Le 5 frasi indispensabili per essere un vero alternativo nel 2012

Una volta era facile sentirsi alternativi: bastava farsi la cresta ai capelli con la colla di pesce, spargersi una ventina di piercing per il corpo e ascoltare qualsiasi cosa prodotta o suonata da Steve Albini. Oggi questo non basta più, perché adesso tutti sono alternativi.

Ecco quindi cinque frasi dalle quali non potete assolutamente prescindere se volete sentirvi un vero anticonformista nel 2012.

1. “IO NON HO LA TELEVISIONE.”

Pic: Silent Awakening.

“Non studio, non lavoro, non guardo la TV,” cantavano i CCCP Fedeli alla Linea nel 1985. Fino a fine anni ’90 dichiarare di non guardare la televisione era ancora un modo efficace per essere considerato un vero alternativo, dato che un tubo catodico era presente praticamente in ogni casa. Bene, nell’era di YouTube e Vimeo questo non è più sufficiente: bisogna dichiarare di non avercela proprio, la televisione. Anzi, di più: bisogna cercare di indirizzare il più possibile il discorso sull’argomento, anche in maniera grottesca, e poi strombazzare ai quattro venti con ostentata fierezza di non possedere una TV da molto tempo.

“Hai visto il monologo di Travaglio a Servizio Pubblico di ieri?”
“No, dove?”
“Su YouTube.”
“Travaglio fa i monologhi su YouTube?”
“No vabbè, sarebbe a Servizio Pubblico.”
“E che è Servizio Pubblico?”
“Come che è? È il programma di Santoro.”
“E dove si può vedere?”
“Su La7.”
“E che è La7?”
“Ma ti sei bevuto il cervello? È un canale televisivo.”
AAAH, VABBÈ, MA IO È ‘NA VITA CHE NON C’HO LA TELEVISIONE!!!

2. “IO SONO CONTRO GLI EBOOK.”

Pic: wannywanwan.

Poniamo che un vostro caro amico stia per partire per un lungo viaggio zaino in spalla; poniamo altresì che organizzi una festa di arrivederci e che uno dei vostri conoscenti proponga di regalargli un eBook reader. Non appena sentirete la parola “eBook”, storcete il naso come se un Golden Retriever vi avesse appena cacato nel gin lemon e pronunciate le seguenti parole: “io non partecipo, sono contro gli eBook, AMO L’ODORE DELLA CARTA.”
E poco importa se lo schermo non retroilluminato dell’Amazon Kindle lo rende sostanzialmente identico alla pagina di un libro, poco importa se questa professione di fede è contraria alla ferrea opposizione al processo di deforestazione che avete maturato guardando Presa Diretta in streaming sul sito de La7: per voi è assolutamente essenziale che il vostro amico si carichi lo zaino con trentasette chili di libri a scapito dei beni di prima necessità, in modo che non possa mai sentirsi abbandonato da quello splendido e irrinunciabile odore di carta di cui dovrebbe fare a meno se si piegasse al tanto detestato progresso.

3. “IO NON PRENDO MEDICINALI.”

Pic: En-Gel.

Questa è una delle professioni di fede più in voga del momento. Le solide conoscenze acquisite guardando The constant gardener, leggendo Farmaci che ammalano e annacquando il tutto in un generico substrato di convinzioni anti-capitaliste acquisito dando un rapido sguardo alla quarta di copertina di No Logo hanno instaurato negli alternativi di oggi la ferrea convinzione che la medicina sia il male in qualsiasi forma essa si manifesti. Prendi un’aspirina perché hai il raffreddore? Sei un pazzo, schiavo dei farmaci! Fai piuttosto come Steve Jobs, curati dal cancro diventando vegano: nel migliore dei casi la malattia ti divorerà in un batter d’occhio, nel peggiore inventerai l’iPad.

4. “IO SONO CONTRO GLI SMARTPHONE.”

Pic: The Oatmeal.

Nell’epoca in cui l’iPhone non è l’elemento distintivo dei colletti bianchi, ma dei muratori e degli operai, è veramente trendy sfoderare un bel Nokia 3210 con lo schermo rigato e la batteria fissata con lo scotch e pronunciare con un sorriso compiaciuto le seguenti parole: “telefona, manda i messaggi, che cosa mi serve di più?”
Nel 2012 gli alternativi schifano la connettività 24/7: chi se ne frega se Viber e Whatsapp ti permettono di chiamare e inviare messaggi gratuitamente, meglio gonfiare i portafogli delle compagnie telefoniche italiane per una tariffa a sei centesimi al minuto senza scatto alla risposta! Chi se ne frega se Google Maps ti permette di identificare al volo la via che stai cercando, meglio rompere i coglioni a un passante o portarsi appresso un Tuttocittà ingiallito con le strade aggiornate al 1976, che ha anche quel fantastico odore di carta descritto al punto 2!

5. “IO NON HO FACEBOOK.”

Pic: ShAkIrrUsEnM.

Le professioni di fede descritte nei primi quattro punti possono certo delineare il profilo di un alternativo duro e puro, ma se volete essere veramente hardcore non dovete essere iscritti a Facebook, non tanto per idiosincrasia nei confronti dei social network, quanto per godere dell’imperdibile melodia delle vostre stesse parole nel momento in cui pronuncerete la frase “Io non ho Facebook.”
L’alternativo del 2012 schifa Facebook perché gli amici li vuole vedere di persona. Ripudia le tag nelle foto, la geolocalizzazone e il relationship status, e se proprio si deve iscrivere a Facebook lo fa con un nome falso, in modo da evitare l’imbarazzo di dover rifiutare le migliaia di richieste di amicizia che gli inoltrerebbero le persone che in questo momento si stanno strappando i capelli davanti al computer non riuscendo a rintracciarlo con il suo vero nome.

CONCLUSIONE.

Avrete capito che per essere davvero diversi al giorno d’oggi è necessario voltare lo sguardo al passato: nel momento in cui chiunque può vantare una qualche differenza rispetto agli altri, l’unica soluzione è schifare ciò che inevitabilmente accomuna tutti, ovvero l’appartenenza a un determinato momento storico.

Anzi, se qualcuno ha da affittare una carrozza, per favore mi faccia sapere.

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