Entra nella mia rete su LinkedIn, se vuoi vivere


Capii che Ines era la donna della mia vita e che saremmo stati insieme per sempre quando, in un gelido mezzogiorno d’agosto a Milano Marittima, mi strinse le mani nei suoi irrinunciabili guanti di lana, mi guardò fisso con quei magnetici occhi celesti e mi disse “entra nella mia rete su LinkedIn.”

Per chi non lo sapesse, LinkedIn è un popolare social network in cui mantenere una fitta rete di contatti lavorativi senza tuttavia interagire minimamente con gli stessi, se si escludono le mail aventi oggetto “Entra nella mia rete su LinkedIn“. In sostanza è un ambiente virtuale in cui la gente si convince di avere qualche possibilità nel mondo del lavoro e vive felice, spensierata e disoccupata.

Se volete avere una rappresentazione fedele dello stato della disoccupazione in Italia lasciate perdere le statistiche di Pagnoncelli e autorizzate piuttosto LinkedIn a rovistare nella vostra rubrica di gMail: vi suggerirà un paio di centinaia di persone tra scrittori, organizzatori di eventi e autori di web series, ma rigorosamente nessuno che abbia uno straccio di lavoro serio (a meno che farsi foto allo specchio del cesso e pubblicarle su Instagram non sia considerata un’attività produttiva).

Il tipico utente di LinkedIn. [pic: Freak & C.]

Per come la vedo io, iscriversi a LinkedIn è una mossa intelligente più o meno quanto cercare di buttare giù una porta blindata con un frullato di fragola e kiwi. Dal momento in cui farai la tua prima apparizione su LinkedIn inizieranno ad arrivarti migliaia di mail tutte identiche, perché LinkedIn è un amico petulante che trova qualsiasi scusa per scriverti.
“Tieniti aggiornato su Paolo, il tuo nuovo collegamento su LinkedIn.”
“Carezza il cane di Emanuela, il tuo nuovo collegamento su LinkedIn.”
“Assaggia la torta della zia di Claudio, il tuo nuovo collegamento su LinkedIn.”

…e quando ti chiederai se c’è un modo per uscire da questo incubo – perché te lo chiederai – la risposta sarà no. Perché LinkedIn possiede anche il particolare primato di essere il social network meno intuitivo al mondo ed è difficilissimo disattivarne le notifiche: basti pensare che io ci ho messo così tanto a capire come si impostasse la profile picture che dopo esserci riuscito ho dovuto photoshopparmi via il biberon dalla bocca (il che forse è anche una cosa positiva, dato che in quella foto ho ventisei anni).

Dato che ho di recente fatto il mio ingresso trionfale nel favoloso mondo della disoccupazione ho deciso di dare un’opportunità a LinkedIn: con grande fatica ho aggiornato il profilo, sono entrato in contatto con le persone che conosco, ho inserito le mie esperienze lavorative eccetera. Ma la domanda fondamentale è rimasta.

Si scopa su LinkedIn?

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