Il MoVimento 5 Stelle è la più grande supercazzola della storia politica italiana

Dialogare con un elettore del MoVimento 5 Stelle è un po’ come cercare di convincere il primo passante che trovi a mandare sua madre a battere a Caracalla: puoi essere il miglior oratore del mondo, ma sarà difficile trovare un’intesa e probabilmente finirà per insultarti.

Ciò che più mi sorprende di Beppe Grillo è che ha convinto una caterva di gente a votare per il suo partito movimento professandosi a favore dello sviluppo di internet e della democrazia diretta, quando i fatti dimostrano che a lui della rete non frega assolutamente niente. Cito un articolo del bravissimo Leonardo Tondelli:

Non si tratta di eleggere veri rappresentanti: si tratta di vendere l’idea del movimento che decide in rete, con tutto il bello e tutto il brutto della rete, compresi i malvagi hacker inquinatori della volontà popolare. Grillo e Casaleggio non hanno la minima idea del futuro che stanno vendendo: è un pacco, intanto lo piazzano, se poi dentro c’è qualcosa che funziona tanto meglio, ma non dipende da loro. Loro fanno il marketing, loro piazzano il pacco.

A Grillo e Casaleggio l’idea di internet interessa solo perché ha permesso loro di colmare un vuoto: il vuoto del partito movimento eh però che palle co’ sta storia del movimento, rassegnatevi, state in parlamento, votate, fate tutto quello che fa un partito, SIETE UN PARTITO votato da tutti quegli elettori che repubblica.it identifica con il vomitevole appellativo di “popolo della rete”.

Sarebbe bellissimo se internet fosse espressione della volontà di tutti come sostiene Casaleggio, ma questo “popolo della rete”, si sa, è una minoranza. Importante, ma pur sempre una minoranza. Prendiamo il giorno che Berlusconi ha fatto la sparata sulla restituzione dell’IMU: se avessi dovuto giudicare in base al “popolo della rete” mi sarei aspettato che il Cavaliere facesse una fine non certo come quella di Mussolini a piazzale Loreto, ma almeno molto peggiore. Invece poche settimane dopo la sua coalizione ha preso dieci milioni di voti sfiorando il premio di maggioranza.

Probabilmente questo Grillo lo sa e forse gli va anche bene, perché ha dimostrato di non nutrire il minimo interesse per lo sviluppo di internet. Anche mia madre se ne accorgerebbe: il maggiore contributo che l’ho visto dare al web è lanciare un paio di hashtag su Twitter ogni settimana. Per carità, so bene che la tanto promessa agognata piattaforma di voto online non è una roba facile da realizzare in tempi brevi, ma uno che ha i mezzi di Grillo, se ci credesse davvero, ci metterebbe un nanosecondo a dare mille euro a un programmatore che non scopa da due anni per creare una wiki dove i cittadini possano discutere qualsiasi evento politico italiano. Ci sarebbero tantissimi xD e DOVETE MORIRE TUTTI! da controllare, ma se c’è gente che passa le sue giornate a editare i vandalismi sulla voce di Umberto Smaila di WikiPedia, perché mai qualcuno non dovrebbe fare lo stesso con le discussioni sulle proposte di legge?

Pensate se uno come Steve Jobs fosse al posto di Beppe Grillo. Adesso gli elettori del MoVimento 5 Stelle valuterebbero le decisioni politiche direttamente tramite un sensore impiantato nel culo che rileva l’intensità delle scorregge che fanno e le converte in un indice di gradimento della proposta di legge sotto esame.

Ai Grillini sembra sfuggire che se il loro leader non ha interesse a portare le loro proposte in parlamento, è molto probabile che non ce le porterà. O magari semplicemente se ne fregano, altrimenti avrebbero mosso un dito contro di lui quando, senza consultare nessuno, ha detto che il MoVimento 5 Stelle non avrebbe mai dato la fiducia a un governo Bersani. Fosse successo il contrario, forse il M5S avrebbe portato a casa tre o quattro riforme storiche (conflitto di interessi, legge elettorale, ecc.) per poi far cadere il governo a suo piacimento e prendere il quaranta percento alle elezioni successive. Invece i Grillini paiono non rendersi conto che per realizzare le riforme cui tanto ambiscono (il reddito di cittadinanza che nessuno istituirà mai, l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti perché vogliamo più Zio Paperone in politica!), be’, un governo è necessario.

Casomai il concetto non sia ancora chiaro, ecco un diagramma di flusso per i più duri di comprendonio.

Intendiamoci, il MoVimento 5 Stelle ha anche delle buone idee, degli spunti interessanti. Ma per metterli in pratica è necessario togliere il partito movimento dalle mani di Grillo e Casaleggio.

Tra un caps lock e un FATE GIRARE È IMPORTANTE, meditate, Grillini.

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