Giallo Zafferano ha rotto il cazzo!

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Pic: Amersill.

Diciamoci la verità: Giallo Zafferano ha rotto il cazzo.

Non che provi antipatia nei confronti di questo sito, anzi: nutro una stima infinita nei confronti dello staff che è meritatamente riuscito a ritagliarsi un ruolo di primissimo piano nel campo della cucina, al punto da vincere 200 grammi di Macchianera, una spolverata di Page Rank 5 e una noce di “mi sento fortunato” su Google. Il problema è che proprio a causa di questo suo straordinario successo Giallo Zafferano è ora l’unica vera istituzione accreditata in materia di ricette sul web, una sorta di guru al quale tutti noi inesperti dobbiamo in qualche modo rendere conto quando ci cimentiamo tra i fornelli.

Già, perché il problema di chi come me è totalmente incapace in cucina è il sentore che ciò che vogliamo preparare non sarà mai degno dei palati di alcuno se non rispettiamo alla lettera tutti i dettami di Giallo Zafferano. E rispettarli tutti è davvero difficile perché, da bravi intenditori del buongusto, i gestori del sito condiscono le proprie ricette con tocchi di fino, ingredienti improbabili e metodologie di preparazione astruse che rendono la realizzazione di un piatto di pasta tonno e pomodoro difficile quanto masturbarsi a testa in giù.

(Se pensate che masturbarsi a testa in giù sia facile vuol dire che ci avete provato e la cosa non vi fa onore.)
(Non ci fa onore, d’accordo.)

Lo staff di ciclofrenia.it™, il primo blog che è in grado di incendiare una cucina preparando una tazza di latte freddo e biscotti, ha deciso di rivisitare in chiave umoristica la ricetta dell’impasto della pizza di Giallo Zafferano per rendere meglio l’idea di come una loro guida appaia a noi profani.

INGREDIENTI PER 4 PIZZE DEL DIAMETRO DI 30 CENTIMETRI.

  • 600 ml di acqua;
  • 1 kg di farina;
  • 3 gocce di estratto di radice d’acero delle foreste pluviali del Guatemala;
  • 25 gr di lievito di birra;
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva;
  • 1 pistola;
  • 1 capello di Gonzalo, il narcotrafficante più pericoloso di Caracas;
  • 20 gr di sale;
  • 2 cucchiaini rasi di zucchero;
  • 1 vasca da bagno piena di lava del Vesuvio.

PREPARAZIONE.

  • Disponete la farina a fontana su una spianatoia o in una capiente bacinella e formate un buco al centro;
  • Prendete una ciotolina di vetro, versateci un bicchiere d’acqua tiepida, sbriciolatevi dentro il cubetto di lievito di birra e lo zucchero. Mescolate il tutto saltellando sul piede destro e intonando My heart will go on di Céline Dion scorreggiando con le ascelle, poi inserite il composto al centro della farina;
  • Recatevi nella più vicina foresta pluviale del Guatemala e fatevi inghiottire dalle sabbie mobili fino a raggiungere la civiltà sotterranea dei Fugazi, leggendaria tribù che strappa il cuore degli esploratori alla ricerca del rarissimo estratto di radice d’acero di loro preparazione. Barattate il vostro organo vitale in cambio di 3 gocce del prezioso infuso, tornate a casa e inseritelo al centro della farina;
  • Sciogliete 20 gr di sale in un altro bicchiere d’acqua tiepida, aggiungete l’olio e inseriteli nel composto;
  • Prendete la pistola e salite sul primo volo per Caracas. Una volta arrivati recatevi nei sobborghi e mettete in giro la voce che volete incontrare Gonzalo, il narcotrafficante più pericoloso della città, aggiungendo che non vedete l’ora “di fargli saltare le cervella, a quella patetica mezzasega.”
  • Una volta che sarete faccia a faccia con Gonzalo puntategli la pistola e urlate “Dammi subito un tuo capello o ti pianto una pallottola in fronte, lurido figlio di puttana!”
  • Ottenuto il capello, tornate a casa (sarebbe ideale essere ancora vivi per questo passo della ricetta) e incorniciatelo a ricordo dell’impresa, dato che è assolutamente irrilevante ai fini della preparazione;
  • Impastate fino a ottenere un risultato liscio e morbido ma consistente, con il quale formerete una palla che andrete ad adagiare in una capiente ciotola coperta con un canovaccio pulito.
  • Riempite la vostra vasca da bagno di lava incandescente del Vesuvio e immergetevici per circa un’ora e mezza finché l’impasto non avrà raddoppiato il proprio volume. Poi procedete alla stesura della pasta per la pizza.

BUON APPETITO!

Grazie, Giallo Zafferano.

Altri articoli nella stessa categoria: #lericettediciclofrenia.it™.

GOLD.

Il buon Emix, gestore di Drink!, il primo blog videoludico che se lo citi faresti bene ad avere una buona subordinata da mettere dopo “il primo blog videoludico che”, mi ha recentemente fatto un’intervista ad altissimi contenuti omosessuali. Potete leggerla qui.

Vi ricordo peraltro che se non avete ancora letto il mio racconto splatter Nessuno lasci lo Spallanzani, scaricabile gratuitamente da qui in formato PDF, ePub e Mobi, siete davvero delle mezzeseghe.

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