Kebabetto? [pt. III]

Pic: Blink click.

PREVIOUSLY ON KEBABETTO?

  1. Kebabetto, pt. I
  2. Kebabetto, pt. II

[Mentre leggi ascolta: Trentemøller – Vamp]

Trentemoller – Vamp

Niente da fare, non ce la faceva.

Si era preparata un discorso, l’aveva provato già tre volte allo specchio, andava pure bene ma ogni tanto le scappava una bestemmia. Alzava il telefono, digitava tre cifre e poi lo riabbassava. Si metteva le mani nei capelli e passeggiava nevrotica per la stanza, si mangiava le unghie, andava a fare pipì ogni dieci minuti.

No, non ce la faceva a dirgli come stavano davvero le cose.
A dirgli che lui non si ricordava nulla perché in effetti non la conosceva. Che in pista da ballo gli aveva fatto gli occhi dolci, gli aveva offerto un cocktail, infilato la lingua in bocca e baciandolo gli aveva messo il GHB nel Long Island. Tempo dieci minuti e non capiva più nulla, così lo aveva preso per mano, se l’era trascinato lungo il solito corridoio e l’aveva violentato.

Be’ oddio, violentato. Non è che si potesse dire proprio così.

La parte difficile era proprio questa: per raccontargli la verità, Pamela avrebbe dovuto spiegargli anche il suo complicatissimo rapporto con il sesso, rapporto che era cambiato una volta per tutte il 17 ottobre del 2004, quando – appena sedicenne – il ragazzo che stava frequentando gli aveva fatto il rodeo fuck.
Cos’è il rodeo fuck? Semplice: un ragazzo ti porta in camera sua e i suoi amici sono già nascosti nell’armadio. Durante il sesso a pecorina gli amici saltano fuori dall’armadio urlando “rodeo fuck!” e contano i secondi che il ragazzo riesce a restarti dentro prima che tu riesca a divincolarti.

Scioccata da questa storia, Pamela non era più riuscita a eccitarsi con il sesso convenzionale. Non si bagnava proprio, e l’idea del sesso la disgustava. All’inizio pensava fosse normale – del resto le sue esperienze carnali erano iniziate da poco – ma dopo un anno aveva iniziato a preoccuparsi. Nel tentativo di rimediare a questa situazione, aveva iniziato a partecipare alle sedute di psicoterapia collettiva di Massimo Fagioli, uno che dice che l’omosessualità è una malattia e Freud un coglione.

Durante una di queste sedute aveva conosciuto Gennaro, un cinquantenne napoletano divorziato. Pamela si sentiva attratta da lui e credeva fosse la volta buona: il brivido dell’eccitazione aveva attraversato la sua pelle più di una volta. Erano usciti insieme un po’ di volte e lei voleva provare a fare sesso, ma Gennaro trovava ogni volta una scusa diversa: la figlia a casa, il lavoro il giorno dopo, eccetera. Poi, quando erano giunti a un vicolo cieco (“o il sesso o niente”), lui l’aveva presa da parte e le aveva confessato che riusciva a eccitarsi solo se scopava sul pavimento del bagno mentre guardava le repliche di Ciao Darwin.

E a Pamela si era aperto un mondo. Un mondo di eccitazioni non solo carnali ma psicologiche, e per un mese aveva rovistato fra gli episodi più abietti della trash TV italiana per trovare la sua vera natura sessuale. Giornate intere passate a vedere le repliche di Non è la RAI e del cruciverbone con Enrica Bonaccorti, finché non era giunta alla sua dimensione ideale.

Pamela riusciva a eccitarsi solo se durante il sesso si travestiva da Umberto Smaila e faceva il karaoke su T’appartengo di Ambra Angiolini mentre il suo partner suonava lo scaccipensieri travestito da anziano siciliano.
E così aveva fatto da lì in poi. Drogava i ragazzi con il GHB e dava sfogo alle sue perversioni nei locali pubblici, perché si vergognava troppo a confessarle.
Aveva fatto così anche con Corrado.

Ora doveva chiamarlo. Perché, malgrado la droga dello stupro che gli aveva messo nel cocktail, quello con Corrado era stato il sesso migliore da quel maledetto 17 ottobre. Forse non avrebbe capito, forse l’avrebbe presa per pazza, ma un tentativo era necessario se esisteva anche un’unica possibilità che riuscissero a vivere la loro vita di torbido, eccitante sesso con la benedizione di Johnny Dorelli.

Alzò il telefono.
“Corrado?”
“Sono Pamela.”
“Ti va di vederci stasera?”
“Non so. Kebabetto?”
“Ok allora. Al Sultano alle nove.”

Alle otto e mezza era già là.

IN THE NEXT EPISODES OF KEBABETTO?

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