Pic: neverdying.
È finalmente giunto il giorno dell’attesissima uscita di Nessuno lasci lo Spallanzani (attesissima da mia madre), un mio racconto grottesco ad alti contenuti splatter disponibile da oggi in download gratuito.
Sì, avete capito bene: gratuito. È il regalo di Halloween da parte dello staff di ciclofrenia.it™.
Cliccate con il destro e selezionate “salva link con nome” sulle immagini qui sotto per scaricare rispettivamente la versione PDF (estremamente curata dal punto di vista grafico) ePub (per i maiali capitalisti con l’iPhone e l’iPad) e Mobi (per i mitici compagni col Kindle).
Scaricatelo, condividetelo, recensitelo, inviatelo a chi vi pare, assoldatelo per digitare un codice a sei cifre ogni 108 minuti in un bunker sotterraneo: in fondo è un mini-libro (23 pagine) gratis in tempi di crisi, e chi sono io per contraddire Mario Monti?
Se volete supportarmi condividete questo post!
Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica.
Ve lo giuro, mi guardavano stralunati. Non riuscivano a capacitarsi di quello c...
Pic: Deere.
Qual è stato il contributo principale di Alex del Piero alla formulazione della ...








eddaje…almeno questo lo leggo, va!
(e manco l’ho fatto a posta a rientrare a casa giusto ora: IL DESTINO È QUEL CHE È…)
Oh, ecco, vai e fammi sapere!
Fatto: molto piaciuto, anche se a tratti davvero troppo splatter. Mi ha ricordato molto “Branchie” e, nell’eccesso, “Dal tramonto all’alba”. Ben scritto, bella l’idea: sto Tamburello promette.
Chicca la citazione a “Sud”
Morale scontata: le donne son tutte troie.
Me lo stampo al volo e me lo porto via in vacanza… ti coccoli i followers eh !?
Fammi sapere che ne pensi.
Pure se ti fa cacare.
Io adoro i followers.
@jackillnero ma davvero lo stampi? leggi ancora libri di carta?
Io pensavo che quelli esposti nelle librerie fossero esposti per bellezza, o , al massimo da sfogliare per sapere quali libri scaricare….
Scaricato e messo nel lettore, grazie!
Posso postare le recensine e l’incipit nel blog?
Pazzo. Pazzo. Pazzo!
e che pazzo!
a parte il fatto che non posso leccarmi le dita prima di sfogliare il kindle ( non lo faccio nemmeno sui libri veri, ma il sapere di poterlo fare mi tranquillizza), pensare di ammazzare impunemente alberi innocenti da un sapore del tutto diverso alla lettura.
E la carta … la carta è cosi sexy tra le dita…
No mi spiace ma finchè ci saranno alberi, leggerò sulla carta!
Pensa che ho un post pronto che parla in parte di ‘sta cosa.
estrungicelo al più presto!
“Estrungicelo”?
Devi recensirlo.
recensire il prossimo post sull’albericidio o il tuo pamphlet scaricabile?
Quello che te pare, purché se ne parli.
Non sapevo che si potesse fare una lettura politica anche della scelta dei supporti per lettura digitale . Il fatto è che ho il kindle E un vecchio ipad, e a questo punto sono molto confuso.
…
Alla fine, dopo una ponderata analisi, ho scaricato in mobi.
Contento?
Allora sei radical-chic.
No! Chi scarica in Mobi è un vero compagno!
Io l’ho scaricato in pdf, pienz’…
È il formato con la grafica più fica.
Io adoro chi lo scarica in Mobi.
Adoro molto
maiale capitalista ce sarai, l’epub è il formato migliore per gli ereader tipo il kobo, quelli sì strumenti del proletariato intellettuale, non il Kindle che è l’equivalente fra gli ereader dell’iphone. comunque scaricato.
Non avevo considerato il Kobo.
Chiedo scusa ai compagni.
Non credo che lo leggerò. Ogni volta che vengo qui mi torna in mente il macellaio di Gangs of New York, ultimamente. Passi che ciclofrenia fa rima con macelleria, ma non ci tengo ad avere gli incubi. E chi se ne frega se è la notte di Halloween e sono di prammatica. Io sto in Italia, mica in America. Comunque sarà bellissimo, me lo sento.
In teoria è divertente.
Uff, poteva dirlo. Se uno dice che una roba è terrificante, chi detesta le robe terrificanti non lo legge di sicuro. Ma è necessario leggerlo in presenza di un adulto? Non può mettere i pallini ai suoi post terrificanti?
Signora Silvan, mi risulta che Lei sia adulta.
Sì, ma mi spiega perché con tutte le brutture che ci sono a questo mondo dovrei divertirmi anche a leggere quelle finte?
Perché sono finte, Madame.
Mi si è sporcato il pantalone bianco di sangue. Il conto della lavanderia lo mando a lei.
Mitico! Non vedo l’ora di leggerlo.
E grazie per il maiale capitalista…
Fammi sapere!
Inquietante ‘sta Giulia…
Finale geniale! Io ci farei un episodio di Dylan Dog.
Complimenti
Magari!
Letto.
Ironicamente orripilante, ma è quello che volevi, no?
Comunque piaciuto.
Grazie, glad of it.
…ah, la parte più splatter è la scena di napolitano che fa il concertino con l’ascella. non so se riuscirò a dormire.
Hai colto il fulcro del racconto.
L’ho letto tutto d’un fiato e meno male che ho lo stomaco di ferro!
(Ora lo Spallanzani mi inquieta.)
È tratto da una storia vera.
*__*
Ma che dici… Dai… Non ci credo…
Comunque merita, ci ho fatto un post al volo.
(E considera che quel genere nemmeno mi piace)
L’ho scaricato poi ho visto la citazione di ammaniti e ho bruciato il mio hard disk.
Appena lo leggo saprai che ne penso, e sai che sarò schietto come il barbera.
Grazie, un libro è un regalo che non si può rifiutare (eccezion fatta per Fabio Volo). Apprezzo molto e leggo immegiatamente
Fammi sapere immegiatamente.
Finito poco fa. Strano a dirsi, mi è venuta fame…
Ovviamente i complimenti. Mi dimentico sempre i complimenti.
P.S.: Devo già fare una recensione per il blog di OrcoTrio. Vuoi essere la mia seconda recensione? (che detta così sembra un’avance editoriale che una richiesta).
Voglio essere PER FORZA la tua seconda recensione, Sergente.
Poco importa che mi aspettassi sin dalla prima riga si trattasse di un sogno. Il racconto è ben scritto, molto coinvolgente. Bravo!
Grazie… ma non è un sogno!
Non hai notato che alla fine il nome è diverso?
Il senso del finale è un altro!
No, cioè… sono davvero così tardo? A quanto pare sì. Ho pensato semplicemente che Emanuele, nel sogno, immaginasse di chiamarsi Panfilo Maria. Ora capisco anche la domanda che Giulia gli ha fatto al telefono (“Panfilo? Sei vivo?”). Be’, a questo punto il mio giudizio sul racconto non può che subire un’impennata. (Quello sulla mia perspicacia, invece, subisce un grave, gravissimo crollo.)
Puoi rimediare condividendo il post.
Mi pare il minimo che possa fare.
Egregio Dott. Tamburino
Presso il nostro studio il suo racconto è stato molto apprezzato (anche se le scene troppo splatter hanno fatto fare strane smorfie alla segretaria).
Siamo un po’ preoccupati dalla sua scelta di distribuire il racconto gratuitamente. Come potrà pagare la nostra parcella per difenderla dalla querela dello Spallanzani?
Cordialmente
Avv. Gennaro Ficarazzi
In effetti la cosa mi preoccupa, perché il disclaimer iniziale (“Questa è un’opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da ritenersi del tutto casuale”) è di certo la cosa meno realistica del racconto.
<3 <3
Egr. Mr. Tambourine,
voglio che Lei sia tragicamente consapevole che lo spettro del “pisello-kebab” aleggerà per sempre quando mi appresterò alla pratica della fellatio.
Per questo motivo sono indecisa se citarLa in giudizio, mandarLe una richiesta di matrimonio o imporre sempre un bidè preventivo allo sfortunato partner.
Mumble Mumble…
È bello perché ogni lettore è rimasto disgustato da una cosa in particolare (la coscia, il kebab, il topo, la Cosa), sempre diversa.
Vuol dire che fa parecchio schifo: ha centrato l’obiettivo.
Fiuuuuuu! Cosa mi sono risparmiata. Brava, Silvan! Bacio, pciù, guancia destra, pciù, guancia sinistra.
Ahahahah!
l’ho letto giorni fa eh .. ma non ti aspetterai mica che ti scriva cosa ne penso in un commentino qui … ormai…
Anzi guarda, in più lo recensite e meglio è!
preso, grazie
mi sono accorta che era aggratisse proprio mentre stavo pensando di prendere roma lato b.
ma non pregiudicherà (credo)
Ho letto il racconto e sono alquanto perplesso. Come racconto fantasy/horror potrebbe anche andar bene, ma getta un’ombra sinistra su un ospedale che proprio non se la merita. Non era meglio mantenere il tutto nei limiti della “pura” fantasia? Forse la novella vuole lanciare un messaggio sul “distacco” e la mancanza di “empatia” dei medici dello Spallanzani? Allora perchè l’autore non lo dice apertamente, non ne fa un atto di denuncia invece di celarsi dietro il comodo paravento del fantasy. Magari qualche sprovveduto lettore pensa che allo Spallanzani si fanno veramente esperimenti su cavie umane o che ci siano dei medici e degli scienziati pazzi (oddio, qualcuno mica tanto giusto di testa c’è, ma non così tanto). Come medico che ha dedicato 30 anni della sua vita ai malati dello Spallanzani mi sento “quasi” offeso. Per fortuna mi ritengo abbastanza maturo da capire che è solo una novella, forse collegata ad una non felice esperienza di ospedalizzazione dello scrittore.
Se poi ci mettiamo anche che quello che l’ha scritta è balzato fuori da una canzone di Dylan e ha assunto sembianze umane, la cosa è anche più inquietante. Ma soprattutto, pur essendo inglese, parla un italiano perfetto, ha notato? Sempre più inquietante. E l”età? L’età non corrisponde! Per me è un millantatore, non è il vero Mr. Tambourine di Bob Dylan.
Per prima cosa la ringrazio: mi fa piacere che una persona che lavora allo Spallanzani abbia letto questo mio racconto, era una delle mie curiosità a riguardo (anzi, se vuole farlo leggere ai colleghi, faccia pure).
Sono stato ricoverato allo Spallanzani due volte, l’ultima proprio la scorsa estate in circostanze molto simili a quelle descritte nell’incipit del racconto. Mi sono sempre trovato molto bene, è un ospedale molto ben funzionante.
Non c’è nessuna “comodità” della finzione. Tutti traggono spunto dalla propria vita reale quando scrivono, ma non c’è nessuna voglia di denunciare lo Spallanzani, tantomeno mettendosi dietro “il comodo paravento del fantasy”. Forse lei non conosce lo spirito di questo blog, ma se così fosse saprebbe che, se avessi voluto spalare merda sullo Spallanzani, non avrei avuto problemi a farlo in maniera diretta.
Pura fiction, è tutto quello che Nessuno lasci lo Spallanzani è.
Voglio dire, quando Ammaniti ha scritto Che la festa cominci nessuno ha pensato che fosse un’invettiva a Villa Ada, no?