Apologia del 778

Pic: girltripped.

Mostacciano è il quartiere dove sono nato e cresciuto.

Nel cuore di Roma sud, e quindi sostanzialmente nel cuore di Roma per quelli come me che pensano che il centro sia Basilica San Paolo, Mostacciano è lo snodo fondamentale di tutta la capitale, come quel mattoncino di Jenga che ti sembra ininfluente ma quando lo togli crolla tutta la torre. Noi del popolo di Mostacciano siamo orgogliosi, severi e coscienti che, sebbene il quartiere sia stato creato solo negli anni ’70, la Roma imperiale non sarebbe la stessa se non ci fossimo stati noi.

Il simbolo di Mostacciano è il 778, l’autobus principale del quartiere. Chi ha letto il mio romanzo Roma, lato B lo conosce bene, tutti gli altri conducono un’esistenza davvero misera e abietta, comunque per spiegarne l’importanza basta dire che il blooper più clamoroso di Ben Hur non sono gli orologi da polso addosso agli antichi romani, ma il fatto che si cavalcassero le bighe invece di aspettare il 778.

Un tempo si chiamava 708, poi l’hanno cambiato perché non si addiceva alla grinta di Mostacciano; era troppo morbido, invece 778 è molto più cattivo, infatti non è un caso che la maggior parte degli altri autobus si tenga alla larga dal suo percorso. Il 778 fa paura: i mezzi che passano a via Veneto non gli si avvicinano neanche per scherzo, tanto per dirne una.

Il 778 è un autobus che non gli devi cacare il cazzo, passa quando gli pare e se per caso lo perdi di un soffio faresti bene ad avere ancora punteggi di Angry Birds da migliorare. Starci sopra assomiglia a fare un viaggio sull’Enterprise perché attraversa anche il Torrino, un più recente quartiere di sfigati in cui i nomi delle vie hanno tutti carattere astronomico.

“Prossima fermata: pianeta Terra.”
“Siamo in arrivo a: pianeta Giove.”
“Prossima Fermata: Neil Armstrong mi fa una pippa.”

Ci sono stati dei tentativi di affiancare altri mezzi pubblici al 778, in realtà. Per esempio c’è il 777, un autobus che bazzica più o meno la stessa zona ma non ha fermate in comune con il 778. Gira voce che ciò accada perché non corre buon sangue tra i due. Ma noi di Mostacciano il 777 non ce lo inculiamo di striscio, fa un percorso strano, ogni tanto pare tendere verso la Laurentina, non è un vero autobus del mio quartiere.

Sì, il 777 è proprio un autobus da mezzeseghe.

Poi per un certo periodo insieme al 778 è stato ripristinato il 708, che faceva un percorso leggermente diverso. A quel tempo sotto casa mia passavano ben due autobus, una pacchia. Solo che non è durato tanto: lo sapevano tutti che il 778 è il bull terrier dei mezzi pubblici e non accetta concorrenti nella sua zona. La leggenda vuole che abbia attirato il 708 in via Piana di Montorio con una scusa, stuprato sua madre e infilato sua figlia nel tritarifiuti.

Da quel momento del 708 non c’è stata più traccia.

Dedicato a Dario.

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