BREAKING NEWS: Fabio Volo non esiste

Pic: Alessio Pizzicannella.

BREAKING NEWS: FABIO VOLO NON ESISTE
Un team di scienziati rivela: “è un esperimento per testare gli Italiani”

Dal nostro inviato Mr. Tambourine

ROMA, 25 aprile 2045 – Erano circa le 2:20 del mattino di giovedì 20 aprile quando alla redazione di ciclofrenia.it™ è giunto un pacco anonimo contenente una copia de Le prime luci del mattino accompagnata dal seguente biglietto:

Quando arriviamo al luogo dell’appuntamento troviamo ad attenderci, con tanto di camice bianco, un team di scienziati. Sono guardinghi: controllano che nessuno ci abbia seguito e ci conducono all’interno di un tunnel che porta dritto dritto a un laboratorio sotterraneo, completamente blindato e al riparo dal mondo esterno.

“È qui che è iniziato tutto,” commenta il dottor G, capo della delegazione che ci ha incontrato. “Il 1972 è stato un anno molto duro per il nostro paese: le agitazioni nelle carceri, l’elezione di Berlinguer a segretario del PCI, il passaggio di Lotta Continua da settimanale a quotidiano. L’Italia stava dando preoccupanti segni di essere uno stato in evoluzione e in grado di ragionare con la propria testa. Tutto ciò non andava giù al neonato governo Andreotti, a cui faceva comodo un paese più ingenuo e spensierato: è lì che è nato il progetto.”

Il 3 maggio del 1972 un gruppo di scienziati dell’istituto di ragioneria di Calcinate (BG) fu incaricato di sviluppare un essere senziente in grado di manipolare la mente degli Italiani trascinandoli verso un abisso di banalità e qualunquismo, in modo da arginare il diffondersi del pensiero critico e ragionato. Il progetto fu denominato Feticcio Androide per la Banalizzazione degli Italiani Onde Valorizzare Ogni Lesiva Ottusità e più brevemente indicato con l’acronimo F.A.B.I.O.V.O.L.O.

“Non fu facile,” prosegue il dottor G, “solo dopo più di un mese di lavoro indefesso giungemmo alla formula definitiva: per creare F.A.B.I.O.V.O.L.O. mettemmo in atto una fusione nucleare tra la quarta di copertina de Il profeta di Gibran, 25 centilitri di Aperol Soda e lo statino di uno studente di filosofia al terzo anno fuori corso. Il 23 giugno del ’72 F.A.B.I.O.V.O.L.O. vide finalmente la luce.”

“Inizialmente sembrava andare tutto a meraviglia,” prosegue il dottor G, “i romanzi di F.A.B.I.O.V.O.L.O. sbancavano le librerie mentre Philip Roth restava a prendere la polvere negli scaffali, i monolocali a Trastevere andavano via che era una bellezza, il consumo di Spritz schizzò alle stelle. L’Italia stava diventando esattamente il paese che desideravamo: un ributtante concentrato di qualunquismo paraculo senza il minimo interesse per ogni argomento anche minimamente serio. Poi ci accorgemmo che la situazione ci stava sfuggendo di mano.”

Il dottor G, mostrandoci alcuni grafici su diapositive PowerPoint disegnate su template preimpostati, ci illustra le sue argomentazioni: “in poco più di vent’anni la percentuale di studenti fuori corso in filosofia e scienze della comunicazione si è alzata di oltre centoventi punti mentre le facoltà di ingegneria, matematica e fisica hanno chiuso i battenti per via dell’impressionante calo di iscrizioni. Non abbiamo più tecnici, nessuno sa fare più niente: al giorno d’oggi sembra che l’unica cosa importante sia l’amore nella sua accezione più stereotipata e rivoltante. La diffusione di cannabis, umorismo idiota e luoghi comuni è ormai irrecuperabile e la colonnina destra di repubblica.it pubblica notizie sempre più idiote. Ci accorgemmo del danno che avevamo creato quando il Corriere della Sera lanciò un sondaggio per capire quanti Italiani fossero a favore di una riforma dell’articolo 18 e la risposta più votata fu ma diciotto non è un articolo.”

Mentre ci illustra scenari apocalittici il dottor G non nasconde le lacrime: “non è tutta colpa nostra. Noi abbiamo solo eseguito gli ordini. Molti di noi non avevano neanche una chiara visione d’insieme su ciò che stavano facendo. Nessuno poteva immaginare la portata del progetto e ora è troppo tardi per tornare indietro.”

Nel momento in cui ci mostra la porta d’uscita scongiurandoci di sensibilizzare l’Italia affinché questa odiosa deriva abbia termine, rivolgiamo al dottor G un’ultima, preoccupata domanda: “se potesse tornare indietro al momento in cui le hanno assegnato il progetto F.A.B.I.O.V.O.L.O., cosa farebbe?”

“Non lo so,” ci risponde tra le lacrime, “quando penso a tutta questa storia i miei pensieri non hanno mai il punto. Solo virgole. Sono una valanga di immagini e parole senza punteggiatura.”

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