La scena indie italiana sta attraversando uno dei periodi più floridi degli ultimi anni: decine di nuove band si sono affacciate al grande pubblico grazie all’apporto del web, che permette una rapidissima diffusione dei contenuti più interessanti praticamente a costo zero.
In seguito a una disamina del panorama indie contemporaneo sono giunto alla conclusione che i gruppi che vi appartengono sono caratterizzati da 6 tratti comuni, i quali rappresentano pertanto gli elementi dai quali un disco alternative italiano non può assolutamente prescindere se vuole giungere al successo.
1. TRALASCIATE COMPLETAMENTE L’ASPETTO MUSICALE.

Pic: Carlo Polisano.
Nel 2012 per realizzare un ottimo disco non è assolutamente necessario perdere tempo a elaborare basi musicali che vadano oltre la mera sufficienza, che se ci pensate è un po’ come dire che per scrivere un ottimo romanzo non è più fondamentale usare i verbi. Andiamo ragazzi, le splendide melodie visionarie sono già state ampiamente sviscerate da Pink Floyd e Velvet Underground, e chi siete voi per pretendere di fare lo stesso? Meglio dedicarsi a un’elettronichetta catchy del cazzo di sicuro e immediato effetto; un paio di loop arrangiati con GarageBand saranno più che sufficienti a soddisfare le bassissime pretese dei bimbiminkia che condivideranno i vostri video.
2. PARLATE SOLO DI COSE INUTILI.

Una volta che vi sarete liberati dall’annoso problema di concepire una base musicale decente potrete spendere tutte le vostre energie a comporre lyrics argute e accattivanti che strizzino l’occhio a fenomeni di totale e completa irrilevanza storica e politica. Imagine è già nei canzonieri di mezzo mondo, non è più il caso di dedicare la propria attenzione a questioni come l’amore, la guerra o l’uguaglianza sociale: molto meglio concentrarsi su argomenti usa e getta come i mercatini vintage di Rione Monti, le ubriacature moleste al Circolo degli Artisti o quanto fanno schifo i gruppi del panorama musicale di cui voi stessi fate parte.
3. SIATE COMPLETAMENTE INCAPACI A SUONARE.

Pic: Ilaria Magliocchetti Lombi.
Comporre basi musicali semplici come indicato nel punto 1 può non essere sufficiente a fare del vostro disco una vera hit da Lanificio 159: a esse dovrete accostare una totale e irrimediabile incapacità di maneggiare gli strumenti musicali con cui vi presentate in sede live. I concerti non contano più, il valore oggi è in Windows Movie Maker, e chi vuole ascoltare buona musica ha già a disposizione i King Crimson, Elio e le Storie Tese e i Radiohead: i veri innovatori in questo senso sono le zappe totali, le braccia rubate all’agricoltura che non sarebbero neanche in grado di sostenere dieci minuti di intrattenimento musicale durante il falò di Ferragosto. Non sapete suonare? Benissimo, è già un buon inizio. Sapete suonare? Be’, disimparate a farlo, o perlomeno cimentatevi nello strumento che in assoluto sapete usare peggio. Per intenderci: se siete bravi batteristi, quando andate dal vivo imbracciate per la prima volta in vita vostra il flauto traverso.
4. NON CANTATE: PARLATE.

In un contesto in cui il testo è tutto e si ha l’urgenza di dar sfoggio dei propri pensieri anziché presentare un prodotto musicale compiuto, capirete che resta ben poco spazio per gorgheggi e vocalizzi. È quindi fondamentale che l’impostazione vocale del vostro disco di sicuro successo assomigli il più possibile a quella dei bambini di cinque anni mentre recitano la poesia di Natale in piedi sulla sedia durante la cena della vigilia. Massimo Volume, Il Teatro degli Orrori, Lo Stato Sociale, Offlaga Disco Pax: il canto è un retaggio del passato, il futuro è nel podcast. Un precursore in questo senso è stato Lou Reed, entrato di diritto nella hall of fame del rock senza mai aver cantato una singola sillaba. Ecco, come esempio prendete lui, a patto che lo spogliate preventivamente di tutto il suo sconfinato talento artistico.
5. SCRIVETE CANZONI TUTTE UGUALI.

Un vecchio proverbio dice: “squadra che vince non si cambia”. E chi siete voi per contraddire la saggezza popolare? Partorite un album di dieci canzoni che differiscono tra loro esclusivamente per i testi: in fondo se funziona una funzioneranno tutte, lo dimostrano Vasco Brondi, i Cani e Brunori Sas, quindi perché rischiare? Agli eventuali detrattori potrete rispondere sostenendo che anche de André faceva così, per quanto con il maestro genovese voi condividiate a stento la riga da una parte.
6. IDEATE UN PARTICOLARE CURIOSO COMPLETAMENTE A CASO.

Pic: Gianluca Scerni.
Per stimolare l’hype e favorire la rapida diffusione dei contenuti sui social network al giorno d’oggi è necessario stimolare la curiosità della gente, e quale miglior modo di farlo rispetto all’addobbare la vostra neonata band con un particolare intrigante, ideato senza un minimo di raziocinio e volto esclusivamente a dare al gruppo un’alea stucchevolmente misteriosa? Scegliete un nome divertente, inintellegibile e inutilmente lungo (Management del Dolore Post-Operatorio, Dispositivo per il Lancio Obliquo di una Sferetta, Le Luci della Centrale Elettrica, Bud Spencer Blues Explosion), sfruttate un anonimato fine a se stesso (i Cani) e inserite qua e là un bip nelle canzoni per celare il nome di qualcuno che criticate: È-DAVVERO-TRENDY.
CONCLUSIONE.
Fidatevi di me: vi basterà seguire questi semplici 6 consigli e in breve tempo i vostri video girati con l’iPhone 5 collezioneranno centinaia di migliaia di visualizzazioni su YouTube e la vostra musica favorirà le strizzatine d’occhio e i gomitini sui fianchi di tutti gli hipster di Roma nord.
Poi fra due anni nessuno si ricorderà più di voi e vi risveglierete nel lettone di mamma e papà senza ricordarvi bene cosa abbiate fatto.
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A te ti dovrebbero fare presidente di tutto, altro che Monti. Mi permetto di aggiungere solo che ci sono un paio di altri ingredienti segreti come la coca cola per avere una band indie di successo: assumere posture innaturali mentre si suona e possedere un MicroKorg da suonare a cazzo con i preset.
MicroKorg – croce e delizia.
Ha Ha!….
tutto molto interessante
ciao
Il MicroKorg fa parte dell’elettronichetta catchy, se usato a dovere.
manca “fatevi le foto solo con Instagram”!
Quello è qua.
Applausi e standing ovation.
Ma c’è un grandissimo errore: togli i Massimo Volume da quell’elenco. Non confondiamo la poesia con la moda.
o iea! hai centrato il bug in pieno
non è un baco
Ogni ragionamento degno di nota dev’essere in qualche modo attaccabile.
Infatti. Che minchia c’entrano i Massimo Volume, fosse solo per lo spessore musicale e gli arrangiamenti. Forse il tipo si è perso “Lungo i bordi”.
lasciaceli ci stanno a pieno diritto
nel senso che i mv non cantano – parlano – hanno fortissime pretese seriose e intellettuali (il leader è anche scrittore e tiene corsi di scrittura creativa) hanno si ottimi (…) arrangiamenti ma se dovessi ricordare un pezzo dei mv nuovi (post palazzo) non ci riuscirei davvero.. insomma sono si importanti e stimati ma ci stanno nel genere parlato – emulo di slint e vari – intellettual chic.. parere mio.. che non sono nessuno e tantomeno un importante critico muisicale e quindi dovrei stare zitto e leggere xl e obbedire.
non sbagli di tanto, l’errore è metterli in un calderone, insieme a band alle quali i massimo volume (post o non post palazzo. l’ultimo per esempio è tosto)danno mille piste ad occhi bendati.
Vedi la varietà di opinioni.
appunto porco dio, stai zitto.
applausi, enver.
“post palazzo” intendi da stanze in poi? E cioè TUTTE le produzioni, se si esclude il demo?
e’ assolutamente un bug.
Concordo…togli Massimo Volume e Offlaga Disco Pax…Clementi è un poeta ed il resto della band è composta da straordinari musicisti…sia I Massimo Volume che gli OffLaga Disco Pax non sono propriamente gruppi da “bimbiminchia”
quello che volete, però dire che i Bud Spencer Blues Explosion (giusto il nome se proprio volete lascia un po’ interdetti) non sanno suonare è un po’ una bufala.
Infatti sanno suonare.
non solo sanno suonare ma il nome è anche geniale (è una parodia dei Jon Spencer Blues Explosion)
È che mi piace provocare.
Potrei dirti che hai raggione, ma che te lo dico affare?
Invece, senza voler stuzzicare premesse abnormi o approfondimenti tagliavene, dico solo una cosa:
- Punto 3
- Nirvana
E ora scappo…
AHAHAH, attento a non inciampare, che se ti prendono è finita…
Ho visto gente lapidata per molto meno.
sì ma io ti t’acchiappo!
i Nirvana registravano tutto in presa diretta e sì, erano (sono) dei musicisti e sì, erano (sono) degli artisti. la differenza tra i gruppi sopracitati e i Nirvana è che dei primi non rimarrà niente, mentre fra vent’anni mia figlia adolescente avrà in camera accanto al poster di Jim Morrison quello di Kurt Cobain
Condivido alla stragrande, ma dubito fortemente che i Nirvana registrassero in presa diretta, dato che mi pare si sia smesso di farlo negli anni ’70.
così ho letto (anche perchè, purtroppo, non ero presente durante le session!
cito la fonte: Paolo Vites
Non che voglia fare l’esperto, ma per Bleach pure pure, magari anche In Utero, ma Nevermind mi pare decisamente multitraccia!
Sparo così a cazzo, eh.
fare una presa diretta in multitraccia sovraincidendo il necessario?
ma sei mai stato in uno studio di registrazione?
Multitraccia, appunto.
Se registrassero in presa diretta non lo so, ma posso confermare che il rehearsal é stato usato fino ai primi anni ´90, soprattutto dai gruppi black metal.
Ok, eran con le pezze al culo e il mio commento non c´entra un cazzo quindi.
Peró i Nirvana..cristo no. Dai no.
L´unico in grado davvero di suonare era Grohl, suvvia.
Credo dipenda tutto da cosa si intenda per “saper suonare”.
Mi spiego: dai NoFx non ti aspetti che ti facciano il 7/8, eppure per me sono bravi (sanno suonare) perché interpretano bene la musica che fanno, che dev’essere sporca e violenta per definizione. Come i Nirvana, peraltro.
Per me i Nirvana sapevano suonare eccome, in questo senso.
Il problema dei gruppi che cito è che non sanno suonare neanche in questo senso. Neanche le loro canzoni, neanche il loro genere.
Non sono d’accordo sui Nirvana. Tecnicamente non saranno dei maestri, ma di sicuro sapevano suonare, primo fra tutti Dave Grohl.
M
vero, adoro Dave e sono in momentaneo lutto per i FooFighters
Concordo.
mi piacciono tantissimo i Nirvana, ma non sanno suonare! non difendiamo i gusti, valutiamo la verità ! mi piacciono le donne con il seno piccolo, non per questo devo dire che hanno un seno grande!
Dire che non sapessero suonare mi pare un pizzico esagerato.
Diciamo che erano più che adatti al prodotto musicale che proponevano.
anche perchè D.G. non mi sembra un musicista così infimo. considerando che faceva pure tutti i cori sui nirvana. E solitamente quelli bravi non suonano con gli incapaci
Secondo me erano tutti bravi.
Quando sono usciti i Nirvana, mi è sembrato che i miei vicini li usassero come pretesto, come a dire: “Noi non sappiamo suonare? Sei tu che non capisci i Nirvana!”
Che poi è l’argomentazione preferita da migliaia di scrittori e blogger, anche.
Eh.
Alla fine il vespaio come prevedibile ha fatto seguito
Il commento più azzeccato (a parer mio) è quello sulle tette delle donne (c’entrano sempre)
Ti capisco Mr.T, i Nirvana erano adatti al loro genere, anzi erano IL genere, ed è sacrosanto che passino alla storia. E mi piacciono, ho tutti i cd origgginali.
Ma non dirò mai che sapevano suonare… questo non vuol dire molto, non voglio sopravvalutare la tecnica… ma un conto è scegliere un genere, un conto è non saper fare altro.
Loro erano cosi , e riuscivano a descriversi meglio che con qualsiasi parola.
Tanto di cappello eh.
La tecnica ha sicuramente importanza, ma la mera tecnica non fa l’artista… Kurt D.C. era un talento, e la sua voce era voce di pancia, voce che in pochi (anche se con piu’ tecnica) riescono a tirare fuori… questa e’ arte, che importa il resto, dire che non sapevano suonare ha davvero importanza?
Rispetto a chi gira oggi, ai vari sopra citati ( escludendo Lou Reed
) avercene di gruppi come Nirvana, Joy Division, Sex Pistols, Ecc… e che cazzo
Condivido.
Cristo, non commentavo un blog dal 2004.
emozionante ?
Io ti ricordo da tanto tempo.
Pure io. Ma qua vale la pena. E’ tutto tra il detto e il non detto.
Non solo, la gente che li segue , spesso , lo fa solo per ideali sinistroidi/balordi, che vogliono ad ogni costo andare contro il sistema e quindi anche contro la musica tradizionale. Se uno di questi gruppi, si fosse presentato ad xfactor o a sanremo giovani, sicuramente sarebbero stati massacrati dagli stessi che invece adesso continuano a pubblicare frasi banali e volgari di qeusti gruppetti, come se fossero poesie di Montale…grandissimo articolo, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire le cose come stanno!
beh non è facile fare musica valida.. cazzo non è facile fare musica propria per niente.. di solito il secondo disco è il piu difficile.. il problema è che in italia i gruppi si prendono troppo sul serio anche quando non si prendono sul serio (tipo fare le facce) tipo zen circus ma zen circus sono grandi massimo rispetto.. massimo volume invece mi stanno tanto antipatici quanto fugazi hanno lo stesso tipo di pubblico
Fare musica non è facile, ma non è nemmeno obbligatorio. E nemmeno scrivere o fare film.
Se non si ha nente da dire meglio evitare, e se lo si fa male meglio evitare lo stesso.
GIUSTISSIMO!!!!!!
Lo diceva tra l’altro anche Tamburino, in Bambi: Quando non sai che cosa dire, è meglio che non dici nulla.
concordo al 100%!!
I Fugazi mi piacciono.
Ora dirò una cosa impopolare.
Quelli di X-Fucktor sanno cantare.
Parafrasando Giovanni Lindo Ferretti (uno che del non-canto ha fatto scuola): “Qualcuno ha il pre, qualcuno il post senza mai essere stato nulla”.
Queste tendenze post-rock, post-indie e post-posta sembrano più un revival (ci siamo già dimenticati di gruppi come i primi Litfiba, Diaframma, Afterhours, Massimo Volume, CSI…) che delle innovazioni nel panorama musicale italiano.
Per carità, alcuni sono anche carini (Brunori SAS, che stimo più per conTERRONITA’ che per meriti artistici), ma i loro album si perdono con tutte le tracce nello shuffle del lettore mp3.
Il problema principale non sono tali gruppi, ma lo strascico che si portano dietro: i loro fan.
Come disse una volta un mio collega: “Sono più pericolosi i fan indie-gay dei Radiohead dei feticisti gay-kitsch stile Queen”.
Poi mi chiedono perché mi incazzo quando le persone si schifano scoprendo il mio amore smodato ai King Crimson e la mia indifferenza verso De André.
king crimson e de andre vanno presi a piccole dosi
daccordo per il discorso fan: ho osato criticare ian mac kaye e sono stato linciato (sul web.. ) per aver osato scalfire un anti rockstar
Io li prendo anche a grandi dosi.
A me Brunori Sas non dispiace.
indifferenza vrso De Andrè?
Come si fa?
(da uno che adora anche i king crimson)
Il mondo è pieno di idioti che non capiscono un cazzo, guido.
Potrei anche condividere se avessi preso ad esempio altri gruppetti, ma come diavolo fai a dire che questi sono indie? Molti li adoro ma non sono d’accordo neanche per quelli che mi stanno sul cazzo, quindi sto cercando di esprimermi oggettivamente e non solo per difendere i miei gusti musicali. Le canzoni delle luci possono apparire uguali (musicalmente) solo ad un primo superficiale ascolto di chi non conosce (e probabilmente non apprezza a prescindere) la loro musica, e cavarsela con un “fanno pezzi tutti uguali” è un commento da fan della pausini. Il recitato (o urlato) non fa di un gruppo un gruppo indie. Tutti gli artisti citati fanno generi diversissimi tra loro, perché accomunarli alla buona? Sempre i gruppi citati hanno musicisti che hanno studiato per anni, spesso in conservatorio, e che producono melodie ricercate e studiate, pacate o aggressive che siano: “se siete batteristi suonate il flauto traverso”??? Per non parlare della conclusione dell’articolo: “poi tra due anni nessuno si ricorderà di voi”??? Ma sul serio??? I concerti strapieni che vedo da anni sono frequentati da un pubblico di pesci rossi? Mah… Ripeto, non sono uno a cui piace fare polemiche a caso, e in parte concordo anche con il post e la sua ironia, ma gli esempi presi per spiegarti sono veramente inappropriati. Saluti.
indie non significa nulla se non “indipendente”.. i gruppi di adesso mirano al successo e al contratto e non sono proprio indipendenti.. hai polemizzato inutilmente.
il pop non va ascoltato piu di due volte per dare un giudizio e quindi la critica del noioso ci sta.. forse non per tutti pero’..
ad esempio: uhm.. alcuni gruppi rivelano altro ad altri ascolti altri no
“il pop non va ascoltato più di due volte per dare un giudizio”… Ma chi sei per dire una cosa del genere, Bach?
E poi avete rotto le scatole tutti con questa ondata anti musica indie ( o come volte chiamarla), che fa mooolto moda ora come ora.
Certo, non saranno dei geni della musica, non rimarranno scolpiti nei secoli dei secoli.
Ma veramente preferivate che il panorama musicale italiano fosse rappresentato da Nek, Antonacci, la Pausini e Concato (et similari)?
RISPETTO PER NEK
Qualsiasi musica è degna di essere ascoltata più di due volte, se ciò permette di dare un giudizio ponderato.
Io ho ascoltato parecchio tutti i gruppi di cui parlo.
Eh, no, Stefano. Se usi sempre gli stessi accordi e canti sempre allo stesso modo, utilizzando sempre lo stesso modo di costruire i versi, le canzoni sono per forza tutte uguali.
Si chiamano “dati di fatto”.
Poi c’è a chi piacciono tutte e non è un problema.
A me Vasco Brondi fa schifo, i Cani e Brunori non mi dispiacciono, eppure tutti fanno pezzi molto simili.
Mr.Tambourine, oh tu che hai scritto quest’articolo, sposiamoci ora.
Quando Pisapia sarà sindaco di Roma, magari.
Attendiamo la guida all’ascolto di un disco indie di sicuro successo: ogni indie band ha l’indie pubblico che si merita.
Ho letto per curiosita’ questo articolo, (ah era su condiviso da un amico su facebook) mi attirava il titolo. Speravo in qualcosa di ironico. Invece niente, sei supponente. Potresti aver ragione su qualche cosa, su qualche artista, ma insomma, forse ti piacerebbe scrivere canzoni come Vasco Brondi,o suonare la chitarra come il chitarrista del teatro degli orrori, o avere la capacita’ di raccontare storie come riesce agli offlaga o ai massimo volume. Invece tutto quello emerge e’ solo invidia.
Ecco, prevedibile e puntuale, il commento del solito italiano medio. Come al solito, per voi esistono solo due atteggiamenti… o si osanna e si difende a spada tratta qualcosa, o se ne è invidiosi. Non esistono alternative.
Io in questo articolo non vedo nessuna invidia… vedo solo una persona che è capace di avere un atteggiamento critico (a differenza di molti).
Più che altro una persona che si diverte, per fortuna oserei dire!
Perfetto, parli un libro stampato. E’ molto diffuso in Italia questo atteggiamento secondo il quale chi critica è mosso da secondi fini, siano essi interessi o invidia. Chi liquida ogni critica così è secondo me lo fa perchè non sa concepire un pensiero libero, ma ragiona per ideologie, idolatrie o interesse. Manco parlassimo di tifo calcistico.
FINALMENTE.
Niente male
siamo qui per esprimere opinioni,non per giudicare qualcuno supponente…:) con rispetto parlando
se tu vedi una persona che è capace di avere un atteggiamento critico, forse sei tu un italiano medio. siete supponenti. e alahambra scusami..dov’è l’ironia? dove è il divertimento nello sfasciare senza nessuna spiegazione vera il lavoro “aristico” di certe persone?. scusatemi eh se poi qui siete voi i veri alternativi, non lo avevo capito. tutto è opinabile è chiaro, non sto a convincere nessuno che Vasco Brondi sia bravo o meno. a me piace, lo ascolto. a te no , non lo fare. ci sono molti approcci alla musica. in certi momenti anche io non tollero certe pesantezze, in altri ne ho bisogno.
Alternativa? Macchè, a me piace Battisti, fai un po’ tu, e ascolto un sacco Dalla, De Gregori, Guccini e De Andrè.
E’ solo che non devi leggere questo articolo e pensare che sia esatta espressione del sentire di Claudio. Ci si prende in giro, si scherza, ci si fa una risata. E basta, niente strascichi di sorta.
A te quei gruppi piacciono? Bene. Io alcuni manco li h mai sentiti, figurati. Me la rido per la generalizzazione e la presa in giro, che so non contenere alcuna cattiveria.
Fuck yeah.
Mi sembra che di spiegazioni ce ne siano in abbondanza, frate’.
Grazie.
io, Bob Dylan, in pieno delle mie facoltà mentali e fisiche, eleggo Vasco Brondi a mio erede univerale, per tutti i secoli dei secoli.
Ma ti levi di culo ahahaha!
ecco un esempio di commento idiota, vacuo, privo di interesse, assolutamente non costruttivo, infantile.
ps: non sono un fan di vasco brondi
dai stefano, hai presente quella cosa chiamata “ironia”?
se pensate che vb sia un grande poeta ok (anche perchè spero che qualcuno non lo consideri un grande compositore perchè credo sarebbe il colmo), no problem: c’è chi considera Giovan Francesco Gonzaga un grande pittore.
ps: ho il primo disco delle luci
WIN.
ma levati di culo te. ignorante
nel senso che non sono a conoscenza della sequenza di accordi che usa VB in ogni sua canzone? tipo G C G C G C D Am Em?
o forse perchè non mi lascio impressionare da frasi a caso che non servono a niente, solo a dire “ma cosa si fuma questo qua”?
Mr tambourine, che probabilmente non si chiama così a caso, ha colto nel segno. strano non abbia accostato al buon VB, che è pure un ragazzo simpatico, la favolosa Maria Antonietta. Un tempo c’erano Battisti e Mina, adesso Le Luci e Maria Antonietta
no, non ignorante in quel senso. o forse si. visto che magari saprai che il Nome che usi con nick ha scritto dei capolavori con tre 3 accordi. tre. che vuoi, i tempi cambiano. Battisti purtroppo è morto, e non finirò mai di piangerlo.
e quindi sai che il numero di accordi, o la “complessità”/ricercatezza/bellezza/eternità di una canzone non dipende da quello. ma da quello che ti da, che ti lascia. hai il primo disco delle Luci. allora riascoltatelo. un disco, scritto da un ragazzo poco più che 20enne. a me ha dato tanto, mi ha emozionato. che ti devo dire?? facciomola finita con queste eterne stupide discussioni sul concetto di Bellezza. pace. e addio
ma sì, non mi è dispiaciuto nemmeno a me. solo che non posso non pesare le cose, e il peso di vb secondo me non è così grande.
ma, al dei pareri personali, oggettivamente vb non canta bene, non suona bene, non ha una grande varietà nel comporre, non ha ancora innovato niente (dico ancora, perchè potrei essere smentito), cosa che Dylan ha fatto eccome, anche a vent’anni. Non so come dirti….ce ne passa tanto tra i due, il mio primo commento voleva dir questo.
secondo me considerare vb un grande cantautore italiano è una follia, facciamo prima morire paolo conte!
A te ha dato tanto.
Appunto.
Mi dispiace.
È che di Maria Antonietta ho già parlato qua.
sì, avevo letto.
ma per certi “errori musicali”, in italia, è meglio ribadire il concetto che lasciar correre
Non so se mi piacerebbe scrivere canzoni come Vasco Brondi.
Sai, di base mi piacerebbe scrivere canzoni come fanno gli artisti che mi piacciono.
Se uno critica il successo degli altri è invidia? No, è sputare su quello che mi fa schifo, e ne ho il diritto sacrosanto.
Be’ spezzo una freccia … potresti semplicemente mandare giu’ la saliva
ma comunque la tua critica non mi sembra uno sputo, mi sembra satira musicale e mi piace… pensa che io amo i radiohead a non posso fare a meno di criticarli per non fare mai canzoni da 10-12 minuti
gusto personale
e so che non le fanno proprio perche’ hanno il loro successo… purtroppo
personalmente vorrei solo chiavare quanto loro…che poi è il fine di ogni persona che fa arte o presunta tale. l’arte porta figa.
Sante parole.
Manca il punto sette: rivolgetevi agli universitari, (e meglio ancora alle femmine di Lettere), con allusioni che solo nosostros possiamo cogliere.
bingo!
Più che altro, non so se preoccuparmi del fatto che ci siano davvero troppi gruppi che seguono quelle linee guida, o del fatto che, in Italia, un’Esperanza Spalding non potrebbe MAI nascere, crescere, ed arrivare al successo. MAI.
C’è un “piccolo” problema per quanto riguarda le cantanti donne (e su questo suggerisco un altro articolo).
Le cantanti donne in Italia non possono essere belle, devono essere mediamente accettabili (il massimo del figume è Giorgia!!) oppure tendente al lesbo (le cantanti di Amici non brillano di femminilità) e non devono avere nessuna carica sessuale.
Una donna bella, anche fosse la nuova Mariah Carey non avrebbe mai successo.
Il motivo?!
L’invidia femminile, che tende a contrastare l’altra donna italiana ma che idealizza quella straniera.
Valle a capire le donne italiane….
Di base è parte del punto 2.
Sicuramente saprete come fare un disco indie di successo, ma fatico a credere che conosciate le regole base della pubblicazione di un articolo. Perché tutte le foto qui presenti, sono state utilizzate senza previa autorizzazione dell’autore? Lo immagino perché la foto de I Cani scattata al Mi Ami nel 2011 è la mia e (a meno che non abbia problemi di memoria, ma so perfettamente chi sono e come mi chiamo) è mia e non ricordo di avervi rilasciato nessun tipo di permesso? E quindi? Che si fa? Scriverete un articolo su come non fare certe cazzate?
Abbiamo già chiarito via mail, ma riporto qui qualche estratto per chiarezza, nel caso che qualcun altro sia coinvolto.
Come puoi vedere da tutti gli altri articoli presenti nel blog (e anche dalla foto del Management del Dolore Post Operatorio in questo stesso post), io metto sempre i crediti delle foto nel post. Mi suonerebbe irrispettoso fare il contrario. Credo che il mondo della fotografia sia in assoluto quello che patisce di più la mancanza di attribuzione dei crediti all’autore (la gente prende foto a cazzo e le usa impropriamente nei post), per questo ho cura di metterli sempre.
La tua foto era una delle poche (belle) grande a sufficienza per evitare che fosse sgranata. L’ho cercata in tutte le sue versioni ma l’ho trovata solo su giornali, quindi credevo fosse una foto di redazione. Quindi se mi mandi il tuo nome e un sito web di riferimento metto subito la didascalia sotto la foto.
“Credo che il mondo della fotografia sia in assoluto quello che patisce di più la mancanza di attribuzione dei crediti all’autore”
fidati, è quello del design
Giusto.
SIAMO SPACCIATI, sul serio..
Un tizio ha commentato così.
Secondo me questo nuovo panorama “musicale” è assai simile a quello politico… infatti, come quest’ultimo, non vale una minchia e serve soltanto a fornire un piacere illusorio e molto limitato nel tempo alla gente… gente che ormai non riesce più a trovare tracce di poesia nella propria anima… gente che ormai assomiglia più ad un’orda di barbari che non ad un pubblico intelligente e sensibile… ciò che davvero mi spiace è che anche ottimi musicisti si stiano piegando a questa forma di inutile barbarie…
buongiorno,
penso che queste “regole” siano sicuramente un simpatico modo di descrivre la musica moderna italiana o comunque una parte di questa. Lucio Battisti, in cui tutti cosciamente o inconsciamente si ispirano soprattutto tra i giovani cantautori è stato il primo esempio di musicofo televisivo-contrattuale. Canzoni facili, apparizioni tv, pochi concerti, una non eccelsa capacità da musicista. Certo, ha lavorato anche con dischi più sperimentali che furono pero’ a loro tempo aspramente criticati, come si fa oggi con questi artisti qui da voi citati, salvo poi venir acclamato oggi a tanti anni da morte ma soprattutto dall’uscita di quei dischi. Il panorama di oggi offre tanto, forse troppo. Ma al di là dell’abuso dei vari social network, delle webzine, dei festival, chi arriva a farsi conoscere al grande pubblico (e parlo di quel pubblico attento musicalmente come le persone presenti nel dibattito qui sopra) ha una marcia in più, qualcosa in più rispetto a tutti gli altri. Nessuno di questi personaggi imita davvero qualcuno, copia qualcuno…si ispirano a modelli, certo, come i pink floyd si ispiravano al blues e alle modalità del jazz o come de andré faceva con gli chansonier francesi degli anni ’60. Certo non tutti meriterebbero forti acclamazioni. Ma chi riesce a produrre e portare dal vivo un discorso nuovo, seppur utilizzando vecchie formule, dovrebbe essere capito, rispettato. Non ascoltato magari, perchè dipende dal gusto di ognuno di noi. Ma un artista è un intellettuale, smuove l’intelletto nello scrivere una linea melodica o qualche parola, anche se semplice, anche se scontata. C’è tanta musica brutta, organizzata a tavolino da manager che vendono dischi come venderebbero assicurazion. Il panorama sotterraneo è bello, fresco, migliore. Un saluto
Questo è un commento lucido e ampiamente condivisibile. Grazie.
Credo che la responsabilità, ammesso che ne esistano visto che il ns è un paese in cui “così fan tutti” e nessuno ha mai lanciato una pietra, sia condivisa fra media, promoters e pubblico. La verità è che in Italia non esiste un pubblico interessato alla musica in quanto tale (se esiste non si parla di grossi numeri) bensì alla musica come transfert, come elemento di emulazione di qualcosa in cui ritrovarsi. Le più grosse band indie (scusate la parola!!) cercano la complicità col pubblico senza sviluppare il senso critico dell’ascoltatore..sotto quest’aspetto la musica e la politica sono molto simili, purtroppo..
È già il secondo commento che accosta la musica alla politica.
Ironico e provocatorio.
Mi sono divertito a leggere questo articolo. Non condivido il modo in cui vengono tirati in ballo alcuni gruppi (ne il motivo) ma trovo che nella sua lettura possa dare stimolo alle nuove band per un’autocritica . Ci sono degli spunti importanti su cui una band deve lavorare.
Preso da questo punto di vista lo trovo decisamente ben pensato!
ps: sono un’ottimista incallito, trovo il bello anche dove si fatica a vederlo
Danke.
Io penso che anche questo genere di articoli abbiano stancato. Sarà il decimo che leggo e che dice le solite cose.
Grazie Dinamidante, meno male che ci sei tu.
*Abbia stancato
Clax, i DISPO sono un gruppone, come fai a metterli nella lista?
I Dispo sono un gruppone sì, conosco Claudio e li ho citati per simpatia.
Una strizzata d’occhio, ecco.
Non c’entrano un cazzo con Cani e Stato Sociale.
certo però che criticarla, questa “musica indie”, ormai va più di moda che farla.
questo articolo è una merda!
sono d’accordo.
Frank Zappa rientra nel punto 4… stiamo attenti a sparare merda…
Fortunatamente non aveva la riga da una parte.
Beh dai, i Bud Spencer Blues Explosion però se la suonano di brutto a differenza di tutti gli altri.
Sì.
Ciao, articolo molto pungente e provocatorio ma rischia di sparare un po’ a zero su tutto un movimento e di cadere nella stessa trappola di quegli “indie” che criticano gli “indie”. Premesso che in alcu In Italia si ha sempre questa modo di manifestare disprezzo per tutto. Ora ti propongo una cosa: puoi scrivere prossimamente un post che descriva tutto ciò che c’è di buono nell’attuale panorama indipendente italiano? Parliamo anche di cose positive, può essere un punto di partenza!
In realtà c’è di buono anche in quello di cui ho parlato.
Critico ciò che conosco e in parte ciò che mi piace.
Io ti amo, no ti stramo, no ti Adamo
d’accordo…in parte.Se é vero che tanti dei cosid gruppi “indie” come vengono chiamati adesso (con grande sprezzo di ciò che il termine significava alla sua origine) sono musicalmente mediocri ed hanno liriche ed atteggiamenti supponenti,altri piacciano o meno hanno una loro coerenza artistica e credibilità.Un conto sono I CANI e LO STATO SOCIALE per intenderci…un altro sono BUD SPENCER (il nome non é casuale ma riprende quello dei grandi John Spencer Blues explosion), le LUICI DELLA CENTRALE, i MASSIMO VOLUME, IL TEATRO ecc…i primi parlano del nulla e criticano tutti con ben poca ironia (facendo finta di non essere pure loro gli stereotipi che vogliono prendere di mira),i secondi hanno dietro una ricerca di un suono, di temi o immagini di cui parlare.non a caso i primi sono ascoltati sprt dai fighetti indie che di vera cultura musicale “indie” ne hanno meno di zero e pensano solo a pettinarsi il cazzo di ciuffetto
Guarda, di quelli che salvi tu salverei solo i Bud Spencer e qualcosa di Massimo Volume e Teatro.
Articolo inutile, secondo me neanche troppo ironico. Critiche già lette e rilette. Ok, l’andazzo in Italia per quanto riguarda la musica indipendente è questo, ma è musica figlia del nostro tempo. Perchè criticarla e basta?
Sono tutti gruppi che hanno qualcosa da dire e soprattuto molto diversi tra loro.
DIVERSISSIMI.
che poi uno che scrive un articolo così critico, le accetterà un po di critiche, o no? addio
Non è che le accetto: le esigo.
Che poi, uno non può suonare alla cazzo di cane, così perché è divertente?
You rock!
Per carità.
Così come uno può criticare, così perché è divertente.
Io questo post lo metterò OGNI GIORNO sulla nostra pagina.
Grazie!
http://www.facebook.com/twiggyisdead
ho visto il post che hai messo sulla pagina facebook. una bestemmia (non sono cristiano eh) e un “checcazzo”! davvero originale! bravi!
Rimbaud scriveva “Merda a Dio” sulle panchine di Parigi durante la Comune.
Imparare. Imparare. Non da questi quattro scapestrati citati nel post.
si ma cazzo, voi fate cagare davvero del vivo, scusa, eh
Ci hai visto dal vivo, grazie. No non ti scuso comunque. Ascolta Bill Hicks, prima, poi ti scuso.
A te.
Uffaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.
C’hai ragione alla fine.
Però a me Le Luci piacciono e piaceranno sempre.
E i Management li ascolto in macchina certe volte quando ho voglia di cazzeggiare (con Auff si cazzeggia bene, dai, cominci a cantanticchiare e recitare il testo facendo divertire tutti quelli che ti scroccano il passaggio), ma sono circoscritti in quell’ambito.
Boh. Sarà che io me ne sbatto tantissimo e ascolto tutto.
Del tipo che mi piace Burzum ma al tempo stesso ho un debole per le canzoni della Disney.
Però sì. Sei semplici mosse.
Non fa una piega, no?
Buahahahahahahah! Eccellente…
Dissento su Brunori e sul Teatro degli Orrori, ma per il resto sono completamente d’accordo. Lo stato sociale li ho sentiti mio malgrado dal vivo a una festa universitaria e stavo per vomitare.
Siamo seri: Brunori si è assunto il compito, nobile ma complesso, di riprendere i canoni del cantautorato italiano anni ’70-’80 (Dalla, De Gregori e Battisti su tutti) e di integrarli nel panorama musicale italiano odierno (Baustelle su tutti). Nel primo album ci è riuscito in pieno – si sente la genuinità e il buon intento; nel secondo (tranne due eccezioni: Il Giovane Mario e Bruno mio dove sei?) la fa da padrone il motto “squadra che vince non si cambia”.
Ammettiamolo: Lei, Lui Firenze è praticamente Italian Dandy tre ottave più su.
Il Teatro non lo tollero perché mi sta sul cazzo il cantante, con quel suo atteggiamento da “Basta con queste canzonette di merda!”; come se fosse arrivato il Prince di Rocella Jonica, il David Bowie della costiera amalfitana. Insomma, l’innovatore de noantri.
Tre toni, non tre ottave. Pardon.
Infatti mi sembrava strano, al concerto suo al Metarock non ho visto nè un Whammy nè una pressa da fabbro per comprimere le gonadi.
Ripeto: Brunori non mi dispiace.
questo post ha la stessa insopportabile e ingiustificata presunzione di una canzone dei cani.
È per questo che ha avuto successo.
Comi si direbbe tra maniaci del web: Epic Win! O come preferirei io: la risposta perfetta. Un plauso.
Uno dei momenti che preferisco, nel mondo dell’Indie in generale, è quando, ad un concerto, il chitarrista si permette di cambiare chitarra. Magari passa da una Gibson del 65 (valore 10.000 eurini) ad una Telecaster del 69 o giù di lì (valore…tanto)…il suono non cambia minimamente. Una distorsione continua accompagnata da quintalate di feedback gratuito…
Grazie Indie per farmi sentire ogni giorno un musicista/fan della musica migliore…
Rispetto.
vabbè in pratica e’tutto contro “i cani”
Diciamo che sono quelli che beccano più categorie.
grandioso!!
Mr. Tambourine,
sei riuscito a esprimere esattamente il mio pensiero. Complimenti. Purtroppo siamo in piena decadenza musicale (e umana…direi).
Io faccio il musicista di professione e mi trovo schiacciato tra l’indie da una parte e gli Allevi dall’altra….siamo veramente messi bene! La musica è arte che va coltivata. Io non sono nessuno però ascoltate chi ha veramente fatto la musica al di la dei tempi e dei generi:
Bach, Pat Metheny, Fabrizio de Andrè, Sting, Mozart, Miles Davis, Stevie Wonder, John Coltrane, Pink Floyd, Michael Brecker, …e potrei scrivere ancora infiniti nomi di ieri e di oggi!
Buona vita e Buona musica a tutti! ciao
Uddiu, Allevi no, ti prego, non si può vedere/sentire/supportare.
Allevi proprio no.
Buona musica a te.
c’è da dire che gli offlaga di socialismo tascabile e i massimo volume di lungo i bordi spaccavano i culi
Tu sei un gran paraculo e lo sai, Claudio, ché a te non frega proprio niente dell’Indie, nel bene e nel male, ma immagini la massa di quanti correranno qui a commentare che non capisci niente, l’arte ecc.
C’è niente da fare, stai avanti, Cla’ ;^)
Eheh.
Diciamo che so in anticipo quali post possono piacere davvero.
I Dispo, nonostante abbiano un nome lungo, non c’entrano nulla con gli altri gruppi citati. I Dispo sono dei musicisti, non parlano, etc. etc.
Sono fenomeni.
Potrei scrivere una “Guida alla realizzazione di un post di sicuro successo” parlando del modo con cui è scritto questo post…superficiale e anticostruttivo.
Fallo.
Secondo me l’ autore di questo articolo…non capisce un cazzo…
L’ho sempre detto io che tutte ‘ste cose indie, biologiche e omeopateche sono una stupidaggine.
La cosa migliore dei posto come questo è la massa di commenti dei fan…
Li attendevo con ansia.
Dov’è che sta il mercatino vintage? Che giorni?
http://youtu.be/_54tFM6SpL0
Sottoscrivo in pieno.
Ogni paese ha ciò che si merita, musicalmente e culturalmente, credere di fare musica alternativa inserendo dei rumori ritmici di sottofondo e recitano degli aforismi filosofici intervallati dall’elenco telefonico non fa di loro dei musicisti come non rende chi li ascolta degli intellettuali.
Preferisco di gran lunga Cantagallo di Robin Hood che almeno sa suonare il liuto.
Saluti e buon Prog vi faccia!
Per quanto la mia fede indomita nell’alfa privativa e il cieco credo nel “so’ contro” mi renda facile accogliere il tuo urlo di dolore hipsterico nei confronti dell’agonia della melodia, della banalizzazione dei testi e della diffusa incapacità di imbracciare un qualsiasi strumento io una cosa te la devo proprio dire: ma quanto è indie questo post?
così mi riporto subito ad un livello indipendente socialmente accettabile! p.s. ma senza di loro di cosa mai scriveremmo! io un po’ li amo!
e ora per stemperare i toni ti faccio una di quelle faccine da ebete tipo questa
È molto indie. Per definizione gli indie spalano merda sugli indie.
è ciò che volevo sentirmi dire. grazie.
Per me scrive un sacco di stronzate questo… Cioè, per certe cose ha ragione, tipo che si tende a omologarsi in un panorama dove l’omologazione dovrebbe essere inesistente, è pure vero che si tende a copiarsi, a creare scenate dove è protagonista il nosense ecc.. Peró dai, “parlare di cose inutili” non l’ho capita ( quali sarebbero le cose utili di cui parlare in una canzone? Dovrebbe avere un testo in cui si spiega come cucinare un piatto di pasta? Vabbè…) , “Essere incapaci di suonare” quando ci ritroviamo migliaia di gruppi fatti da musicisti capaci solo di riempire basi scarne e triviali con virtuosismi mirati solo e esaltare le proprie doti innate, con giovani musicisti che li guardano con gli occhi brillanti pensando si tratti fi gesú, quando a mio parere la semplicità spesso supera la complessità eccessiva. “parlare al posto di cantare” perchè dove sta scritto che bisogna sempre cantare? Vorrei saperlo, se esiste un “manuale di scrittura canzoni” dove si precisa questo. Scommetto che l’autore dell’articolo lo possieda, anzi, sicuramente ne ha scritto lui uno. E poi, i nomi. Nomi egocentrici, forse studiati e trasformati da banali ad affascinanti cosí, senza motivo. Forse. Ma allora sentiamo… Quali sarebbero i nomi che dovrebbero avere i gruppi per sembrare seri? Cioè, boh. Qui è arrivato il dottore, pronto a giudicare… Cazzo, l’indie è un genere come tanti. Essendo musica, è anche arte… E l’arte è liberta, è interpretazione pura, è comunicazione di sentimenti, emozioni, o quello che cavolo ti pare. Non puoi analizzaroo cosí e generalizzare in questo modo…Non puoi dire che l’indie italiano fa schifo per questi motivi. Certo, non sarà il massimo per certi aspetti, ma mi sembra che l’autore qui abbia in mano le regole sacre della musica, attraverso le quali puó riconoscere cos’è decente cosa no… Perfavore, per me st’articolo è ridicolo
Be’, la fila e la selezione all’ingresso delle discoteche è una cosa inutile. L’anelito di essere indie anche. Potrei continuare a lungo.
E poi basta con questa stronzata che tecnica e composizione sono alternative: c’è chi suona bene e fa ottima musica. Chi suona male e fa ottima musica. Chi suona male e fa musica di merda (ogni riferimento eccetera).
Potrei andare avanti a lungo ma le puttanate presenti nel tuo commento mi hanno stancato alla seconda riga e non credo di voler spendere altre energie a commentarle.
Cordialità.
ecco, queti sono i risultati del garantismo per cui tutti fanno tutto e dove vale tutto non vale niente..così dice il vate…l’espressione è sacrosanta ,certamente , ma nel nostro caso va bene anche la merda..
Bastava fare un articolo con scritto semplicemente “Lo stato sociale sono lammerda”
Un parere più esplicito sul Teatro degli Orrori?
È il parere di una persona e lascia il tempo che trova.
Grande musica, testi a volte arguti, parecchia spocchiosità, dopo tre o quattro pezzi mi rompono il cazzo.
Ci sono tante cose non dette tra voi che vi proponete come grandi conoscitori del mondo musicale.
Mi dispiace solo che nessuno di voi abbia mai pronunciato la parola “sperimentazione”.
Vi lascio ai vostri discutibili commenti, chi pro chi contro.
Io nel frattempo mi metto “Le corde di Aries” ed imparo. e godo.
ma come mai non vi piace il teatro degli orrori? a me la parte strumentale sembra molto buona…mi argomentate il vostro parere?
(non sono loro fanboy, sono solo un curioso)
Qua.
Bentornato, indelicato e caustico terminator!
io ho un microkorg…mai pensato di farci musica seria per fortuna
TVB
sei appena stato letto su radio2, durante moby dick. mi sa che il contatore si impennerà…
infatti ho visto che lo condividevano su fb dicendo “eccolo” quindi lo immaginavo. IMPENNATI MR T!!! YUYUYUYUYYYYYYYYYYYY
Fico.
premetto che nella vita mi importa solo della figa e del calcio…Detto ciò, per tutti quelli che dicono che criticare l’indie è di moda….no, l’indie è moda, causa di uno dei più grandi fenomeni di omologazione del mondo. Questo perchè fa scopare. Se non facessero scopare nessuno si metterebbe gli occhiali da sfigato o si allaccerebbe la camicia fino all’ultimo bottone. Chi capisce questo, dell’indie se ne fotte e cerca di chiavare in altro modo. Oppure diventa indie, ma lo fa senza dargli tutto quel peso di cui è caricato. Quindi criticare l’indie è semplicemente una cosa da gente che lo prende per quello che è, un metodo come un altro per accappararsi patata, in un mondo in cui la competizione è ormai a livelli altissimi. Niente di più. A me piace deriderlo per quanto la gente lo prende sul serio, non in se per quello che è
Un commento intelligente.
quoto
Ahah sei un grande, non seguo il tuo blog ma per un motivo o per l’altro ci finisco sempre
Il miglior troll della scena indie italiana, direi! L’hai già fatto un articolo in cui insulti i Muse e quella roba lì? Magari tipo prendi un po’ in giro i primi dischi e elogia l’ultimo, secondo me si incazza un mucchio di gente!
Perchè proprio Roma Nord?
Perché è trendy.
Mamma mia, l’ironia non è più di questo mondo! Sappi che mi sento OFFESISSIMO, ho un paio di canzoni degli MGMT e del Teatro degli Orrori nell’iPod. Brondi no, alla terza traccia mi azzera l’elettroencefalogramma.
Ascoltate i Moustache Prawn e non ve ne pentirete.
Ohh si sentiva il bisogno dell’ennesimo pezzo dell’ennesimo italiano che si lamenta di tutto, che probabilemnte non sa fare un cazzo e che se fosse vissuto negli anni 70 avrebbe criticato de andré perchè troppo politicizzato, Guccini perchè arrogante, De Gregori perchè poco chiaro. Ma chissà quanti ti hanno infastidito, quanti sono sopravvalutati, quanti fanno i film tutti uguali. Perchè non mi fai una bella lista della musica da sentire, dei film da vedere, dei politici da votare? Che ne dici? Poi magari ci incontriamo e ci lamentiamo insieme di qualcosa? Devo mettermi gli occhiali quadrati? Ho una sciarpa a tinta unica, va bene lo stesso?
Questo vince di diritto il premio per il commento più triste di tutto il post.
I Radiohead fanno schifo al cazzo
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHH!!!
(avevo deciso di non commentare ma mi hai fatto cambiare idea)
Ma dici che non ti piacciono, che non sono genere tuo, “fanno schifo al cazzo” è proprio un’opinione inadatta. Se ti becco ti sgozzo. SALLO.
non so cosa significhi trollaggio ma in sei parole hai detto una bella cazzata. Potremmo insieme analizzare la loro produzione per arrivare alla conclusione oggettiva che negli ultimi 20 anni i R sono stati i più grandi di tutti, ma caro, con un commento così ho come l’impressione tu faccia le elementari, io vado per la seconda laurea
Concordo, i Radiohead sono stati l’ultimo gruppo a cambiare la storia della musica.
In sei parole hai espresso più trollaggio di me in un intero post.
Ho il dono della sintesi.
Anche il dono del trollaggio, ma qui era facile. Ora provo a mettere “I Radiohead fanno schifo al cazzo” come status di Drink! su fb perché le risposte non mi hanno appagato molto. A parte CQ
Sei brutta gente!
ho smesso di leggere a «La scena indie italiana sta attraversando uno dei periodi più floridi degli ultimi anni».
Hai fatto bene, una rottura di coglioni in meno, suppongo.
al grande pubblico sono arrivati in cinque al massimo, in tanti anni.
Cita.
http://vimeo.com/m/47719086
Il tuo pezzo è la trasposizione scritta della canzone “mi sono rotto il cazzo” dello stato sociale, che tu tanto critichi. Infatti stai riscuotendo tanti apprezzamenti criticando tutto e tutti, mettendo ogni cosa a tiro in uno stesso calderone. Stai solo parlando di quello che hai appena fatto.
È bello quel pezzo, peraltro.
RISPOSTA GENERICA A CHIUNQUE SI SIA SENTITO IN QUALCHE MODO OFFESO DAI CONTENUTI DEL POST.
Se pensate di trovarvi di fronte alla critica di un purista della musica il cui orizzonte musicale non va oltre il ’79 e che pensa che tutti i gruppi attuali facciano cacare vi sbagliate di grosso. Il mio criterio principale per giudicare un gruppo valido o meno è la sensibilità che esprime: se apprezzo il modo in cui una band guarda e racconta il mondo, per me merita successo. In questo senso mi piacciono i Cani, Brunori Sas, gli Offlaga, i Massimo Volume e in generale quasi tutti quelli che ho menzionato, se si eccettua Vasco Brondi (non me ne vogliate, semplicemente non ce la faccio: mi spacca il cazzo alla seconda canzone).
Mi piace parlare con cognizione di causa, per questo non tratterei mai argomenti che non conosco bene. Solo che, ascoltando io stesso la musica che cito nel post, ho notato una serie di aspetti comuni e mi sono divertito a metterli alla berlina in maniera semiseria, perché è l’unico modo che conosco.
Il problema sorge quando la gente pubblica il mio post giudicandomi come un coglione o come uno che “finalmente le canta a tutti”. Il problema è di chi vede una critica distruttiva dove ci sono solo concetti di cui sorridere tutti assieme. Se avessi voluto fare una critica ponderata e razionale non l’avrei pubblicata sul blog, piuttosto l’avrei proposta a qualche webzine musicale.
Il Management del Dolore Post-Operatorio, Lo Stato Sociale e il Dispositivo per il Lancio Obliquo di una Sferetta hanno pubblicato l’articolo sulle loro pagine, non se la sono presa e anzi mi hanno risposto a tono. Che è nelle regole del gioco: nel momento in cui scrivo qualcosa del genere il minimo che posso aspettarmi è che la gente mi prenda in giro a sua volta.
Suvvia gente, non se la sono presa i vostri beniamini, mi pare ridicolo che ve la prendiate voi.
sei un pò uno sfigaz
A me pare, ma vorrei sentire un po’ di opinioni, che il neo cantautorato italiano preso di mira nell’articolo, oltre a non avere pressochè alcuna rilevanza nè culturale nè discografica (se paragonato al cantautorato di 20-30- 40 anni fa) sia la trasposizione musicale dell’ipercomunicazione di oggi. Mi pare la conseguenza diretta di un mondo in cui tutti, attraverso facebook, twitter o instagram, possono esprimersi senza più filtri, sovente in un italiano approssimativo, senza verificare le fonti, talvolta per il semplice gusto di farlo senza avere nulla di interessante da comunicare. La maggior parte dei post su facebook ha la stessa dignità letteraria delle care vecchie scritte sui muri del liceo (Giuly ti amo, forza Juve, viva la figa etc), ma godono di una diffusione istantanea e globale.
La musica di Brondi & C. mi pare un po’ la stessa cosa. Testi per lo più privi di profondità, senza guizzi, forse vagamente immaginifici, ma null’altro. Figli dell’uso casuale della lingua italiana, figli di una generazione che è informatissima, ma non sa elaborare quasi nulla della miriade di informazioni di cui dispone. E allora, visto che manca “il succo”, mettiamola sullo scabroso, facciamoci crescere i baffi e indossiamo una feluca, diciamo cacca-culo così ci rendiamo visibili e passiamo per essere scomodi, corrosivi. Ma il solo testo della “Guerra di Piero” azzera tutta la produzione dei cantautori 2.0.
Per non parlare della musica, spesso un compiaciuto (e riuscito) tentativo di risultare il più possibile sgradevoli all’udito.
Ultima considerazione, scusate la prolissità: ma perchè tuttti parlano del “ritorno dei cantautori” dopo la ggrande nidiata degli anni ’60 e ’70? A me pare che di grandi cantautori ce ne siano sempre stati. Dente o Brondi sono cantautori e Ruggeri,Gazzè Bersani, Morgan, Turci e Bersani no? Non sarà forse che quelli appena citati hanno l’imperdonabile difetto di saper scrivere, arrangiare e suonare ottime(talvolta geniali) canzoni senza ricorrere ad urla sguaiate, chitarre scordate e testi di vaga e grossolana protesta?
Mi piace moltissimo quello che hai detto e mi piace soprattutto come l’hai detto, Pittone. I passaggi che mi hanno colpito di più:
Il tuo commento potrebbe essere un post a parte ed è in assoluto il migliore apparso in questo articolo, secondo la mia opinione.
Anche io non penso che il cantautorato non si sia fermato agli anni ’60 e ’70. Poi è normale che volendo perculare i gruppi indie la cosa riesce meglio se metti al loro fianco un paragone illustre. Ma mi piace Dente, amo molto i Bluvertigo, mi piace anche Daniele Silvestri e non solo.
Grazie!
Ho messo bersani due volte..intendo sempre samuele non pierluigi…
quello che dici nel punto 1 l’ha già detto Henry Rollins in un video che mi fa troppa fatica trovarti…
…tra l’altro il blog per mail mi arriva con l’RSS così tardi che c’è già una sfilza di commenti lunga un kilometro, mi viene l’ernia solo a pensare di leggerli specie essendo arrivata dopo i “fochi” …
Eh. Iscriviti all’RSS normale.
RSS normale? Quois?
http://feeds.feedburner.com/ciclofrenia-it
il punto due è obsoleto vista la poca necessità di lyrics che abbiano senso nella musica di autori come Beck (ma anche Dead Can Dance e persino Dylan in certi casi) la cui di loro medesima stessa musica è validissima anche se fosse cantata in URDU…
per non parlare poi dei Sigur Ros che aiutami tu! Quando ululano come gatti in amore in quella famosa che non trovo i puntini per scriverne il titolo, mi dicono sorti autorevoli che lo fanno in merito al cambiamento di batterie per qualche apparecchio elettronico)…
BECK?!
Ma stiamo parlando di indie italico, tesoro!
certo dolcezza, ma il non-sense non è un deterrente nella musica (se ovviamente c’è musica che supporti il tutto!)
Non c’entra un cazzo col post, comunque questo blog sta perdendo colpi: sono mesi che non si parla di cumfarting.
Cazzo, è vero, dal 17 febbraio.
Bell’articolo!
provocatorio il giusto.
La musica indie non nasce sicuramente in Italia, ma è normale che quando in Italia ci arriva, diventa succube della cultura della tv, e quindi conta solo più l’immagine e non il contenuto.
La colpa però la attribuirei più ai “vecchi” che poi sono quelli che salvi nei commenti, perchè sono proprio loro che hanno lanciato questa bella moda.
I Teatro degli orrori dal vivo rompono i coglioni dopo due canzoni perchè c’è solo chitarra distorta, ma nel pubblico tutti muovono la testa come davanti al messia.
I bud spencer suonano bene, come altri 100.000 musicisti in Italia, copiano non solo nel nome john spencer e dobbiamo pure salvarli?
Il problema però è che nuovi artisti “veramente” indipendenti ci sono eccome, ma vengono fatti fuori perchè a presiedere ai vari concorsi o nelle varie etichette ci sono proprio loro, i “famosi” dell’indie.
Per fortuna dopo un’onda ne viene un’altra….
Interessante. Mi fai qualche nome degli artisti veramente indipendenti?
articolo geniale,ogni volta che ne parlo io,piu’ meno con gli stessi toni, i dementi credono che rosichi perchè sono invidioso del loro successo(canto e suono in un gruppo),la volpe ubriaca non cerca l’uva (sandro lelli)
alesSANDRO: Sì, sei decisamente invidioso. Probabilmente canti e suoni male. Un bravo artista non disprezza i “colleghi” di talento e successo. Se lo fa non è un bravo artista ma un cazzaro.
coniglione,io non sono un vegetale e ho i miei gusti,poi che tu creda,magari anche a ragione, che io faccia cagare musicalmente e’ sciocco e stucchevole dato che non hai mai ascoltato nulla,fattella una risata ogni tanto,ho insultato i tuoi idoli?
Caro Alessandro Lella, avrò piacere di ascoltare una delle tue composizioni senz’altro. Sempre ammesso orecchio umano riescano ad udirle. Detto questo ciò non toglie che disprezzare “colleghi” solo perché di modesto successo ti disegna come ignorante e invidioso. La risata me la fattellerò, non preoccuparti. Già rido a leggerti. Spero che non canti come scrivi. No non hai insultato i miei idoli. Hai insultato il buon senso, la grammatica, l’intelligenza, il buon gusto. Il buon gusto di tacere invece di renderti ridicolo.
COniGLIONE dato che fai lo spocchioso parlando di grammatica(sintomo di chi ha poche idee da esporre)ti informo(ma questo era palese)che il mio era un errore di battitura,tu invece magari dopo il sempre ammesso mettici un “che” che ne dici?sei veramente pietoso,era meglio se non avessi risposto,fidati.Comunque vedo che hai accusato il colpo, torna alla vita di merda che fai,addio spocchia-man!
Povero Alessandro Lulli. Sei così tenero, lì da solo, con i tuoi occhioni cisposi. Seduto sulle tue stesse feci. Ad arrabattare una risposta battendo frenetico su di una tastiera, ignorando le basilari regole della grammatica, della sintassi, dell’ortografia. Pisciandoti addosso dallo sforzo. Un po’ come quando provi a suonare e cantare. Con risultati, immagino, che ti pongono un gradino sotto Truce Baldazzi. Che a differenza tua, però, è bello.
“Sempre ammesso orecchio umano riescano ad udirle” (cit Coniglione)….. dai non fa niente, stavolta è andata cosi,magari un giorno imparerai a scrivere e capire cos è una principale,una coordinata,una subordinata,intanto continua a fare i gesti come la maggior parte degli italioti,torna nella caverna coniglio.ps: non ti nascondo però che hai fatto ridere me e tutti quelli che hanno letto le tue puttanate,sia per i contenuti che per la tua divertentissima e singolare “grammatica”,prova con Zelig,secondo me avrai successo e io continuerò ad invidiare te e i tuoi idoli! AH coniglione non rispondere più che peggiori la situazione,non puoi iniziare e chiudere una “frase” cosi’(“Seduto sulle tue stesse feci.”) o (“Pisciandoti addosso dallo sforzo.”)ci sono dei punti da rispettare e il gerundio nel 2°caso indica un azione che si sta volgendo,non la puoi chiudere cosi’ cicciobello!chiama mammina per farti fare qualche correzione prima di premevere invio col tuo ditino da cavernicolo!Però sei tenero,ciao ciccio!
ah non rispondere che era più adatto scrivere “SAREBBE STATO MEGLIO SE NON AVESSI RISPOSTO”..l’imperfetto colloquialmente(specie con i dementi) va bene lo stesso.addio!!!
Alessandro cerca di procurarti almeno una copia del Devoto-Oli. Sei illeggibile.
scara faggio..l’invidia annebbia la vista
troppe seghe mentali e non scara?poi mi diventi cieco,occhio!saluta il compare coniglione,siete la coppia più spassosa dell’universo,grazie d’esistere..
Divento cieco a continuare a leggere i tuoi commenti. Sono scritti talmente male che mi fanno sanguinare gli occhi. Sei davvero mediocre in tutto quello che fai. Non oso immaginare che merda inascoltabile debba essere la tua musica.
Lolla. Dopo il punto ci va lo spazio! Non so dove vuoi andare a parare con il tuo pippone grammaticale. Però mi sembra tu ti sia cagato addosso dallo sforzo. Mi dai un link alle tue canzoni, per favore?
Nessun pippone Coniglietto…,descrivevo la realtà(quella tua purtroppo)LIINKAMI IL CULO CHE MI SONO CAGATO ADDOSSO,addio coni,chissà… un giorno ci vedremo e berremo insieme qualcosa
coniglione!peccato che tu non possa godere della tua ridicolaggine ,sei davvero uno spasso..mmm senti un po’..e il passo in cui la tua splendida grammatica fa sfoggio di se quando scrivi: orecchio umano (che) riescaNO!! che cos’e’ un plurale maiestatis x sua santità L’ORECCHIO? Torna a casa da bravo…raramente fu fatta una figura di merda cosi’..sei un grande!
Lanciamo un Telethon per donare una barra spaziatrice al povero bambino affetto da leggero ma invalidante ritardo psichico Alessandro Lolli.
@Scara Almeno Coniglione risulta divertente,con te è come sparare sulla croce rossa,quanti hanni hai?in che istituto ti hanno messo? La tua superficialità va oltre l’immaginazione di un ottantene che si è appena fatto di crack..
SCARA PERDONAMI!!!!Ho lasciato una n su ottantenne scara!SCRIVIMELO SUBITO SCARA!!!!!!!!MI MANCHI!!!
Mi preoccupa di più “quanti hanni hai”. Sono sicuro però che se ti metterai di buona volontà, un giorno anche tu potrai diventare possessore di licenza media. Certo la strada è ancora lunga, ti consiglierei di lasciar perdere la “carriera” musicale, che non sarebbe andata comunque più in la di registrare 2 pezzi con la videocamera del telefono.
Questo compete di diritto al premio per il commento più triste del post insieme a quello di Vince.
il mio o quello di coniglione?
Quello di Coniglione, naturalmente.
Gentile Claudio Delicato. È il tuo blog e quindi se mi permetto di perculare un tuo commentatore affetto da leggero ma invalidante ritardo, sono solo un ospite. E non oserei mai riservare un analogo trattamento al padrone di casa, essenzialmente perché sono una persona educata.
Ma insomma. Vincerò pur il premio commento più triste del post. Ma come post più triste dal 1934 credo tu sia, con questa banale e trita trollata, in nomination. Un suggerimento? Come dice il buon Lella, fattella una risata.
La mia era una risposta a te. Gli indent esistono per questo. Fotte sega se insulti i commentatori, fotte sega anche se insulti me.
Scusa Claudio… ma non ho capito ciò che scrivi. Senza rancore ma temo tu non sia divertente. Un po’ come tutti quelli che tentano di essere divertenti e originali fallendo miseramente. Quindi eviterò di baloccarmi con te. Tuo diritto scrivere un post ridicolo per tendere l’esca agli allocchi. Se permetti gioco un po’ con uno degli allocchi che hai catturato. Non ho davvero interesse a trollarti. Cioè. Il miliardesimo post contro Brondi, Brunori Sas, Stato Sociale, Offlaga e indie vari non è originale, non è divertente, non è ficcante. È una cagatella moscia che solletica i milioni di invidiosi che popolano il web. C’è troppa poca trippa per gatti per divertirsi. Però vedi, mi hai tirato in ballo tu. Dandomi il premio di commento più triste. E in fondo, un po’ mi sento onorato. È come ricevere il premio oftalmologia 2012 da Jimmy il Fenomeno. Ora, se ti va, faccio come il gattino col topo con il mio amico Alessandro Lella. Che è adorabile.
Gentile Claudio, a presto e con immutata stima.
Mr. Tambourine, questo post è scritto addirittura peggio del tuo libro. Un’impresa ardua.
Scara, sei decisamente invidioso. Probabilmente scrivi male. Un bravo artista non disprezza i “colleghi” di talento e successo. Se lo fa non è un bravo artista ma un cazzaro.
Che pena: vi si può trollare riscrivendo ciò che dite, non siete neanche in grado di mantenervi coerenti, che ritardati mentali.
Gen, quando cerchi di risultare intelligente appari forzato e fuori luogo. Si vede che non è la tua vera natura. Lascia perdere. Non mi risulta che Claudio Delicato abbia successo. Non parliamo poi del talento. Ha scritto un romanzo mediocre, narrato malissimo, pieno di trovatine patetiche e frasi fatte. Un disastro. Mancano proprio le basi della narrativa. Prima di scrivere un libro, avrebbe dovuto leggerne almeno uno. Ha pubblicato a pagamento. Lo può fare chiunque, non serve essere capaci a scrivere. Basta tirare fuori i soldi. Pubblicare a pagamento ti rende scrittore quanto comprarti una laurea in chimica ti rende scienziato. Ci si lamenta della crisi del mercato editoriale. Se tutti i libri sono scritti male come quello di Claudio, è un bene che non li compri nessuno.
Non ho pubblicato a pagamento.
Per il resto continua pure, i rosiconi che postano commenti patetici sui blog altrui perché non hanno le palle per esporsi in prima persona mi divertono molto.
Mi sa di sì.
http://deliriumhouse.com/costi/
Quando ho pubblicato con loro la Delirium era appena nata e non faceva editoria a pagamento. Poi per carità, puoi tranquillamente continuare a pensare che le cose stiano come credi invece che come sono nella realtà. Per il resto me ne sciacquo le palle di quello che pensi di Roma, lato B: il mio romanzo è un prodotto e in quanto tale è soggetto al sacrosanto e insindacabile giudizio di chi ne usufruisce. Ma questo, in quanto autore di un disco dalle mediocri recensioni, dovresti saperlo già.
Il problema sostanziale è che è una settimana che perdi tempo tra le pagine di questo blog ad ammorbarci i coglioni con i tuoi patetici pipponi livorosi e lo fai perché ti è stato toccato non Carlo Emilio Gadda, ma Lo Stato Sociale (che peraltro ha preso il post in maniera molto più divertita di te). Quindi puoi continuare a scrivere quello che vuoi, ma io vinco in partenza, anzi, continua perché mi diverte.
Facciamo così: visto che il tuo desiderio di vedere il tuo nome in calce su queste pagine è così irrinunciabile, vedo di mettere su una bella recensione del tuo disco da servire in pasto a mezza blogosfera, per quanto temo che il successo possa essere limitato, dato che a nessuno frega un cazzo di un Marco Scaruffi qualsiasi.
Ma mi ci divertirò, dai: del resto ho scritto più di un articolo sui fenomeni da baraccone su YouTube.
A presto, quindi!
Credo si possa anche evitare.
In ogni caso grazie per la pubblicità.
http://scara.bandcamp.com/
Ne approfitto per caricare della roba nuova
Bravo Gennaro, mi citi. Hai imparato la lezione. Sei stato bravo. 8+
scara sei stato attento,almeno le h le riconosci,era uno specchietto per le allodole,non sei poi tanto male visti i post precedenti,vai scaraaaaaaaaaaaaaaaa!!!! sei un grande!!!e chi se lo hhhhhhhaspettava dahhhhh tehhh!!!!
SCARA QUI DALLE PARTI MIE VORREMMO FONDARE UN FAN CLUB (o meglio fun club) dacci un pò di info su di te!!! NON TI FAREMO SFIGURARE,FIDATI!!!!…WE FUCKIN’LOVE U!SCARA!SCARA! SCARA! SCARA! SCARA!SCARA!
Lella, sarebbe divertente continuare a prenderti per il culo, purtroppo le tue latenze mentali non ti permettono di intrattenere una conversazione e rispondere a tono, quindi credo che non sia il caso andare avanti.
scusami non posso più fare a meno di te ormai,ti direi che sei come il miele per me,il problema però è che sono una mosca scara,i love u!!!!we love u!!!!ps leggo in giro tuoi altri post,scrivi davvero bene,magari fai periodi un po più lunghi,alle elementari ricordo alcuni miei compagni con un po’ di ritardo scrivevano tale e quale a te per non imbattersi in coordinate e subordinate. Ciao.Scara.Scrivi.Davvero.Bene.
Non dimentichiamo Kruger dei Nobraino che si rasa a zero sul palco del primo maggio a Roma…..
Altri elementi fondamentali:
1. Indossare una cravatta annodata larga;
2. Avere un elemento femminile all’interno del gruppo.
Oh ecco, hai aggiunto due particolari nuovi e giusti.
Ti sei dimenticato gli occhiali ray ban e/o camicie a scacchi. Se poi c’hanno pure le barbe, è fatta.
Questo post non lo digerisco. Forse perché la cucina indie non fa per me. Troppo speziata.
Sto fuori per un post, torno, e trovo un grande post.
(clap)
Ma LoL che cazzo ho scritto
Caro Mr. Tamburino
Certo che lei è proprio bravo a sollevare vespai…conosce i suoi “polli”….bravo!
Se avrà bisogno di una tutela legale per essere difeso contro i “pseudogruppi” da lei citati e soprattutto dai fans scatenati, mi contatti.
Sempre a sua disposizione.
Avv. Gennaro Ficarazzi
Una presenza costante, confortante.
Veramente mi sembra un avvodkato. Nel senso che ha bevuto. Pure parecchio.
Silvan, che fine avevi fatto?
Ho fatto la fine di quelle annoiate a leggere cazzate. Perché non fate a gara a chi ce l’ha più lungo? Siamo lì. Poi fate una bella classifica e ci sarà senz’altro qualche cretina col cervello in stand-by interessata all’argomento, da rimorchiare peruna botta e via. Io mi limiterò a premiare il vincitore con due ceffoni ben assestati in piena faccia. E a dare calci nel culo alle cretine.
Gentilissima Signorina Silvan
La ringrazio per essersi preoccupata del mio tasso alcolemico. Sinceramente, alla vodka preferisco il single malt (un Oban potrebbe andar bene).
Mi spiace che lei sia molto inacidita con il mio cliente, ma a me pare che abbia toccato con questo post dei nervi scoperti, vista le numerose reazioni….
Prendiamoci meno sul serio e fatevi una risata, suvvia!
Cordialmente
Avv. Gennaro Ficarazzi
Tutto vero. gurdate il caso dei lust perroz. senza i loro avvocati non avrebbero fatto un cazzo… Ti voglio presidente.
altre categorie che “svoltano” Non sopporto piu’ il mondo musicale in italia. Karaokisti allo sbaraglio nei vari talent-show (!?) televisivi, karaokisti allo sbaraglio anche a sanremo, ma insieme a cariatidi da riciclare e zombies alternativi che cercano finalmente di “svoltare”. Il 98% dei gruppi cerca di coniugare i Metallica con testi neomelodici, vestono di nero e hanno occhiali da sole anche nel cesso a mezzanotte. I cantautori si dividono in tre categorie: gli storici, detti anche “quelli con lo spolverino nero”, gli impegnati, rigorosamente in nero anche loro, ma con giacca, dolcevita o camicia nera, optional apprezzato una vezzosa sciarpetta rossa o etnica, capelli brizzolati, preferibilmente mossi. Terzi e meno diffusi i “ veri zombies”. Vengono dagli anni 70’ e 80’, capelli grigi incolti e lunghi, volti emaciati e grigiastri, giacchette due taglie piu’ piccole con maniche tirate su, voce da pre-coma e testi da emarginati post-mortem. Amen
Luigi, ma a quali concerti vai tu? Ma dici in Italia? Ma sei sicuro? Non è che hai sbattuto contro uno spigolo, sei in coma e stai vivendo una realtà parallela onirica popolata dai tuoi incubi?
Help.
Vediamo se funziona. Magari si distraggono.
http://www.youtube.com/watch?v=N_UzD-NFEj0
Tamburino, ho visto che ti offri di recensire il disco di Scara. Ora, siccome io sono il suo agente e mentore ci ho riflettuto su. Sarebbe una buona idea! Tu ne parli male in modo salace e con lo stile claudicante (nomen omen) che ti è proprio. Ne sottolinei ridancianamente le manchevolezze artistiche e tecniche. Poi noi spammiamo il tuo articolo su tutti i canali… Alla fine anche la cattiva pubblicità è buona pubblicità. Ad esempio – finito qui per vie traverse – ho letto il primo capitolo del tuo libro. Mi ha fatto cagare dagli occhi. Non è un’offesa, eh. Ma semplicemente è fisiologico sbagliare se si è dilettanti. È giusto. Se non fosse così saremmo tutti geni che nascono imparati. Ma siccome gli errori sono così grossolani da risultare grotteschi e quasi irresistibili ho fatto leggere il tuo incipit a TUTTI i miei amici. Vedi? Certo il mio era voler mostrare come NON si scrive se si vuole fare narrativa. Ma il risultato è che hai ricevuto una grossa pubblicità e molti hanno letto le prime 10 pagine del tuo ebook. Ora diverse persone in più ti conoscono. Non male, no?! Quindi se ti va di fare una bella recensione piccata, evidenziando inesperienze e ingenuità del mio assistito che si confronta con un mondo nuovo come quello del cantautorato e dell’autoproduzione, te ne saremo grati. Grazie. Un abbraccio.
Dai dai Claudio! Con cattiveria però!
bello, poi se sapessi cantare anche solo un po’ sarebbe pure meglio. mr. tambourine, dovresti bloccare i commenti solo per impedire a questa merda di essere ascoltata.
comunque non avete capito contro chi vi siete messi, questo è uno dei blog più visitati in rete (è arrivato in finale ai macchianera come miglior blog gli ultimi due anni) e mr. tambourine ha un casino di gente dalla sua parte, come vedete dalle condivisioni e dai commenti. è sicuro che se scrive un articolo su di te sarà il primo risultato su tutti i motori di ricerca quando cerchi il tuo nome.
tambourine è capace di farti diventare il nuovo trucebaldazzi in dieci minuti (è stato lui a smerdare per primo forced e niko e la settimana dopo li ha presi per il culo il trio medusa su rai2 davanti a mezza italia) e tutto questo solo perché te la sei presa per un articoletto del cazzo in stile vice magazine sui gruppi indie, neanche ci suonassi tu
io ti consiglio di ripensarci finché sei in tempo, poi vabbè contento tu contenti tutti.
Hmm si, il mio Ep vecchio era un po’ acerbo, non sapevo cantare. Alcuni pezzi sono un po’ stonicchiati, mancava un po’ la gestione corretta della respirazione. Le canzoni nuove vanno abbastanza bene dai.
Mi scusi, il suo cognome è Ventato? Non promette granchè bene, per il lancio di un disco…
Uno dei blog più visitati in rete? Enzo, hai le idee un po’ confuse. Mi sa che Internet non fa per te. Prova col telegrafo. I post hanno una media di trenta commenti, questo è un caso a parte perchè è una rosicata.
30 commenti non sono affatto pochi, se guardi anche gilioli spesso ha un numero di commenti simile. sto sito era l’ottavo blog in italia fino a poche settimane fa su labs e a macchianera era in competizione con gente tipo paolo nori.
e poi non contano i commenti ma le visualizzazioni, e mi fa ridere che dici che questo è un caso a parte, perché se tambourine scrive un post su di te sarà proprio un post di questo genere e quindi farà un casino di visite (sto post è stato letto a moby dick su radio2, la gente ciclofrenia lo legge, questo è un dato di fatto).
gli articoli cattivi di mr tambourine sono quelli che hanno più successo e purtroppo a te toccherà la stessa sorte.
per l’ultima volta, io te lo dico perché non vorrei mai trovarmi nei panni di uno smerdato da tambourine, perché sa essere cattivissimo, ha un blog seguitissimo e in più conosce benissimo il web, quindi sa come scrivere un articolo in modo che sia condiviso da migliaia di persone (questo e altri post lo dimostrano), e se vuole lo farà.
ti ripeto che a me non me ne frega un cazzo, io te lo dico per avvertirti, ti sei messo contro la persona sbagliata, poi se vuoi diventare l’ennesimo zimbello del web io mi ci diverto e basta e condividerò il post di tambourine fino alla morte perché la tua musica è una merda ed è giusto che tu vada alla pubblica gogna.
vedremo a chi darà ragione il tempo.
con immutata stima
ahahahahah troppo vero
sto mentecatto crede di essere capitato su un blog sfigato!
a mr. tambourine basterà fare un articolo tipo i cinque gruppi del cazzo che non pubblicheranno mai un disco e in mezz’ora mezza italia riderà di questo coglione morto depresso
povero lui quando la gente lo fermerà per strada per prenderlo per il culo lui dirà “eh ma tambourine ha insultato i cani!”
facci godere tambourine!
Caronte, torna a giocare coi Lego.
Purtroppo Enzo ha ragione Scara. Tu sei appena capitato su questo blog ma io lo frequento da mesi e so che se Mr.Tambourine azzecca il post (e lo azzecca di sicuro se è motivato) un sacco di gente vedrà la tua presa per il culo. Te lo dico a malincuore perchè tutto sommato la tua musica non mi dispiace (oddio diciamo che gira intorno alla soglia della decenza ma tutto sommato c’è di peggio, cambia cantante magari), però 1 – amo troppo Mr.Tambourine per difenderti in questo post e 2 – in questa discussione ti sei dimostrato veramente un coglione che scrive attacchi personali come i ragazzini che dicono cacca e pipì per far arrabbiare i genitori. Tu magari non conosci questo blog e non sai quanto è letto quando Mr.Tambourine fa post di questo tipo (e la tua recensione lo sarebbe), ma anche ammesso che tu credi che sia poco visitato, perchè rischiare? Perchè ti hanno toccato Vasco Brondi? Mah.
Dammi retta, Mr.Tambourine è una persona ragionevole, non credo che infierirà se la smetti o magari se chiarisci con lui in privato. Poi come giustamente ha detto Enzo sei libero di fare quello che ti pare e andare incontro alle conseguenze che preferisci!
scusa l’intromissione enzo ma se continui a parlare con il grande scara non te lo levi più dalle palle,dice tutto e il contrario di tutto,è praticamente il nulla che brama d’essere tutto…il classico comportamento della nullità.Per farla breve è un gatto nero attaccato alle palle…ciao Enzo
Luigi hai mai pensato di iscriverti a Sociologia?
Ma spari a zero su Massimo Volume e Offlaga e suoni ‘sta merda qui?
http://www.ciclofrenia.it/starlette/
In questo articolo potevi parlare direttamente delle tue velleità musicali.
O tempora, o mores!
Mamma mia chemmerda! Certo che a criticare i Cani e Lo Stato Sociale, e poi suonare in una band che ha testi tipo “Strano il destino che ci lega, avaro il rito che le gambe sega” ci vuole un bel coraggio. Claudio, dammi retta, lascia perdere con l’arte, sei più portato per scaricare le casse all’Ipercoop.
Concordo in parte con l’articolo ed apprezzo l’ironia dell’autore che però, secondo me, ha fatto alcuni esempi che non ci stanno proprio…il chitarrista de “Il Teatro degli orrori” (Gionata Mirai) non mi sembra uno che abbia una “totale e irrimediabile incapacità di maneggiare gli strumenti musicali” così come “Brunori SAS” che la chitarra la suona benissimo e i “Bud Spencer Blues Explosion” (due mostri). Gli “Offlaga Disco Pax” parlano dal 2003…i Massimo Volume dagli anni 90…non sono proprio “nuove band” e credo che l’autore li abbia solo sentiti nominare…non li ha ascoltati di sicuro. Vasco Brondi io lo difendo sempre perchè è stato un innovatore, è cresciuto ed ora è migliorato molto. Insomma, simpatico il post, ma gli esempi devono essere ragionati.
http://youtu.be/doqCVLvEIBg
Grazie per il tuo commento. Conosco bene tutti i gruppi che cito e molti di loro mi piacciono molto, so bene che non è vero che tutti non sanno suonare e so anche che i Massimo Volume sono un gran bel gruppo. Su Vasco Brondi si può decisamente discutere.
Comunque ho già risposto qui.
Ringraziamo l’autore.
Dopo aver letto questo articolo abbiamo finalmente capito che strada intraprendere.
Dopo 3 anni di concerti infottati cambieremo nome e ci chiameremo: Esecrabile litania di un ottuagenario incinto, e inizieremo a scrivere testi e canzoni come si deve.
Sperando poi di poter donare i risparmi di una vita a qualche cantante di qualche band più indie di noi, per fargli aprire qualche concerto e farci produrre dalla sua Indiependentissima casa discografica.
Esecrabile litania di un ottuagenario incinto funziona.
per quel che riguarda la presa diretta, è finita con lester polfus (aka les paul) negli anni 50.
Ciao. Leggendo questo articolo ho capito perchè ho così poche visualizzazioni su youtube
Sì, perchè al posto di voce/chitarra dovrei registrare con xilofono/trombone (che non so assolutamente suonare). E poi… si sa ormai: “Indi”= “Pochi-Dindi”!
Perché alla fine l’indiefetecchia è la locura, la cazzo di locura; ovvero è il peggior conservatorismo musicale, la peggior tradizione immobilizzante, il peggior freno all’evoluzione musicale sotto una maschera simpatica, intellettualoide, furbetta, autoassolvente verso la sua mediocrità. La locura, insomma. Rivoglio gli Area e rivoglio Boris.
Giocare col mondo facendolo a pezzi.
Guarda, il post è molto interessante ma come tutti questi gruppi anche questo pezzo è tipicamente italiano.
Perchè è una prerogativa tutta nostra declassare tutto ciò che abbiamo in casa.
L’esterofilia, soprattutto in musica è egemone.
Giustamente una volta tanto che si crea un minimo di movimento, e i club di provincia respirano un pò di cultura devono arrivare le critiche feroci e gratuite.
Prima di tutto è molto superficiale giudicare una band dopo che ha avuto una carriera di un anno e mezzo.
Qualche disco uscito l’anno scorso è stato indovinato e chi ti dice che con il passare degli anni queste band non crescano, non maturino divenendo anche più complesse e ‘di contenuto’, come vuoi far intendere tu.
Poi sinceramente fra tutte le foto e i dischi che hai messo…beh gli Offlaga sono veramente un orgoglio italiano e non solo.
Anche Brunori SAs che ha rivitalizzato un pò il cantaurato italiano che stava morendo a colpi di Luca Carboni e Barbarossa, ben venga un prodotto fresco e giovane (anche se non innovativo e con gli assoli alla Frank Zappa).
E anche Le Luci Della Centrale Elettrica non lo trovo per niente banale. Poi certo DE Gustibus, ma se guardassi all’estero capiresti che non c’è niente di minimamente accostabile a questi nomi (piace o no Vasco Brondi ha inventato un nuovo modo di scrivere canzoni. Criticabile, certo ma uno dei Csi ha collaborato con lui…vorrà dire pur qualcosa).
Non solo loro ma anche Colapesce, Dimartino, Maria Antonietta.
Poi ovviamente ci sono anche progetti ultra pompati senza motivo, e i Cani ne sono un esempio lampante.
Però di qui a dire che è tutto omologato e ridicolo ce ne passa…
Sinceramente c’è da essere contenti della rinascita della scena italiana.
Fondamentalmente tutti i gruppi che avete citato, non valgono veramente nulla nè a livello musicale nè a livello poetico. Ma nulla, zero. Barbarossa è molto più bravo di Offlaga, Massimo Volume e tutta la compagnia. Qualsiasi cantante di musica leggera italiano che va di moda criticare – primo tra tutti Gigi D’Alessio, che sta sulla bocca di chiunque – sarebbe capace di scrivere e suonare una canzone dei vostri beniamini. Il contrario, non sarebbe possibile. Semplicemente perchè stiamo parlando di gente che conosce la musica, mentre tutti questi”cantautori” non sanno un cazzo, ma proprio un cazzo, nulla. Certo non è la prima volta, voglio dire, De Andrè nemmeno era bravo a suonare – ma c’aveva dietro Riverberi, Piovani e compagnia bella, e poi era capace di scrivere buone liriche che rimanevano nella testa della gente. E persone come Battisti, Guccini, sono stati quasi mandati in analisi dal proprio pubblico, che li accusava ipercriticandoli per ogni minima cosa. Oggi invece tutto è buono, tutto funziona. La musica all’estero è migliore – ma soprattutto la CULTURA MUSICALE e la fruizione è migliore, lo scrivo perchè ho vissuto e vivo tra l’Italia e il mondo. In Italia non c’è niente di minimamente accostabile a nulla di quello che c’era solo trent’anni fa. Per il resto, non c’è nulla di più hipster del nome di questo sito, o della tecnica di scrittura di questo articolo, e soprattutto di questi commenti, sia che si trovino d’accordo, sia che si trovino in disaccordo. Non se ne esce. firmato: uno che con la musica leggera ha – per fortuna – smesso da anni, per disperazione.
Cobain non sapeva suonare, ma aveva un certo gusto melodico che difficilmente trovi in un italiano di oggi. Il suo successo se l’è meritato. Dopodichè, la frase “Vasco Brondi ha inventato un modo di scrivere canzoni” è proprio evocativa del baratro che viviamo. Un qualsiasi bambino allievo di una scuola di musica di provincia è più bravo, come musicista e come compositore – e probabilmente come poeta anche – di tutti questi, nessuno escluso. Ci metto dentro anche i Radiohead, che non sanno comporre per un cazzo. Ma proprio niente.
Indie per cui poscia, alza la coscia e piscia.