Come cani (Barbari, pt. IV)

Si chiama HHH, Hash House Harriers.

È una marcia toubab che organizzano ogni settimana a Bamako come in molti altri paesi. Ci si dà appuntamento in un posto sempre diverso e da lì si parte. Il percorso è segnato da pezzi di carta tritata a terra ed è lungo circa sei chilometri: c’è chi lo fa correndo – i runners – e chi camminando, i walkers. Il punto d’arrivo è sempre quello di partenza.

Quando siamo arrivati c’era questo stand allestito dal proprietario di un’enoteca di Bamako. Se avevi partecipato all’HHH ti bastava dare il nome, la mail e 1,000 franchi di contributo e quello ti offriva da bere e mangiare, e ti invitava a una degustazione di vini che avrebbe avuto luogo da lì a una settimana.

Attorno a questo stand erano stipati tanti bambini maliani, circa un centinaio, e non varcavano mai il confine segnato dal tendone. A loro non era permesso prendere da bere o da mangiare: ogni volta che in Africa c’è un evento, che sia un’HHH o un matrimonio, ci sono valanghe di non partecipanti che si assiepano per curiosare e quasi mai c’è abbastanza roba per tutti.

I figli dei toubab mangiavano pezzi di torta e bevevano Coca Cola mentre il recinto di bambini maliani li osservava chiassoso. Quando il SUV di un expat abbandonava il posto dieci ragazzini lo inseguivano urlando in bambara, si attaccavano alla ruota di scorta, bussavano sul finestrino e cadevano a terra nella polvere dopo aver cercato di afferrare il parafango.

Ogni cinque minuti qualcuno si avvicinava troppo al bancone e da lì il recinto si sfaldava come un fiore che sboccia in fast forward. Mentre i bambini correvano via uno degli organizzatori della degustazione roteava un bastone, mentre il proprietario dell’enoteca li prendeva a calci in culo o sullo stomaco.

Poco dopo si riavvicinavano.

A un certo punto una ragazza maliana ha preso a inseguire un’altra che aveva un bicchiere in mano. Appena l’ha raggiunta ha iniziato a picchiarla e tirarle i capelli e alla fine è riuscita a strapparglielo di mano.
Ogni tanto una delle donne che distribuivano il cibo prendeva una bottiglietta d’acqua e la lanciava lontano.
I bambini ci si lanciavano contro e si rotolavano nella polvere per appropriarsene.

Lanciavano le bottiglie d’acqua per tenerli lontani per un po’.
Come cani.

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