Webfacial


Poco più di due anni fa mi aggiravo circospetto a San Lorenzo in cerca di fumo. A Roma, come in molte altre parti del mondo, non è proprio necessario cercare gli spacciatori: sono loro che normalmente adescano te con uno sguardo d’intesa e ti propongono guardinghi di comprare qualsiasi tipo di droga.

“Fumo, fumo.”
“Coca, coca.”
“Domini, domini.”

Quest’ultima, originale proposta m’incuriosì alquanto, così mi avvicinai all’allampanato uomo di colore che me l’aveva fatta. Si chiamava Fausto e veniva da Torre Spaccata, era romano da sette generazioni ma si camuffava da magrebino per questioni di marketing.

“Quanto?”
“Non so, dipende come mi mandi.”
“Prendi questo, questo buono, questo TopHost.”
“TopHost?”
“Dominio italiano, questo buonissimo, questo è crema.”
“Va bene, dammene uno da un anno.”
“Dodisci euro. Sbrigati, c’è polisia.”

Dodici euro per un anno di web hosting: è questo il fantastico servizio che offre TopHost. Al tempo non mi pareva vero di poter avere un dominio di primo livello, io che ero abituato a scrivere i miei post su sickboy83.spaces.live.aspetta.hoquasifinito.davveroquestoèlultimo.scherzavo.com.

Da qualche tempo, però, un po’ di gente nuova si è affacciata da queste parti e ora faccio più visite del sito del PSI . Non ci è voluto molto, d’accordo: è bastato un minimo di collaborazione da parte della mia squadra di calcetto, il che risulta ancora più significativo se si considera che io non ho una squadra di calcetto.

Comunque, è qui che TopHost ha rivelato i suoi limiti: negli ultimi tempi il server si impallava con la frequenza con cui la mia ragazza accampa scuse improbabili per evitare di fare sesso con me (l’ultima è stata “non mi funziona più il filtro Brannan di Instagram”).

Ho così indagato a fondo per scoprire i motivi di questa tragedia e ho scoperto che l’amico che tanto mi sponsorizzava TopHost era implicato in un sordido giro di mazzette con loro (prendeva un euro a crash). Scandalizzato da questo magna-magnaù e alquanto sorpreso per l’errore di battitura ho allora deciso di affidarmi a un provider più professionale: webfacial, il servizio di web hosting preferito da Tori Black.

Solo che nel momento in cui ho tirato fuori la mia American Express Platinum per pagare mi è venuto un coccolone: duecentosedici dollari per due anni di hosting.

Duecentosedici dollari, vacca di una puttana Eva scassata! Centosessantotto euro! L’equivalente di due caffè a settimana, settecentottantadue Fortuna Blu e +∞ filmati di MILF you RedTube! In qualche modo dovevo ammortizzare la botta, così ho deciso di scrivere a TopHost, dato che avevo rinnovato il dominio con loro per un altro anno a inizio agosto.

La risposta dell’efficientissimo staff non si è fatta attendere.

Tutto questo per dirvi cosa? Che da oggi ciclofrenia.it™ gira su server molto più veloci e non vedrete più quel fastidioso messaggio Error establishing a database connection ogni due per tre. Inoltre non sarà più necessario mettere il www prima di ciclofrenia.it per arrivare al mio blog. Anzi, vi dirò di più: potete metterci quello che vi pare. Divertitevi a fare esperimenti, io ve ne suggerisco qualcuno.

  1. ioadoro.ciclofrenia.it
  2. madonnamiaquantocazzoèbello.ciclofrenia.it
  3. iovotosilvioberlusconi.ciclofrenia.it
  4. sashagreysponsorizes.ciclofrenia.it
  5. fucktophost.ciclofrenia.it

Grazie di cuore a Meningite per essersi sobbarcato tutto il lavoro di trasferimento del blog da TopHost a Webfaction. Leggete il suo blog perché è da paura.

Meningite, ti devo un caffè.
Paghi tu.

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