Il congiuntivo è morto, viva il congiuntivo!

Se si esclude il fatto che ero in Sicilia a raccogliere limoni come un qualsiasi fuoricorso del DAMS mentre la Roma vinceva il suo terzo scudetto battendo il Parma 3-1, il più grande rimpianto della mia vita è quello di aver imparato a usare correttamente il congiuntivo.

Avete notato la spocchia con cui noi puristi della lingua riprendiamo chi mette un imperfetto fuori posto? Bene, non lo facciamo per salvaguardare il nostro idioma: lo facciamo per frustrazione. Chi ha a cuore le regole della grammatica inizialmente viene guardato con diffidenza da tutti. Anche dai professori.

“Delicato, il tuo tema è ottimo, però…”
“Però cosa?”
“Niente, è che hai coniugato correttamente tutti i congiuntivi.”
“…e quindi?”
“E quindi quattro e mezzo.”

Non parliamo poi delle ragazze. Fin da quando sei bambino la vita ti mette davanti a un bivio:

  1. Parlare un italiano corretto ed essere la gioia dei tuoi familiari durante le cene di Natale; o
  2. Leccare il burro di arachidi dai capezzoli turgidi delle cubiste slave di Testaccio.

Se scegli la prima opzione puoi scordarti di rimorchiare per un gran bel pezzo della tua vita, perché spesso per le giovani donne la cultura è una qualità superflua e per certi versi indesiderabile.

“Flavia, mi chiedevo se volessi metterti con me.”
Mi chiedevo se volessi metterti con me?
“Eh.”
“Ma tu sei completamente fulminato! Togliti dalla mia vista, schifoso amanuense neoralista decadente fanatico dell’italiano! E poi lo sai che sto con Manlio!”
“Ma quello se magna gli spaghetti co’ le mani!”
“Sì, ma hai sentito come sbaglia i congiuntivi? Dio, è adorabile!”

Al liceo ero talmente frustrato dalla mia condizione di sfigato wannabe-intellettuale obeso che, per integrarmi alle feste di carnevale della scuola, mi travestivo da errore di battitura. Io e gli altri secchioni cercavamo di accettare la nostra condizione di spray repellenti per la fica confidando nella speranza che, superati i trent’anni, le donne avrebbero finito per stancarsi dello stereotipo del montatore di infissi di Casal Bruciato a favore della figura dell’uomo moderno e sofisticato.

È in quest’ottica che ho aperto ciclofrenia.it™.

Ovviamente non è andata come speravo, ma in compenso ho ottenuto un sacco di proposte di inserimento di spazi pubblicitari da parte del Consorzio dei Formaggi Svizzeri per la Promozione dell’Emmentaler DOP. Del resto non è stato difficile racimolare qualche lettore in più rispetto alla media: per l’esperienza che ho mi pare basti completare una frase senza toppare un verbo perché la gente corra a leggerti con la morbosa e immotivata curiosità che suscita un governo tecnico guidato da un iPad.

Più che di scrivere su un sito internet a volte mi pare di lavorare al circo.

Venghino signori venghino! In esclusiva per voi un rarissimo esemplare di blogger che sa distinguere l’accento grave da quello acuto!

Verrà il giorno della vendetta per la Confraternita del Congiuntivo, e chi ha dovuto vivere una vita di stenti a causa della sua maniacale attenzione all’italiano sarà ricompensato con fiumi di soldi e gnagna. Faremo ospitate nelle discoteche, interventi in collegamento esterno a Ballarò e spettacolari apparizioni allo Show dei Record su Canale 5. Immagino spettatori impazienti fischiare il trapezista che si lancia da 40 metri in una piscina grande quanto un secchio e per di più completamente vuota, definendolo “una mezzasega”. Lo studio si fa buio, resta solo un fascio di luce sul rappresentante di turno della Confraternita del Congiuntivo.
Il silenzio è totale.
Sugli spalti coppie di cinquantenni si sgomitano senza riuscire a staccare lo sguardo dallo spettacolo.

“Hai sentito? Ha appena coniugato un congiuntivo trapassato.”
“Pazzesco.”

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