosso dell’olio bollente – il problema non è tanto questo quanto il fatto che le decisioni su quando recuperare le partite interrotte sono più o meno di questo tenore:

Al 70′ di Genoa-Atalanta di domenica scorsa sul campo di Marassi si è abbattuta una lieve pioggerellina e l’arbitro ha optato per il rinvio perché non voleva macchiarsi il completino di Roberto Cavalli. L’incontro sarà recuperato quando la Luna sarà in posizione di Gibbosa crescente e il crepuscolo dell’alba proietterà l’ombra di Saturno sulla foresta incantata dei cavalieri azzurri guidati da Carlo Conti, un evento previsto per la prossima volta nel dicembre del 2071.

Finisce così che un giorno, a 88 anni, mentre te ne stai seduto davanti al camino con la coperta sulle gambe, il semolino e la radio su RAM Power 102.100, senti bussare alla tua porta. Ti alzi a fatica, apri, e davanti a te vedi un vecchio con la barba stile Marx e il volto consunto dagli anni, dai dolori e dalle malattie.

Ti guarda negli occhi e ti dice.
“Metalist Roma Sud-Torpedo Garbatella del 14 dicembre 2007. Te la ricordi?”
“…fì! Forse fì! Mi pare di ricordare!” rispondi, combattendo l’Alzheimer.
“6.5 e assist a Pizarro. 72.5. 2-1. Ti ho rotto il culo, bastardo.”

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