BASTA Rob Brezsny!

Qualche giorno fa stavo pensando che mi piacerebbe moltissimo chiudere Rob Brezsny in una Vergine di Norimberga, estrarlo nel momento in cui il dolore si fa più intenso e riempire le ferite causate dagli aculei con dell’olio bollente misto ad acido muriatico. Poi però, dopo aver realizzato che la sua pagina su WikiPedia Italia è stata cancellata per motivi noti probabilmente solo agli infami gerarchi fascisti amministratori del sito, ho concluso che per ora posso accontentarmi: se una cosa non è su WikiPedia tecnicamente non esiste, dunque Rob Brezsny non esiste, io non esisto, ma soprattutto non esiste neppure L’officina della camomilla.
Un compromesso che posso accettare.

Ogni settimana il mio newsfeed di Facebook è puntualmente infestato da una ventina di contatti che pubblicano il suo oroscopo. L’architettura è quasi sempre la stessa: Brezsny parte da un riferimento storico talmente irrilevante che non sarebbe nemmeno degno della rubrica Forse non tutti sanno che… de La Settimana Enigmistica e si arrampica sugli specchi per trovare un punto di contatto con il consiglio che vuole dare al segno zodiacale che sta trattando, un po’ come fa Max Giusti ad Affari tuoi quando parte dalla lavorazione della betulla nelle aride lande dello Swaziland per dire al concorrente che nel suo pacco non ci sono 500,000 euro ma un nano da giardino in plexiglass.

Un esempio?

Il 14 luglio del 1946 a Vercurago, uno dei classici paesi di cui vieni a conoscenza cliccando una voce a caso su WikiPedia, Adalclaudio Feruccioli – impiegato cinquantenne dell’ufficio postale locale – si diede fuoco pubblicamente dopo essersi cosparso le ascelle di mostarda cremonese per protestare contro le barbare torture perpetrate dai braccianti siriani ai danni di Antonella Clerici. Pesci, non commettere lo stesso errore, stai attento alle bufale: nel 1946 Antonella Clerici non era ancora nata!

In alcuni casi invece Rob Brezsny pretende di illuminarti su aspetti della vita che finora hai trascurato:

Pesci, è tempo di volgere lo sguardo alle piccole cose. Hai idea di quante calorie si bruciano girando il braccio di un bambino in una pentola piena di lardo di maiale? Sai quanti rebbi hanno le forchette con cui gli impiegati dello zoo cibano le tigri del Bengala? Ti sei mai chiesto se dal seno materno esca latte intero o parzialmente scremato?

Risposta semplice: no, Rob Brezsny, perché ho trent’anni, un lavoro e una famiglia e non ho tempo da perdere appresso a queste puttanate.

Non prendetemi per moderato, ma se leggessi una roba del genere su un giornale, conscio che la stessa dovrebbe in qualche modo darmi una forma di consiglio su come affrontare la settimana che viene, la prima reazione che avrei sarebbe di legare a una sedia il responsabile di questo scempio e prenderlo a cinghiate sui denti dalla parte della fibbia.

La cosa che mi sorprende di più è che la rubrica di Rob Brezsny riscuote particolare successo fra tutti quelli che snobbano l’astrologia convenzionale. E vorrei ben vedere, aggiungo io: se sei davvero interessato agli astri vuoi andare dritto al punto e sapere se la tua giornata andrà bene o no, te ne freghi delle tradizioni voodoo a Vezzano sul Crostolo. Invece questa gente che dice le cose non perché le pensa davvero, ma perché ama la persona che dà l’impressione di essere quando le dice, sottolinea soddisfatta “non credo nell’oroscopo, ma quello di Rob Brezsny mi fa impazzire,” affermazione che alle mie orecchie suona più o meno equivalente a “non mi piacciono i reality, ma stravedo per Grassi contro magri.” Perché l’oroscopo in sé è già una cosa abbastanza idiota e non vedo come possa riscuotere maggior credito se viene fatta nella maniera più idiota possibile.

Già, perché diciamocela tutta: quello di Rob Brezsny non è un oroscopo. È uno stucchevole mini-racconto che non ha utilità alcuna se non quella di farti capire quanto l’autore si sia divertito a farsi di LSD nel ’68 e come la sua passione per le droghe lisergiche lo abbia portato a guadagnare un pacco di soldi per buttare giù dodici cazzate a settimana, neanche fosse Beppe Grillo.

Del resto chi farebbe una piega se su L’Internazionale cambiassero il nome della rubrica da L’oroscopo di Rob Brezsny a 12 righe a cazzo di cane per convincervi che la vostra settimana andrà bene?

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