
Pic: YannisZA.
In principio la fotografia era un’arte impegnativa e costosa: si scattava con parsimonia a causa dell’elevato costo di corpo macchina, obiettivi e rullini. Poi vennero le reflex digitali e le possibilità di accesso a questo mondo si espansero a tutta quella serie di individui che bussano alla porta del cesso dopo averla trovata chiusa.
Oltre a ciò, con l’avvento del digitale la fase di postproduzione (ovvero l’editing delle foto) divenne relativamente più importante, con la conseguenza che qualsiasi persona un minimo dotata di conoscenze informatiche potesse rendere lo scatto di un bicchiere di birra semivuoto + un pacchetto di Gauloises rosse + un paio di Ray Ban a specchio poggiati su un tavolo uno strumento irripetibilmente in grado di titillare i capezzoli di migliaia di galline del Tasso con profile picture di Audrey Hepburn.
E infine è arrivato Instagram.
Instagram ha portato con sé una rivoluzione ben più importante, rivoluzione che non ha riguardato solo il campo tecnico della fotografia ma anche l’aspetto fisico e culturale del fotografo tipo. Potete dire quello che volete, ma nessuna argomentazione di carattere sociologico né tantomeno artistico potrà mai giustificare l’involuzione che potete vedere qui sotto.

Canuti cinquantenni stempiati e spartani nell’abbigliamento che immortalavano impavidi le commoventi vicende della Resistenza francese
VS.
Deprimenti frullati deambulanti di maglioni di American Apparel, scarpe Vans e connessione Wind 3G a 9,99 euro al mese che twittano deprecabili foto di sedicenni hipster durante un aperitivo a Rione Monti.
La classe dirigente del futuro, dicono così.
Una lente grande meno di un’unghia, sedici filtri a completo cazzo di cane, condivisione delle foto facile e immediata: se la fotografia fosse cibo, Instagram sarebbe il Double Whopper Menu King Size. Un’accozzaglia di roba di infima qualità senza il minimo criterio tuttavia in grado di riempire gli stomaci di milioni di utenti dalle basse, bassissime pretese.
Mi duole dirvelo, miei cari, ma la valenza artistica dei vostri scatti nel mondo della fotografia è più o meno equivalente a quella dei libri di Fabio Volo nel mondo della letteratura.
Anzi, della meccanica quantistica.
Instagram riprende sostanzialmente gli effetti che uscivano usando le vecchie Polaroid e le Lomo. Ora, ragazzi, non so se aprirò in voi il baratro incolmabile della Verità con la mia prossima affermazione, ma ascoltatemi bene: quelle foto venivano MALE. Perché mai, con tutte le opportunità che la tecnologia offre al giorno d’oggi, dovreste aver voglia di fare foto fatte MALE?
“Sono fascinose,” dicono. È vero, a guardarle oggi sono fascinose. Pure accendere un fuoco sbattendo due pietre è fascinoso, ma non vuol dire che tu lo debba fare ogni volta che vuoi accenderti una sigaretta. E poi, lasciatemi dire che qualsiasi foto antica è fascinosa. Pensate alle immagini ingiallite dei vostri padri in uniforme militare. E poi confrontatele con le desolanti immagini quadrate editate Earlybird che mostrerete ai vostri figli.
“Guarda tesoro, questo è tuo padre da giovane.”
“Ma pecché sei giallo?”
“È il filtro Rise di Instagram, amore di papà.”
“E pecché fai quella faccia da idiota?”
“Quella è la posa duckface, andava molto di moda al tempo.”
“E pecché guardi il cellulare?”
“Stavo twittando uno status sugli hipster, piccolo mio.”
“E pecché sei vestito come un coglione?”
“E perché e perché, quante domande che fate voi bambini!”
Avanti, ditemi: qual è stato il preciso istante in cui avete deciso che spiaccicare una chiazza rossa su una foto, saturarla come se non ci fosse un domani e peggiorarne la qualità come se l’aveste lasciata al sole per tre giorni fosse una buona idea?
Qual è stato il momento in cui avete iniziato a sentire il bisogno di fare foto già vecchie?

Dire che Instagram è fotografia è come dire che Guitar Hero è musica, vaffanculo.
UPDATE 6/10/2012.
Ampi stralci di questo posto sono stati utilizzati con il mio consenso da Pataepisi per realizzare il video sottostante. Godetevelo.
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Premettendo che non uso Instagram né filtri ecc. quindi non sto rosicando, c’è chi dice che anche scrivere su un blog non sia scrivere, ahinoi.
Maledetti.
É vero! Lo dico anche io!
Infatti non è scrivere, è esercitarsi a vomitare cazzate, questo blog ne è un chiaro esempio, credo.
ciclofrenia.it: solo stronzate, dal 2005.
Concordo con SpeakerMuto. Del resto chi fa le foto con Instagram non pretende di essere un fotografo e del resto Mr. Tambourine non penso si senta uno scrittore (libro a parte). Quello che non capisco allora è perchè Instagram sia merda e tenere un blog no. Fanno entrambi parte della stessa generazione tecnologica. Questo blog potrebbe essere l’Istagram di Mr Tambourine, che usa forse perchè non sa fotografare. Se poi vogliamo parlare seriamente di fotografia anche come fenomeno sociale facciamolo, ma cosi’ serve solo perchè abbiamo scoperto come alzare le visite al blog… La capacità di analisi del post è simile al filtro che possiamo mettere con Instagram, comunque complimenti per “Starlette”
Bravo,mi interessa. A cosa serve un blog?
No, non mi sento uno scrittore (Dio, che orrore).
Il parallelismo blog-Instagram non mi convince granché, per il fatto che scrivo romanzi.
Però non ho mai voluto parlare seriamente, praticamente di nulla.
Grazie dei complimenti.
Comunque sul blog non scrivi romanzi (arte deputata agli scrittori, tuo malgrado…). Il parallelo c’è eccome, sono figli dello stesso tempo, poi se vuoi andiamo per il sottile sui contenuti, ci sono foto inutili quanto blog inutili, ma questa è un’altra storia. Che tu dica di non parlare seriamente mi dà l’impressione che lanci il sasso e nascondi la mano.
?)
Spezzo inoltre una lancia a favore delle vecchie Polaroid che all’epoca aprirono possibilità incredibili di espressione artistica (David Hockney su tutti http://www.hockneypictures.com/photos/photos_polaroids.php). Forse il problema vero (ma qui la discussione si fa seria e da quello che dici tu forse non è interessante per questo blog) è che allora la fotografia richiedeva competenza (e idee!!) e questa la potevi ritrovare anche nell’uso delle polaroid. Il problema non è Instagram, credimi, ma l’uso che se fa.
Quello che non mi convince di “Starlette” è il sound in generale, che non contraddistingue il gruppo (…troppo Instagram
Non è che lancio il sasso e nascondo la mano, Stefano. È che – e questa è veramente l’ultima volta che lo dico perché mi sono annoiato di farlo – ho scritto un articolo volutamente estremo e iperbolico che sicuramente rappresenta parte del mio pensiero, ma la struttura dello stesso dimostra che non è adatto a discuterne “oltre un certo livello di serietà”, non so se mi spiego.
Ti posso argomentare che il post non è contro Instagram ma contro la gente che ne fa un certo uso causandomi insofferenza, ma non posso fare un vero paragone con reflex, analogiche, Polaroid e compagnia bella, non era quello il mio obiettivo.
Sul blog non scrivo romanzi ma li scrivo altrove, ed è vero che è qualcosa di estremamente più impegnativo e soddisfacente.
Hai vinto tu, mi arrendo all’inutilità della discussione e alla tua noia, buona fortuna.
Beh come si fa a non essere insofferenti quando si vede il mondo dei social in gran parte ridotto a un’esibizione di duckfaces? comunque gli intenti del tuo articolo sono chiarissimi, e poi è vero, non ci sono nessi tra l’uso che si fa di instangram e scrivere su un blog.
Finalmente una lettrice dotata di cervello!
Premettendo che già altrove ti ho dato ragione, ho paura che questo tuo incontenibile odio verso i “giovani d’oggi” sia sintomo di: a-senescenza accelerata
b-potenziale atteggiamento terroristico volto all’uccisione di massa degli appartenenti alla categoria sopramenzionata
Se sbarri la casella sulla “b” fammi un fischio che non ho molto da fare e se è posso anche aiutarti ma il mio, più che odio, sarebbe goliardia pura.
Hai capito la chiave di lettura non solo di questo post, ma forse di tutto ciò che è mai apparso su ciclofrenia.it.
Mr. Tambourine: un uomo che sta diventando vecchio.
No, secondo me si é accorto che la gioventù non torna, detesta i giovani per quello. Del resto si comincia ad invecchiare quando non si capisce più la musica contemporanea. Quella sembra capirla, direi.
Mio zio mi ha detto una cosa simile quando ha letto Roma, lato B.
Quindi per mantenermi giovane dovrei comprendere Emma Marrone, Arisa, Noemi e vatellapesca? allora fortuna che sto invecchiando!
è un po’ come dire che saper usare un software di editing fotografico equivale ad “avere conoscenze informatiche”.
scusa l’annotazione ma… ognuno difende la propria categoria
Hai perfettamente ragione.
Infatti si vede.
L’importante è esserne consapevoli. Divertirsi. Esprimersi. Condividere. Senza necessariamente credersi H. Newton.
No, secondo me l’importante è soprattutto essere consapevoli che in tutte le attività, in particolar modo quelle inerenti all’arte, quello che conta è il RISULTATO! Non il modo in cui si fa arte. Fare una foto nemmeno volutamente gialla, ma ingiallita, appunto perché vintage, per me è essenzialmente ritenere forzatamente bello un risultato che non ha nessuna evoluzione nè originalità. E quindi in questo tipo di foto vedo un consenso dato, più che altro, al modo di fare foto, cioè con questo “Instagram”, che magari è figo. Quindi do ragione per la maggior parte all’autore dell’articolo. Perché, diciamo la verità, una foto vintage di questo tipo, ma che cavolo di messaggio può dare? “Belli tiempe ‘e ‘na vota, belli tiempe ‘a ddo’ state?”
È bello leggere che qualcuno dice “questo Instagram”.
È bello notare che c’è chi non lo conosce.
Se é per questo, io non ho mai usato una macchina digitale in vita mia. Fa delle foto orribili.
Non sono d’accordo. Instagram è stato realizzato per l’utente comune, quello che va al mare e si fotografa i piedi nell’acqua. Poi condivide la sua foto col filtro per far rosicare i suoi contatti. Tutto qui. Non è fotografia. È condivisione delle proprie cose ed esperienze. Ed è bello per quello.
perchè puciare i piedi nell’acqua è un evento decisamente commemorativo.
Figurati che avevo pensato a un typo con Isaac.
Secondo me il tuo ragionamento parte da un assunto sbagliato: “quelli che usano instagram pensano di essere fotografi”. Non credo che sia per tutti così, molti la prendono solo come un modo per condividere quello che vedono.
Certo se tu pensi esclusivamente ai sedicenni emo, è molto facile arrivare a conclusioni così tranchant. Ma con loro non ci vuole molto a trovare punti deboli.
Se non avessi fatto quell’assunto non avrei scritto il post, ma indubbiamente hai ragione.
Dovrei scannerizzare e diffondere tutti gli scatti che faceva mio padre vent’anni fa (con una Yashica ovviamente analogica) e spacciarli per miei. Secondo me mi becco un sacco di figa.
ahahhahhha buona idea
GENIO.
Sicuro
uno dei migliori commenti dell’anno. grazie.
La colpa non è solo di chi fa le fotine con instagram… la vera colpa è di quelli che mettono Like a qualsiasi Instagram del cazzo postata su fb.
Loro sono i peggiori, buttano benzina sul fuoco dell’ego di questi fotografi del cazzo. E fanno sentire noi, privi di iphone e filtri fotografici un po’ sfigati.
Consoliamoci.
Almeno in questo periodo qualche ragazza ha il buon gusto di scattarsi mentre prende il sole al mare mezza nuda. Quelli sono LIKE doverosi.
“È l’unico motivo che è rimasto per giustificare l’esistenza di Facebook,” come dice un mio caro amico.
Bisogna vedere se non sono di vent’anni prima. O della madre, magari.
Anche avere la reflex cointrocazzi è una moda consumistica deiggiovani. Quelli un pò più grandicelli forse, che se la possono comprare e che se la sono studiacchiata un pò.
La generazione nuova c’ha l’hipster, la nostra c’aveva l’intellettualoide fattone, per la cronaca.
Se sento ancora qualcuno dire che ha la passione della fotografia vomito.
Sì, è che la bile sulle reflex l’avevo già coperta qui e qui.
son già degli anni che si è superato il limite in tal senso, dunque hai cubi e cubi di vomito arretrato e adesso ti viene anche bene così, se hai addosso qualche chiletto in più, lo smaltisci pre-spiaggia: operación bikini del terzo millennio!
L’articolo è volutamente iperbolico. Se uno si mette a fare tremila distinguo l’articolo sarebbe stato, appunto, sui distinguo. Hai fatto bene a scagliarti in questo modo, bravo!
Incredibile!
Un rarissimo esemplare di lettore che riesce a capire la chiave di lettura del post, conseguentemente giustificando le esagerazioni!
Prenditi cura di te, Marco: siete una specie in via di estinzione, dico sul serio.
ti prego fai un post sui distinguo.
che poi sarà inevitabilmente un post su il barbarico re
Il post sui distinguo reciterà così.
Che poi secondo me, instangram ha pure la funzione dimagrante, che tutte queste che si fotografano le gambe al mare sul lettino con un finto libro da intellettuale, sono tutte magre e perfette?
Che io c’ho provato con la mia macchinetta e mi si vede pure la cicatrice di quando a sei anni sono caduta dalla bicicletta nel vialetto di mia nonna.
Me lo sono chiesto anche io a proposito di qualche persona, effettivamente.
Ne parlavo ieri con un amico, vero appassionato di fotografia (oltre che molto bravo, per quel che mi riguarda). Mr. Tambourine, hai perfettamente ragione. E infatti Instagram non è nato come un sito di aspiranti fotografi, ma come un blog fotografico. Un luogo-non-luogo in cui le persone “postano” scatti invece di parole. Ed è apprezzabile esattamente per questa ragione (io, iscritta ad Instagram, mi diverto a guardare foto scattate in Texas o in Giappone o anywhere else, immaginando mondi che forse non conoscerò mai bene; io, che vivo a Roma e di paesaggi naturali, al massimo, ne vedo due l’anno). Quindi: vero, le foto “in stile vintage” e volutamente invecchiate sono sbagliate tecnicamente, nascono male. Solo che a volte ispirano l’immaginazione di chi le osserva molto più di una foto, perfetta, studiata, dallo sviluppo impeccabile, che ritrae una statua greca presente nel museo dietro casa. Tutto qua.
È vero.
Come qualcun altro ha notato, Instagram lo uso anche io.
La cosa che mi infastidisce è un certo stereotipo, cioè le persone che vedono quest’app come un qualcosa che ha un minimo di valenza artistica (fortunatamente una sparuta minoranza).
Che poi magari lo è pure, eh.
Vedi, l’importante sarebbe non generalizzare. Io non ho alcuna pretesa di sembrare la fotografa figa di turno, pero’ uso Instagram perché certi suoi filtri mi piacciono molto e non mi vergogno a dire che ho anche pubblicato alcune foto sul mio blog. Vero, quelle fatte con una reflex seria sono tutta un’altra cosa, pero’ a me comunque divertono, mi sembra un modo carino e scherzoso per condividere un po’ di me. E ancora vero, se sei un vero amante della fotografia e’ probabile che tu possa snobbarlo (il mio lui, un vero artista, ODIA Instagram). Io scatto e condivido, con leggerezza. Non ci vedo nulla di cosi sbagliato, in fondo. La vera fotografia e’ certamente un’altra, l’importante e’ esserne consapevoli.
Questo è quello che avrei scritto se fossi una persona sana di mente.
Ma non saremo un po’ troppe?
Ci ho pensato pure io.
Io ti ringrazio, sinceramente e di cuore, per questo post.
ciclofrenia.it™, un blog che strizza l’occhio all’hype.
ieri spiegavo a mio figlio piccolo le foto negli anni settanta e come fosse diversa la situazione e perché avessi *solo* 3 foto del mio cane vestito da umano… nell’album ci siamo imbattuti in una polaroid e mi sono quasi commosso descrivendogli quel processo, qualitativamente scarso ma così proiettato nel futuro. pe’ dire
Ecco, un padre con un senso.
Grazie di esistere.
Hey, io con Guitar Hero ho scoperto un sacco di musica.
Tipo Killing in the name dei Rage Against the Machine?
1. la foto della pianta è effettivamente più bella!
2. finalmente le arti cretine come la fotografia si stanno autoeliminando o stanno andando verso la perfezione, grazie alle tecnologie. se un quindicenne con l’iphone può fare foto migliori di un sessantenne esperto con macchina analogica facciamoci una domanda
3. nella foto è importante il soggetto, il significato, la composizione e anche gli effetti, sì… chi se ne intende lo capisce ancora, chi non se ne intende non è mai fregato.
4. a me instagram piace molto perchè permette di fare foto oggettivamente molto catchy, accattivanti, e non vorrei dirlo, in ultima istanza anche forse, belle…
5. non vedo perchè combattere verso una bella innovazione, è solo stato reso tutto più facile, che c’è di male?
Conosco gente che potrebbe ucciderti per quest’espressione:
Del resto conosco gente che avrebbe voluto uccidere me per affermazioni equivalenti.
Qualifichiamo “migliori”. Tecnicamente perfette? Dal contenuto innovativo? Artistiche? Dall’espressività facile?
Ci sono vari fattori che rendono una foto, una buona foto, e non sempre è solo questione di nitidezza o dei filtri (avevo già commentato sui Photo Weenies da qualche parte…)
In ogni caso l’apprezzamento estetico matura con il tempo. Una volta ci piacevano cose che ora troviamo infantili, il gusto cambia e, si spera, migliora. Ci vuole un po’ di pazienza con le nuove generazioni, anche se si farebbe meno fatica a distruggerle quando inermi.
Mi verrebbe quasi voglia di linkare il mio segretissimo profilo Flickr.
eddai! mandamelo per email!
segretissimo dici? e pubblicalo dai. magari uno vede le foto che ci hai caricato e rivaluta istagram.
Se l’uno è verità, il due è la materia, il tre è tutto ciò che senso ha.
Mi sfugge il nesso logico tra “segretissimo dici?” e “pubblicalo dai”. Ma sembra sfugga pure a te.
Tranquilla, non sono un fotografo (al contrario di quello che molti sembrano pensare, a giudicare dai commenti) quindi fotte sega di rivalutare o svalutare Instagram.
Sono rimasto molto deluso quando ho scoperto che in realtà il pezzo dice il tre è “tutto ciò che senso ha?”
e hai deciso di farne un hashtag
tagline.
Certo, da sempre.
ATTENZIONE, L’OCCHIO DI PINOCCHIO TI OSSERVA.
Ah, bella Pino’.
mi sa che osserva più te.
Accidenti, non mi sentivo così inquieto dalla prima volta che ho visto I Goonies.
Ho vomitato il Kinder Fetta al Latte per la tensione, quel giorno.
Grazie.
Dato che affrontavo l’ argomento più o meno ieri sera, credo che questo tuo aggiornamento verrà condiviso con gli affezionatissimi della qui presente.
Grazie, di nuovo.
Venderei il culo per uno share in più su Facebook.
Più precisamente, il 40% del tuo culo
Touché.
mi devi il 40% rimanente del tuo culo per aver postato il link del blog qui! https://www.facebook.com/CIFABibbiena
Ué, so’ provocazioni!
Ma che articolo è? Ognuno fa quello che gli pare con le proprie cose, mica siamo tutti fotografi, e a molti piace fare foto con il cell e renderle particolari quel poco che si può. articolo inutile
E commento inutile.
Se ti piace fare una cosa, non c’è bisogno di farlo sapere al resto del mondo. E comunque, non te ne vanti. “Costruisco barchette nelle bottiglie di vetro… Sono un ingegnere navale”!
Comunque, ho scoperto instagram e all’inizio pensavo fosse una bella idea, più immediata di facebook (e meno faticosa di tumblr), ma me ne sono pentito dopo pochissimo.
Che vergogna.
Mr, bel post.
Danke.
Giusto, la prossima volta suonerà più o meno così.
Zio, ho un blog e ci scrivo il cazzo che mi pare – nello specifico, la mia opinione, che non ha nessuna pretesa di essere utile (malgrado le centinaia di condivisioni su Facebook di questo articolo – tiè, mo’ me la tiro un po’, che cazzo).
il tuo intervento è ancora più inutile.
e sì, stai invecchiando…
fosse instagram il problema, fossero i giovani! io invece vedo che i giovani d’oggi sono molto più acculturati di quelli di una volta e anche più sensibili e più intelligenti… e ricordati che quella moda di farsi le foto e le stronzate passa verso i 20 anni o giù di lì, quindi che problema c’è?
Che conosco gente che lo fa a 35, ecco che problema c’è.
il problema è che la realtà dei fatti corrisponde all’esatto contrario di quanto hai appena scritto: I giovani d’oggi son prevalentemente acculturati di stronzate.. vasi vuoti riempiti di tutto ciò che il sistema gli impone per plasmarli a proprio piacimento e farne delle persone in crisi d’identità, completamente dipendenti dagli stimoli (gli unici) che gli vengono dati dal sistema stesso. E per fare ciò usano un sacco di strumenti divertenti… compresi quelli di svago come facebook, instragram e compagnia bella..
Questo è il problema: una generazione completamente manipolabile.
hahaha la gente si incastra in sti commenti, sei un ammaestratore di folle (e folli)!
Ora signor Tamburino questa me la devi spiegare. Giurerei di aver letto pochi giorni fa un tuo articolo con qualche foto scattata con Instagram. Come me la spieghi?
Signor Tamburino, tu mi sorprendi spesso e spesso in positivo: hai un talento innegabile per la scrittura, specie quando scrivi post più intimisti. Però si vede che ti diverti a scrivere di tutto, anche quando sputi rabbia su quel popolo da Circolo Degli Artisti di cui in una certa misura sembri far parte anche tu (io ci vado spesso e a giudicare da qualche foto vista qua e là credo di averci visto anche te). Insomma non si capisce quanto sei dentro o fuori questa cosa, quanto critichi da un piedistallo o quanto fai anche autocritica.
Ma ti perdonerei volentieri anche questa incoerenza. Del resto se non ci fosse questa tua schizofrenia letteraria che ti rende così completo, simpatico e se devo dirla tutta anche paurosamente attraente (non sarà un mistero per te se leggi anche una piccola parte dei commenti femminili) il blog, che per me è in assoluto il migliore in tutta la rete (ma trenta spanne sopra tutti gli altri proprio, inclusi smeriglia, il deboscio, qualcosadelgenere e compagnia bella), non si chiamerebbe ciclofrenia.
Mi piacerebbe parlarne con te ma magari avremo occasione di farlo di persona, magari incontrandoci per caso al Circolo Degli Artisti mentre cerchi di infilare stabilo boss nel culo delle bariste. Mi pare di aver capito che è una tua passione.
A proposito, quando torni?
A rileggerti sempre.
Grazie delle belle parole, Flavia.
È vero, recentemente ho scritto un articolo postando delle foto scattate con Instagram (per quanto ne abbia giocosamente indicato i motivi). Il fatto è che non è un problema per me, come dici tu. In primo luogo perché per me la coerenza non è un valore, come ho spiegato qua. In secondo luogo perché quando scrivo – e questo risulta difficile da capire a molta gente, ma evidentemente non a te – non necessariamente illustro al 100% ciò che penso. Mi calo in un personaggio e parlo con la sua testa. Un personaggio che è sicuramente parte di me, ma rappresenta appunto una parte (in questo caso quella cinica e misantropa).
E per rispondere alla tua domanda, sì: mi ci metto in mezzo anche io.
Parlo di ciò che vedo, e ciò che vedo è parte di ciò che faccio, è normale.
Sì, ricordo tutti e due gli articoli molto bene. Li ricordo tutti molto bene e capisco il punto di vista. Per rispondere alla mia domanda hai risposto solo a una delle mie due (tre) domande, però!
Torno presto, ma non resto molto.
… non mi piace e probabilmente dico così perché manco lo so usare.
In ogni caso trovo molto più preoccupante le duckface.
La prossima volta che trovo in fb l’ennesima bocca a culo di gallina do di matto.
A me piace Instagram (ma ancora di più Pixlr-o-matic): è come entrare in un negozio di giuggiole e perdersi tra le drop e le fondenti e le liquirizie e non uscirne più. E come per le caramelle o ti ingozzi come se ci fosse un domani oppure ti schifi con un solo marshmallow, così per Instagram succede che o metti TUTTI gli effetti su TUTTE le foto oppure fai la foto al gatto e poi smetti di usarla.
E io adoro ingozzarmi. Con gli effetti di Instagram riesco perfino a sembrare accettabile.
Pixlr-o-matic? E che cazzo è?
Madonna quanto sei giovane!
Lo dicevo giusto ieri: ho l’età “morale” di 65 anni, l’età “mentale” di 15 anni e quella anagrafica di 39 anni.
Io so’ gggiovanissimo!
E comunque, siccome domani entrerò nel mio quarantesimo anno e ho appena svelato una passione da bimbominkia, siete tutti autorizzati a crocifiggermi in sala mensa.
Il 26 risorgerò e farò piovere smarties.
Regulus pensavo avessi 21 anni, da circa 3 anni!allora sei vecchio anche tu! graaaaandeeeee
La fotografia è sostanzialmente un’arte cretina, perché è troppo supinamente dipendente dal mezzo tecnico usato. Potevasi concepire come “arte” nel momento in cui scattare una fotografia era un’operazione di altissimo artigianato, tra trasporti di pesanti trabiccoli in ebano, fumi al mercurio e prolungate sessioni di sviluppo. Adesso ha assunto una valenza di patetica autoreferenzialità, cosa del resto condivisa dal resto delle “arti maggiori”.
Mai sentito Instagram. Del resto, ogni volta che sento la parola “fotografia” mi vengono le bolle.
Se ritieni che il valore di una foto dipenda dal mezzo tecnico è ovvio che di fotografia non ci capisci una mazza. Questa opinione andava di moda una volta ma da tempo non è più valida. Il tuo commento sulla difficoltà del metodo come qualifica del risultato è reazionario come quelli che affermavano che Picasso non sapeva rendere la prospettiva e gli impressionisti imbrattavano le tele.
Credo che il progresso tecnologico sia normale e giustificato. Non avrebbe senso dire che quella di oggi non è musica, ad esempio, solo perché i mezzi per produrre e missare sono infinitamente maggiori rispetto al passato.
Da un altro punto di vista è anche vero, però – e forse è a questo che Zosimos si riferiva – che il progresso amplia anche le possibilità di accesso alle arti, con la conseguenza che la qualità media si abbassa considerevolmente.
Se è questo che Zosimos intendeva sono d’accordo, ma sulla “necessità di difficoltà” del metodo non lo sono affatto.
Tana per Mr. Tambourine, ovviamente.
Il progresso e la diffusione del mezzo tecnico ha reso la fotografia TROPPO facile: di foto ce ne sono semplicemente TROPPE affinché l’intenzionalità artistica sia garantita e sufficientemente rielaborata. Inoltre gli spazi potenziali per “mostrare” le proprie schifezze fotografiche al pubblico sono troppo facili e accessibili a chiunque. Il che non rende la fotografia un’arte più democratica, la rende solo più ridicola e sputtanata.
La medesima cosa, mi spiace, non accade in altri campi artistici. Che sono sputtanati per altri e diversissimi versi.
che ce ne sia troppa che manchi si intenzionalità artistica, come dici tu, è vero. Ma ogni “arte” -alta o bassa- ha vari livelli di attrazione. C’è quella per principianti e quella per conoscitori. Instagram è come l’educazione artistica nelle scuole: poichè una bassissima percentuale di alunni diventa un artista di valore non vuol dire che si debba abolire o denigrare. A ciascuno il suo campo di azione, e la sua audience.
Abolire o denigrare magari no. Spiegare la differenza tra una foto digitale uscita discretamente su duemila che ne hai scattate e Man Ray magari sì.
Dai commenti stolidi e Pigneto-style che leggo qui sotto di noi, comunque, mi viene il sospetto che del senso di questo post gran parte della gente non ci abbia capito un cazzo.
Concordo sulla proliferazione del materiale: è anche vero che si è verificata pure in altri campi. Pensa alla musica, con l’avvento degli strumenti elettronici e delle registrazioni home-made.
ma che è ‘sto instagram?
Ahahahahah! Potrei essere io!
mio dio, ho 24 anni ma è come se ne avessi 100.
voi giovini mi spaventate assaje.
Io pensavo che fosse un’applicazione per scattare fotografie perché avendo feisbuk sono vittima di tutti quelli che instagramizzano ma, visti i commenti, me stavo a sbagliá, credo.
Commento arguto.
me stai a paraculá?
No, giuro!
C’era pure il link nell’articolo, sfaticata!
http://it.wikipedia.org/wiki/Instagram
sono molto pigra, ho bisogno di un riassunto.
App + fotografia + vintage.
Se c’é qualcosa di banale, comunque, é l’accostamento di una Dieffenbachia, per giunta miserella, con un Pothos. Ma come si fa?! Lì ci andava un’ederina ricadente a foglia frastagliata o variegata, che so, una Parsley crested o una Buttercup. O un Asparagus, se si era in vena di accostamenti arditi. Ma un Pothos con la stessa sagoma della foglia, che tristezza, che mancanza di originalità. Hai voglia a fotografare, il banale rimane banale.
Ehm, chiarissimo.
T’è sfuggita la dracena. Non si sa quale, ma è una dracena.
Dracaena draco, immagino. Una Dracaena draco accostata ad una Dieffenbachia e ad un Pothos. La fiorista deve essere una cultrice del Re Leone. Un facocero, una mangusta e un leone, che roba scombinata ed innaturale.
Silver Silvan sta impazzendo.
Ecco a voi Silver Sapiens.
Signora Luigia, mi ricorda il prezzemolo. É ovunque, pure in mezzo ai miei incisi(vi). A me il filo interdentale.
Certo che detto da lei, Sig.ra Silvana, è davvero bizzarro.
Comunque mi rallegra il paragone, anche se troverei più affine la menta.
Non la estirpi più.
Non la estirpo, non ne ho bisogno. La metto in terra in vaso, come tutte le stolonifere infestanti. Vuole essere invasata anche lei? I prodromi ci sono tutti!
Non si agiti Silvana. Lei non mi estirpa semplicemente perché non ne è in grado. E se proprio si deve parlare di “invasate”… Beh, su. Questa è troppo facile. Non finisco nemmeno la frase…
Che noia, però, che mi da a volte.
Silvan ha trovato pane per i suoi denti.
Bene! Non mi calcoli, allora! Sbaglio o é lei che sì, la menta?
Ma che cazzo state dicendo?
io ci farò tutte le foto del matrimonio con instagram.
Makes sense.
Quando te sposi?
ahah originalissimo!
1qq? Tu quoque?
Litigherete sui filtri da applicare: chiamate già un buon divorzista.
Piante! Piante dappertutto!
E’ finito nel thread sbagliato e non l’ha letto nessuno. Fùstigomi con Washingtonia filifera. Per la gioia di Sister Silvan.
io ci farò tutte le foto del matrimonio con instagram
eh… questa si che è una bella domanda…
Avercela con i 35 e dintorni che senza nessun freno postano n.98 foto del finesettimana alcolico a Jesolo e altre n.76 foto dell’aperitivo lungo al privé estivo del locale glamour di turno è diritto inalienabile e sacrosanto. Un po’ di decenza, parbleu! Per quanto riguarda invece adolescenti e giovanetti, l’unico rimedio all’uso smodato dell’Instafoto è un bastone nodoso sul groppone.
Senilità, quanto c’hai reso scorbutici.
Efficace. Rozzo, ma efficace.
Per quanto io ami instagram ti devo dare ragione: non è lo strumento a fare l’arte come non è il pennello a fare il dipinto. C’è da dire che, comunque, instagram messo in mano a un buon fotografo può fare grandi cose. Ad esempio:
http://statigr.am/viewer.php#/user/146992/
è uno dei miei account preferiti.
Non sapevo si potessero vedere i profili Instagram via web.
Sarò sincero, chi fa questi discorsi (e mi riferisco all’articolo principale) penso che sia semplicemente un rosicone e basta. Ora spiego perchè. Il fatto e non lo dico solo per difendere Instagram, è che questa app è nata per creare una congrega di “fotografia da cellulare”, nessuno e ripeto nessuno ha mai voluto spacciare le foto di Instagram come foto artistiche. Anzi, dirò di più, Instagram è stata rovinata proprio da voi “fotografi professionisti” che caricate le vostre foto scattate con le vostre reflex solo per avere qualche “like” in più. Se solo si potesse impedire il caricamento di foto da esterno, nessuno confonderebbe più le due cose…
Detto questo le foto condivise su Instagram potrebbero anche essere considerate artistiche, ma vanno valutate nel loro contesto, senza fare confronti.
Zio, io ho un blog e ci scrivo la mia opinione e basta. Non sono un fotografo, sono solo uno a cui piace scrivere ciò che pensa.
Magari le foto non saranno considerate artistiche, ma se mi intasano il newsfeed di Facebook con le loro foto del cazzo è probabile che pensino che un minimo di qualità ce l’abbiano.
Non posto foto dello stronzo che ho appena mollato nel cesso, sai.
Intanto non sono tuo zio (e sì lo so che p un modo di dire).
Comunque, nemmeno io faccio foto ad ogni cazzata che vedo, ma cerco di dargli un senso, anche quando l’unica cosa che ho a portata di mano è il mio telefono…detto questo, non ha senso giudicare un’app solo perchè ti facilita le cose, anche perchè allora dovremmo metterci anche a considerare gli imbecilli che con la reflex fanno solamente foto al loro gatto…
Se lo sai che è un modo di dire, cosa specifichi a fare?
Comunque il concetto di base resta lo stesso: il newsfeed mi si intasa di foto tutte sostanzialmente uguali. Creatività zero, impegno zero, esposizione e vanità a mille. È un problema del web 2.0 e non certo di Instagram in sé (ho scritto diversi articoli a riguardo).
Avrai capito che il mio, più che un post contro l’applicazione (il titolo è un pretesto – se dovessi prendermela con tutte le app che facilitano le cose avrei ben poco tempo da dedicare ad altro) è un post contro certe persone e l’uso che ne fanno.
Se tu non fai foto a ogni cazzata che vedi, che sia con Instagram o con la reflex, evidentemente le parole del post non sono dirette a te.
Mia opinione su tutta la tematica
http://www.linkiesta.it/blogs/mad-web/amare-od-odiare-instagram
Ué, addirittura Linkiesta.
Grazie.
Trovo molto banale e superficiale chi accusa l’uso di applicazioni facili, immediate, divertenti. Fotografare con un iPhone ed editare lo scatto con Instagram, fare facce da cretini, immortalare un piatto de spaghetti o il proprio gatto che sbadiglia, il tutto con un appropriato filtro vintage ovviamente non ha nulla a che fare con rullino, tempo di posa, Magnum e arte.
E chi non lo capisce sta indietro come chi condanna il digitale e rosica perché fare foto oggi è troppo facile.
Si mischiano concetti che sono distanti anni luce: avere il talento e l’occhio per essere un grande fotografo è una dote unica che nessuno può imitare con una reflex costosa o con un filtro giallo da 1 Euro.
Questo trovo sia l’unico commento sensato.
Cosa scatena tanta rabbia? E’ questa la vera domanda.
Mi sa che il Delicato é fotosensibile.
La gente idiota, suppongo.
Riporto ciò che ho già scritto qui visto che vi fa fatica leggere i commenti.
La prossima volta che vai al cesso e tiri lo sciacquone chiediti cosa succedeve nel 1500.
Lo sciacquone lo usavano nel 1600. Ora c’é la cassetta ecologica con risparmio d’acqua. Aggiornati tu!
Che discussione inutile…
http://it.wikipedia.org/wiki/Sciacquone
Mi sembra giusto distinguere la quantità d’acqua necessaria a smaltire l’atto grosso e l’atto piccolo, visto che ne basta la metà, nel secondo caso. Lo sciacquone, l’antiquato sciacquone, non fa distinguo.
La carta igienica era peggiore, suppongo.
FINALMENTE qualcuno che la pensa come me. Ti amo platonicamente chiunque tu sia.
come si dice dalle mie parti: stevm’ scarz!
Che dici, Straffi?
credo che l’altra pretendente starà soffrendo assaje.
potremmo costruire un banchetto come Lucy: “consulenze sentimentali per le pretendenti di Tam Tam. tanto non ve lo darà mai” il consenso informato, eh.
comunque, cq, a te arrivano i commenti via mail? a me non arriva una cippa e tutto ciò è molto frustrante: non riesco a portare a compimento l’opera di conversione definitiva dalla Straf reale a quella virtuale.
(i due punti li ho messi solo per te)
grazie per i due punti, sono commossa.
Niente commenti via mail, d’altronde non lo ho chiesti.
Bijetto! Bijetto!
mi manca Fiorella.
Tornerà, lo sento.
Mr. Tambourine Man.
rimane il fatto che si, la pianta vintage è fighissima.
Democratizzazione e svilimento del mezzo, vecchia questione. Ma Ando Gilardi ne avrebbe da dire.
Non so chi sia, sai.
questo post “volutamente iperbolico” è spazzatura, imbevuto di ignoranza e banalità. Una visione miope del mondo che giudica le novità non in quanto tali ma facendone dei paralleli col passato.
Sì, sono talmente contro le novità e il progresso che ho un blog.
Ma non temere: io i miei post prima li dattiloscrivo e poi li copio in carta carbone.
ah bene, sono contento per te. Invece di prendertela e dare delle risposte pseudo spiritose, prova ad essere serio e argomenta con una risposta che abbia un nesso con l’argomento di base che sollevo ossia il tuo odiare instagram sulla base di un parallelo per me fuori luogo con l’arte della fotografia. Era quello il riferimento col passato che criticavo. Per me sbagli il riferimento, o meglio sbagli a giudicare sulla base di riferimenti e non leggendo qualcosa di diverso in quanto tale. Fai lo stesso errore di chi criticò la fotografia facendo riferimenti e paragoni con la pittura, o chi criticò la parola scritta sulla base della tradizione orale. è sbagliato giudicare qualcosa di “nuovo” facendo paragoni con l’esistente. è questo che critico in quello che scrivi. Per questo ritengo il tuo pensiero spazzatura, parole e fatica inutile perché vanno in direzione sbagliata. Oltretutto lo fanno in modo approssimativo e superficiale, ma su quello ti accordo il “volutamente iperbolico”
Il problema, S3, è che dover argomentare con risposte serie un post palesemente satirico è una roba talmente insensata da apparirmi demotivante.
Il parallelismo sarà fuori luogo, non sono un purista del passato (ho spalato valanghe di merda sulla fotografia in generale qui e qui).
Quello che intendo è che se avessi voluto dire qualcosa di completamente serio, argomentato e inoppugnabile ci avrei scritto un articolo per un sito serio e non per il mio blog, che amo perché posso esprimere un pensiero anche grottesco nel cazzo di modo che mi pare.
Poi mi prendo le critiche e amo rispondere, ma se volete fare un discorso serio avete sbagliato post(o).
Non so, ma secondo me S3 è Vasco Brondi, Tamburi’.
Avessi letto da qualche parte di gatti con l’AIDS avrei avuto la certezza assoluta.
I gatti hanno l’immunodeficienza felina, prego. Detta FIV. Pensateci, ogni volta che dite Gimme FIV. Il vostro gatto vi guarda. E potrebbe odiarvi.
ok, non avevo colto lo spirito di provocazione fine a se stessa con cui scrivi. Chiudo la discussione seria. Buona giornata a te!
Quanto è facile fare visite e commenti sul proprio blog… basta scrivere 4 cazzate piene di odio e aria fritta e voilà… l’articolo è fatto… Tu hai molto in comune con Fabio Volo… a partire dai tuoi articoli…
Questo forse potrebbe vincere il premio come commento più triste nella storia di ciclofrenia.it.
L’ha già vinto.
La parte su audrey hepburn e’ verita assoluta! Io odio sta mania di condividere i cazzi propri.Idiote che si fanno una foto con sguardo tenebroso da fine del mondo nell’inutile tentativo di ricordare Lina Evangelista…
Instagram e fb hanno creato categorie odiose tipo le foto “guarda quanto sono pazzo ” ovvero gente che e’ dinamica quanto un bradipo, che si mette a fare foto come se fossero posseduti da 20 chili di cocona, con 90kw di sound alle spalle. E vogliamo parlare delle foto ” saltanti”????? Odio! 2012 salvaci tu, rivoglio la clava!
Sappi che riguardo Audrey Hepburn arriverà un post a breve.
Anche se ad agosto vado in pausa.
“…”
…be’?
Mi aspettavo un “NOOO!!!”
Andropausa? Ma di già?
Instagram genera incontinenza visiva, così come facebook genera incontinenza verbale…E se prima dell’avvento di tutti questi strumenti digitali, avevamo la speranza che l’idiozia e l’incapacità umana rimanesse recintata alla cerchia socialmente ristretta dell’idiota o dell’incapace di turno, oggi purtroppo ne siamo sommersi. Ecco l’altra faccia della democrazia web 2.0
Instagram è la macchina del popolo e tu che la critichi sei un reazionario, bacchettone e “nientepopodimenoché” moralista.
Instagram è COMUNISMO.
Tra l’altro c’era chi si era già avventurata nella discussione http://republicandqueen.com/instagram-senza-creativita/
Devo commentare per forza, ma non perché faccio il fotografo, questo, ci tengo eh, sia chiaro!
Non dovevi offendere Guitar Hero, cazzo! Mi sei caduto, precipitato, schiantato, massacrato, eccetera eccetera nel finale! Non esiste che qualcuno possa anche solo pensare di offendere Guitar Hero! Te lo dice uno che suona la chitarra in un gruppo, o meglio che suonava la chitarra in un gruppo (cazzo, questi sono i dettagli che ti fanno capire quanto sei vecchio. Ovviamente sto parlando di te). Paragonare Guitar Hero a Instagram è come paragonare il culo di Marina Ann Hantzis all’unfuckable fat ass di A.M.
Peace & love, sempre!
Ué, io sono un batterista, sia chiaro!
Ce lo so, ce lo so! Credo sia il motivo che ti ha spinto a commettere tale bassezza.
Ma di che ci si stupisce?
Viviamo nella decadenza artistica, perché si crede che l’arte sia un fenomeno popolare.
Instagram ne è solo un esempio di come la popolarizzazione di un’arte la renda un semplice fenomeno di massa. Semplicemente, non c’è filtro: chi è che può dire quale sia o quale non sia una bella fotografia? Nessuno ormai.
Quindi, se si accetta questo paradosso, non si venga a piangere per l’effetto instagram sulla fotografia. Invece, se si accetta il fatto che l’arte non è fenomeno di massa, ma elitario e di nicchia, allora i giochi cambiano, ma per tanti, tanti che oggi si definiscono e sono affermati come artisti.
Mpf.
Sono stanco di rispondere in maniera seria a chi sostiene che ‘sto post sia un “piangere per l’effetto Instagram sulla fotografia”.
Scusa se ho ripetuto cose dette da altri, ma l’ingiustificatezza del piangere sta non in instagram, ma nel fatto che si creda che l’arte sia affare di massa.
Basta uscire dagli schemi di oggi, facile no? (ironia)
Premetto che sono fotografa di professione. Con tanto di diploma e anni di gavetta alle spalle.
Sai cosa penso?
Penso che da quando sono arrivate le digitali il tempo non darà più sapore alle stampe. Perchè di stampe non ce n’è quasi più. Allora ci saranno instagram e i suoi pronipoti a definire un tempo. Quando tra 50 anni riguarderemo una foto con filtrazzo e cornice, potremo dire “ah il periodo di instagram!”. Come ci fu il periodo delle stampe su baritata, il periodo delle stampe in un ora, il periodo delle terribili stampe home-made con le prime stampanti casereccie.
Ogni cosa, bella o brutta, può segnare un epoca.
Mi scuso per il casereccie. Mi è partita la i.
Sicuramente.
Certo è che dei sedicenni di oggi rimarranno tracce di questo periodo un bel po’ deprimenti da mostrare ai propri figli.
Un post meraviglioso
in tutta sincerità. tutto vero e tutto giusto, ma il fotografo si vede anche dalla scelta del soggetto e dalla sapienza nell’inquadrarlo, instagram sicuramente ha filtri che migliorano gli shots ma non rende geniale un inetto, ben vengano strumenti atti a svegliare un interesse artistico collettivo, il gusto arriverà se c’è attitudine, personalmente lo uso come appassionato della fotografia ma consapevole di essere il cosiddetto fotografo della domenica e non me ne vergogno perchè prendo la materia per ciò che è, una disciplina che richiede applicazione e doti innate ma…ci metto passione ed intenzione facendolo.
Al giorno d’oggi tutti si possono improvvisare dj, musicisti, grafici, illustratoti grazie alle potenzialità che la tecnologia mette a disposizione di tutti, ma ciò non significa che viviamo in un mondo di artisti, magari fosse così, ne darei felice, mi pare un discorso nostalgico, troppo nostalgico.
Esistono molte foto inutili rese interessanti da Instagram. Questo vuol dire che una certa componente di sapienza nell’inquadrare il soggetto eccetera esiste, ma è relativamente più piccola rispetto alla normale fotografia.
non so come dirtelo, ma mi manca molto cb.
in realtà te l’ho appena detto.
Ffffff Straffe, che te lo dico a fare, sono andata in India a ritrovare me stessa e purtroppo mi sono ritrovata ma poi mi sono rilasciata lì, ché era meglio. A proposito, “avatar” è una roba indiana. Ogni volta che lo pronunciavano, pensavo alla mia faccia rosa occhialuta. Mi siete mancati quasi tutti.
cb!!! ah, quanto mi siete mancate, tu e la tua faccia rosa occhialuta.
la blogosfera non è la stessa, senz’ ‘e te.
il ruolo di commentatrice di Tam Tam è troppo stretto, per te, fattene una ragione.
Grazie, Straf. E’ questo pianeta che mi sta stretto. Quanto alla blogosfera, i post sono di destra, e i commenti di sinistra.Sto bene qui. Non fosse altro che stare all’opposizione comporta molta meno responsabilità e ti consente di parlare vanvera senza essere mai alla prova. Baci.
Riflettevo sul tarocco mento che inganna i cinque sensi, stamattina. E pensavo che ormai é normale ingannare la vista. Idem per il gusto, con i vari additivi, l’olfatto con le sostanze chimiche, i suoni con sofisticati apparecchi tecnologici e persino il tatto, sempre grazie alla chimica. Eppure … Eppure il taroccamento dei suoni e del tatto mi sembra meno delittuoso di quello della vista, del gusto e dell’olfatto. Forse perchë hanno a che fare col mangiare. Anzi, sicuramente per quello, ha a che fare con il nutrirsi. Nutrirsi di roba taroccata, comporta uno scadimento qualitativo dell’organismo umano. Ma a gente che si nutre, per modo di dire, nei fast food il taroccamento di ciò che vede, gusta e annusa, non deve sembrare così grave. A me, che in un fast food non ho mai messo piede, invece sì.
Questo commento è molto bello, Silvan.
Grazie. Boicottaggio dell’Ipad a parte. Credo che lo ribattezzerò Remo, questo coso. Remo di nome e Contro di cognome. O forse gli sto solo antipatica.
noto che, in Italia in particolar modo, se uno fa un discorso generale la risposta è sempre riportata al personale. Quelli che dicono “io no” e si scostano dall’essere associati con Instagram e quelli che lo abbracciano difendendolo. E’ forse la nostra naturale tendenza al dissociarsi dal gruppo, al non crederci parte di esso- lo stesso problema che ci fa una paese socialmente e politicamente impossibile. Uno può usare (e amare) un fenomeno e criticarlo al contempo, perchè no? E’forse quello che distingue una mente critica anche se il più delle volte è tacciata di ipocrisia e crocifissa verbalmente.
“quella serie di individui che bussano alla porta del cesso dopo averla trovata chiusa”
ogni volta che mi regali queste perle è come se mi titillassero i capessoli!
Peraltro, l’allusione all’immagine profilo di Audry Hepburn potrebbe offendere alcune frequentatrici… poi so cazzi tua!
ps: ora vado a vedere cosa minchia è sto Instagram che ne ho sentito parlare troppo ultimamente e questo affossa il mio sentirmi giovane!
grrrrrrrrrrr.
m’è sfuggito. dov’è, DOV’ÈÈÈÈÈ???
Pure tu, però: quella S. non se n’era accorta mò non è che mettiamo gratuitamente carne a cuocere, che fai sobilli? nun s’ po’ ti tassano, pensaci, ti devi iscrivere all’albo “sobillatore di blogghe” e pavà ‘a retta a Silvna!
Ma cosa c’entro io?! Sempre in mezzo,mi mettete.
è perché ti vogliamo bene.
Comincio a preoccuparmi. Ultimamente mi vuole bene troppa gente. Devo pensar male? Sono diventata troppo buona? No, perché pure la strega di Hansel e Gretel diceva loro che dovevano essere buoni! Prima di mangiarseli. Chissà se praticano il cannibalismo in questi blog. Povera me.
è così, Silvana. fattene una ragione.
WE ALL LOVE SILVER SILVAN
Volete mangiarmi, ditelo chiaro e tondo! Ma ve lo dico subito. Mi sono sciupata!
Stay tuned. Prossimamente si parlerà proprio di questo.
Complimenti per avere pubblicato il post sulla pagina di instagram: sei il solito kamikaze!
Io non so’ d’accordo. Ma non faccio testo: per me le foto dovevano rimanere agli anni ’20, le accetto fino ai 70, poi merda. Merda e basta. Infatti uso una Lomo, ma non è che posso sempre stare a scannerizzare, mi cago il cazzo, e quindi uso istangram (che cmq non è in nessun modo la migliore applicazione per foto vintage). Boh, sarò nostalgica, ma ci ho fatto pure un matrimonio vintage. Il fatto è (e con questa domanda che mi chiedo quindi il senso del tuo post, anche se si capisce che è estremizzato) che anche se chi scatta foto con instagram non sa che cazzo sia un effetto lomo, nemmeno che minchia sia una Diana, comunque la preferisce alla risoluzione megacazzuta di una fotocamera che rende le immagini stra-limpide, perché le ritiene SOLO più fighe. Ma non perché vanno di moda, o perché fanno figo, ma perché è immensamente più bella e le dona un senso artistico, soprattutto se si tratta di un paesaggio. Se no te compri ‘na cartolina, o scarichi una foto da google immagini. Ma porca mignotta, da quando non se po’ spera’ de fa’ arte pure se non sei stocazzo e lo fai attraverso un’applicazione?! Fosse pure pe’ fotografa’ un’inutile mela! Meglio quella de tante cazzate che se leggono in giro (no, non mi riferisco alle tue. Anche se un pochetto sì.)
Mi scusi, una curiosità. Ma per cagare il cazzo, prima é costretto a ingoiarlo?
Si rientra sempre nel campo dei gusti personali, Sa’. Hai colto il fatto che il post fosse estremizzato, sulla storia che le foto con Instagram siano più fiche rispetto a quelle di una megafotocamera, uhm, non so, mi sembra a sua volta una generalizzazione, no (mi riferisco a quell’”immensamente più bella”).
Detto ciò le foto del tuo matrimonio me le so’ spizzate e so’ fichissime!
Ma che gusto c’é a guardare le foto del matrimonio di qualcun altro? Io non guardo manco quelle del mio! Ma spiegatemi il mondo moderno, vi prego, ho perso un sacco di puntate!
Instagram è la fotografiatddj futuro una nuova forma e’arte!
INSTAGRAM SPAKKA xD xD
Ti lovvo!
Tormentone
http://www.youtube.com/watch?v=vFLykYv58C0
Dire che Instagram è fotografia è come dire che Guitar Hero è musica, vaffanculo.” va bene, ma le funzioni di questi 2 aggeggi non sono farti diventare un fotografo o una rock star. che senso ha odiare un’applicazione!
Sfogo personale, tutto qua.
Tu non hai mai messo i ferretti sui denti!
Chissà, magari qualche editorialista scriverà davvero, su carta, di come una volta era diverso e bisognava misurare le parole, e poi sono arrivati i blog.
Perdonami ma non mi trovo totalmente d’accordo.
Tecnicamente Instagram è nato per seguire la moda della Lomografia, rendendola accessibile a tutti, visti i costi di un rullino 120mm e relativo sviluppo, stampa e sì, macchina fotografica “sperimentale” (contro il costo medio di un dispositivo con sistema operativo Android di fascia medio-bassa di 120 euro, spendibili una volta ogni 2 anni in media), e qui parla la parte di me che crede nella fruibilità , dell’oggetto bello ed alla portata di tutti/ di un prodotto di comunicazione e condivisione 2.0, concetto nemmeno troppo giovane, se ci pensi.
Praticamente è nata perché è un’idea che funziona, un prodotto che è stato da poco venduto a Facebook per il doppio del suo valore, e ben venga, dico io, che in tempi come questi ci siano delle idee che vendano (qui parla la parte di me orientata al marketing).
Detto ciò, posso aggiungere che sì, è pieno di bimbiminkia che si fotografano le All Star e ci piazzano due filtri con Instagram mentre gli amici gridano al miracolo (mentre io ho studiato e lavorato per anni sui software di grafica e photo editing, vedi Photoshop) ma chi decide se un modo di esprimersi possa o meno essere arte?
Ho visto alcune cose parecchio interessanti in giro, alcuni pezzi di vita formato 3:2 che non hanno nulla da invidiare, a livello di espressione, a tante fotografie di presunti fotografi venduti ai matrimoni.
Vorrei inoltre farti notare che Picasso, quando dipinse le Demoiselles d’Avignon (1907) fu additato per via dei soggetti (le modelle erano tutte prostitute) e “sfottuto” (ancora oggi, purtroppo) per via di quelle linee violente che schizzavano via dalla tela, per quei volti così diversi dalla realtà visiva.
Il resto è storia.
Comunque il post è molto simpatico.
Erika.
Grazie Erika, anche il tuo commento è molto simpatico.
Ecco, il mio post è diretto proprio a tali bimbiminkia.
Il confronto sulla base artistica è usato ai fini della presa per il culo che volevo fare.
ahahahaha..mi hai fatto sbellicare dalle risate:) grande! da quando mi hanno fatto conoscere il tuo blog non smetto mai di leggere ogni post anche ai miei genitori ahah
Volevo solo aggiungere una cosa, che forse non si è detta nei commenti: la fruibilità della tecnologia contemporanea è direttamente proporzionale all’incapacità di conoscerla e saperla applicare. Oggi siamo in diretto contatto con mille aggeggi tecnologici rispetto a prima, la tecnologia non è cosa di pochi, è diretta alle masse ignoranti che credono basti premere ‘click’ e condensare millantamila euri di costo in: ‘so fare il fotografo’.
Certo, fa incazzare e parecchio pure. Bello anche il paragone con la scrittura. Oggi sembra che tutti sappiano scrivere, ma il nocciolo della questione è questo: c’è molta differenza tra avere la possibilità di farlo e saperlo fare, ecco, secondo me in questo mondo si è perso quel confine che teneva le due sfere separate. Così c’è il bimbominkia flashato e lo scrittore Fabio Volo convinto di alimentare, insieme all’insuperabile Moccia, l’ampio panorama della nostra tradizione letteraria. (puàh!!)
A presto boy, in gamba!
Grazie man!
Saluta i tuoi
Classico intervento da rosicone, di chi non accetta che chiunque con il minimo sforzo possa ottenere lo stesso risultato di chi si crede figo spendendo migliaia di euro. Patetico.
daje, Tamburi’, dimmi che sei tu che ti scrivi e ti insulti da solo.
non posso credere che esistano persone con zero senso dell’ironia.
me pija troppo male.
Mi piacerebbe, ma ho smesso con l’auto-commenting.
ODIO INSTAGRAM XKE’ L MIE FOTO SN MLT + BELLE!!!!111!!!UNO!!!
———————————————————————————->2° me una foto può essere interessante, intelligente ed innovativa, indipendentemente se si applica o meno un filtro.
E’ come dire che un piatto di pasta non è buono perchè il piatto su cui poggia la pasta è brutto. Instagram non centra NULLA !! Se la foto è una foto idiota , non è certamente per via dell’ uso di un filtro<———————————————————————————-
Mi sfugge l’utilità dell’uso delle linee.
ti stimo. ti stimo tantissimo.
io uso instagram. anzi ti dirò di più, non ho mai voluto saperne di Iphone…ma quando ho visto che la mia pasticceria preferita nel mondo aveva un’APP per IPHONE dove potevi sfogliare le loro ricette, i metodi di preparazione dei cupcakes (hai scritto un post sui fottuti cupcakes che stanno invadendo il nostro mondo?!!? che io amo…ma li amo da quando in Italia andava la girella motta…) ed altre figonate…allora lì mi sono detta: OK DEVO PRENDERE UN IPHONE. detto ciò, Instagram è carino…concordo con chi sopra ha detto che è un social network che parla per immagini, ed è una trovata interessante (anche se c’era già Flickr…). Ma ti do ragione su tutta li linea. In particolar modo sul fatto che ci sono ragazze che conosco, spero non me ne vogliano, che sono dei beneamati cessi dal vivo…e poi miracolosamente Instagram le trasforma in Gisele e Naomi (secondo me usando il filtro SUTRO di Instagram ti abbronzi anche…). Un pacco di pastasciutta da aprire diventa un’immagine pazzesca di still life. vogliamo poi parlare di quanta gente clicca “mi piace” sulla pagina di CANON, NIKON, FOTOGRAFIA, I LOVE PHOTOGRAPHY?! …grazie per avermi ascoltata. ti prego, scrivi un post sui CUPCAKES ed il CAKE DESIGN…
Mi dovrei documentare, prima.
Beh, che dire.. non ti sei risparmiato mezzi termini ma condivido appieno il tuo pensiero, avendo interpretato al volo il messaggio che volevi far trapelare.
Mitico.
secondo me ti fai tante pippe mentali per niente. non penso che i ragazzini che usano instagram lo facciano per qualche velleità artistica. lo usano e basta. esiste, perchè non usarlo? le mie foto di quando avevo 16 anni non sono molto diverse, fan cagare anche senza instagram.
a dire il vero fan cagare anche quelle che faccio oggi, però mi bullo che ho la macchina fotografica figa e molti ci cascano dicendo che son bravo. ma non mica vero.
vado a fotografare il mio posacenere con instagram, sai mai…
Lo faccio per divertirmi.
http://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151331654729768&set=a.10150273492334768.397744.819819767&type=1&theater
Makes sense.
istagram o no, blog o mica blog, polaroid o lomo… ma chi s’emporta! una cosa è certa: io su questo blog mi faccio sempre grandi risate. e tanto mi basta!
grazie mr. Tambourine!
(e CHE VIVA ironia, vi prego)
Mitica. Grazie.
In principio l’arte della scrittura era meno dispendiosa. Erano necessari un foglio ed una penna, nel peggiore dei casi una macchina da scrivere. Ci voleva molto più tempo per scrivere, perciò si rifletteva più a lungo e, inoltre, vi era ancora l’abitudine di rileggere quanto si era scritto, anche più volte. Altre qualità quali il pudore e il riserbo portavano spesso la maggior parte delle riflessioni personali a giacere nascoste per anni in soffitte o cantine, talora scoperte da nipotini curiosi che non dovevano fare nessuno sforzo per decifrare calligrafie sinuose ed eleganti.
Poi giunse il tempo in cui ognuno potè esprimere la propria opinione su qualsiasi cosa, in modo indelebile e leggibile da qualsiasi parte del globo, barriere linguistiche permettendo. Lentamente si esaurirono gli argomenti, per cui si passò prima a scrivere sul nulla, poi sull’amore del nulla e infine sull’odio del nulla.
Lentamente, la gente fu così intenta a dover sempre dire qualcosa su tutto che smise di fare il proprio dovere. Scivolammo in una grave crisi economica, una delle peggiori della nostra umanità. Fu così che si fecero strada i nuovi neo-con, quelli destinati a restare, quelli che con il motto: “stai zitto e zappa” regnarono sul mondo per il resto dell’eternità.
Questo commento vince a mani basse il premio per la parafrasi più inutile mai apparsa su ciclofrenia.it™.
Il suo concetto dell’inutilità è così vasto da rivaleggiare quello dell’ottuagenario abbandonato dalla famiglia, del nichilista in malora e del melanconico cotardiano.
Caspita, che cultura.
Organizzo aperitivi settimanali a tema semantico con i ragazzi dell’Accademia della Crusca se ti interessa partecipare.
Delicato, ti adotto io, se ti hanno abbandonato!
Oh diamine! Ovviamente il mio linguaggio era iperbolico ed estremo. Esso sicuramente rappresenta parte del mio modo di pensare,ma la struttura dello stesso dimostra che non è adatto a discuterne ‘oltre un certo livello di serietà’, non so se mi spiego.
Ti spieghi benissimo: chi cerca di controbattere pseudoseriamente a questo tipo di articoli è più che altro da compatire.
Cordialità.
Mi piace come risponde con compassione a citazioni delle sue stesse parole. C’è sempre, in fondo in fondo, quel minimo di autoindulgenza compatibile con la vita. Purtroppo, aggiungo io.
Parafrasi, prego.
Come ho specificato, peraltro, la più triste e inutile mai apparsa su questo blog.
L’ultima era una citazione per intero, ma per carità, non voglio sindacare, mi è stato insegnato che è meglio assecondare. Per quanto riguarda la sua tristezza, la invito a non compiere gesti avventati ed impulsivi e, nel caso, spero che il 118 la salvi in tempo. Il mondo ha davvero bisogno delle sue opinioni e delle sue rivelazioni, vedrà che un giorno riuscirà ad emergere dalla sua medietá ricolma di timori, non si lasci prendere dallo sconforto. Prosit. Proust. Prut.
La discussione si fa interessante.
Per il momento continuo a preferire il ripasso delle istruzioni del mio frullatore, ma le cose potrebbero cambiare presto.
non sono interessato a Instagram, ma leggendo l’articolo posso dedurre che paradossalmente è l’autore dell’articolo ad essere uno di quelli che rimpiangono il passato. E poi come si permette di definire i ragazzi deprimenti frullati deambulanti ecc… io ho 43 anni ma è da involuto mentale provare quel disgusto per il nuovo e per le nuove generazioni. Eviti di scrivere ancora articoli è troppo chiuso mentalmente.
Basta con questo rispetto.
Vomitare la bile verso chi è idiota, sempre e comunque.
Evita d scrivere commenti, sono semplicemente inutili.
Eh. Dopo il commento sul frullatore ho letto girmi. Sarà niente.
Come hanno già scritto in molti, l’importante è saper distinguere ciò che è arte da ciò che è semplicemente condivisione. Anche al tempo delle analogiche ogni famiglia (più o meno)aveva la sua macchinetta per immortalare i ricordi: non è che fossero tutti fotografi, ma ognuno ha il suo album di famiglia. L’unica differenza è che oggi esiste internet e i tuoi ricordi puoi condividerli con chiunque. Magari se avessero potuto lo avrebbero fatto anche allora.
Altra considerazione che vorrei fare è la seguente: ho 26 anni e, ahimè, vivo nell’era del digitale. E’ forse una colpa? Ho ricevuto una reflex digitale per la laurea, ed è il regalo migliore che potessero farmi. Nessuno nega l’assoluta superiorità delle analogiche, ma non si può neanche negare che oggi si sia raggiunto un buon livello di qualità anche sulle digitali, e che queste abbiano il vantaggio di consentirti di sperimentare facendo un numero infinito di scatti, senza dover necessariamente sviluppare tutto. La maggiore accessibilità a una qualunque forma d’arte, a mio parere, ha sempre i suoi aspetti positivi, pur non negando quelli negativi.
Niente da obiettare, naturalmente.
Se si parla sul serio, insomma.
premetto che non ho letto tutti i commenti e tutte le risposte che avrai dato…ma davvero il tuo post non ha questo gran senso, per tre motivi fondamentali:
1. gli estremismi sono sempre sbagliati, saprai meglio di me che su instagram non tutti gli utenti postano duckface o fotografano, ingiallendole,piante di basilico;
2. sfido qualsiasi persona a trovare un utente che si creda un Eliott Erwitt, un Jeff Widener, o un Augusto De Luca. Ognuno posta quello che ha voglia di postare, e se non viola leggi di copyright o la libertà fisica e morale di qualcuno, è liberissimo di farlo, che ti faccia piacere o meno.
3. Stai facendo un confronto inutile, come tra tv e cinema, libri e ebook, pittura o stampa… Instagram si chiama Instagram proprio perchè nasce con l’intento di condividere delle instantanee, le quali,per definizione, non possono nascere dopo ore di studio, o dopo lunghi tempi di posa.
Non ti piace Instagram,non scaricarlo, cancella l’app. Tra milioni di utenti, nessuno ci rimarrà male.
È vero, poi c’era tutto un discorso sulle mezze stagioni che al momento mi sfugge.
È davvero desolante questa filosofia del “non ti curar di lor ma guarda e passa,” io voglio il diritto di smerdare chi voglio e quando e come voglio.
Che bello avere tanti contatti. Al punto che non ne ho nessuno. Contatti. Bah.
Ma come cazzo parli?!
e come si chiama le persone che seguo, dante alighieri?
e come si chiamano le persone che seguo, dante alighieri?
Non sai leggere?
allora sono proprio vecchio… non so’ neanche che cosa sia un Duckfaces… e poi come si fa??? (pero’ la discussione padre figlio l’ ho trovata geniale….<>)
C’è l’immagine linkata, per il duckface.
Giuro, mentre leggevo ho sentito l’irrefrenabile impulso di selezionare la parola e cliccare il tasto “SEARCH ON GOOGLE” del mio fighissimo mouse (salvo poi accorgermi che la parola era già linkata ad una foto esplicativa), perchè, pur non essendo decrepito, non avevo la minima idea di cosa fosse ‘sta duckface, arrivavo al massimo al facepalm.
Comunque (pur rimanendo nei confini della goliardia) la penso esattamente allo stesso modo, ed ho accolto con terrore l’arrivo di IG su Android, credevo e speravo rimanesse un’esclusiva Apple.
Ora vado, devo riempire di complimenti una figa che fa foto alla cazzo con IG, perchè se sei figa, di default, ti arriveranno piogge di commenti entusiasti da parte utenti di sesso maschile.
Finalmente, uno che parla con cognizione di causa. Specie nell’ultima frase. Che consolazione.
Vero, specie se ti aiuti con gli hashtag.
Senza scendere troppo nel dettaglio : su Instagram ci saranno si e no 80 milioni di persone… vuoi che su 80 milioni di persone siano tutti grandi fotografi e\o esperti\appssionati di fotografia? Suvvia.
Ormai su quel social c’è di tutto , come su facebook o su twitter o più in generale NEL MONDO.
Su IG , ti do ragione , c’è molta inutilità e molto spreco di MB di foto veramente oscene… In mezzo a questo marasma ci sono persone invece che fanno belle foto cercando di fare del loro meglio (anche se sono sicuro che il loro meglio non arriverebbe mai al meglio di sua eccellenza). Cercano di fare le loro foto , quotidiane , col cellulare , con la reflex o con la bridge al loro meglio , Editandole, usando filtri anche pesanti a volte … secondo i loro gusti…e quindi ?
Cè qualche cosa di male ? Instagram ha privato il mondo dei grandi fotografi? Sono forse morti tutto d’un colpo perchè qualche ragazzina Emo ama farsi foto delle proprie chiome allo specchio?
E’ nato con l’idea dell’istantanea , non è nato per sfornare opere d’arte.
Spetta all’utente finale decidere se postare spazzatura o cercare di care componimenti e scatti carini (molti fotografi su instagram postano foto dalle loro reflex , spesso senza i famigerati filtri) e sopratutto spetta all’utente finale SCEGLIERE chi seguire. Se ti iscrivi ad instagram e segui della gente che non fa altro che farsi autoscatti allo specchio o fotografare vasi senza neanche preoccuparsi un minimo dell’inquadratura ‘perchètantoc’èilfiltrovintage’ allora significa che te lo meriti perchè sei stato talmente disinteressato o pigro da non voler neanche imparare ad usarlo instagram , che non ti sei neanche posto il problema se in mezzo a quelle 80 milioni di persone ce ne fossere alcune con un minimo di coscienza su quello che postano.
No. tutto ciò che è instagram diventa merda , che sia merda o non lo sia poco importa perchè … è su instagram.
Questo , sinceramente e senza offesa , è una tanto saccente quanto inutile e banale estremizzazione che lascia davvero il tempo che trova.
Una generalizzazione talmente terra terra da essere degna non di un fotografo , non di un artista , non di una persona intelligente e piena di attitudine… ma di un bambino di cinque anni.
E si: Sono un ‘assiduo’ utilizzatore di Instagram ed ho la mia cerchia di utenti che seguo e di cui trovo le foto interessanti , posto almeno 4 o 5 foto alla settimana cercando di fare ‘del mio meglio’ dal basso della mia semplice passione e non professionalità , che ho sempre avuto , da molto prima di instagram , per la fotografia ed il fotoritocco (come se ritoccare una foto per bene sia una cosa semplice ..) , continuerò sicuramente a farlo anche dopo aver letto questo articolo e aver visto alcuni nasi “sopraffini” storcersi al solo nominare Instagram , e lo farò perchè non me ne frega assolutamente nulla del giudizio di chi , dall’alto della sua saccenza , prende una cosa che fondamentalmente non conosce, di cui fanno parte milioni di persone e l’accomuna tutta in un unico grande fascio appioppandogli qualche sinonimo di “merda”.
Detto ciò..
Da bravo Iger me ne vado cordialmente affanculo come ordinato da sua eccellenza.
E si.. hai proprio ragione : si stava meglio quando si stava peggio.
Quando su internet certe cazzate non le si leggevano.
Radiosi Saluti ed inchini vari.
E vince il premio Pedanteria dell’anno…
Ci ho provato, sul serio, ma rispondere alle puttanate presenti in questo commento lungo e pedante sarebbe troppo faticoso.
Facciamo la prossima volta, eh.
Buon Earlybird.
Attento a chi hai dietro, quando ti inchini.
mamma mia quanto generalizzi.
Che noia.
No scusate, ma qui si esagera. Sono la prima che grida “ORRORE” quando vede ragazzine che fanno foto stupide e tutta questa “moda” che gira attorno alle foto. Parlando personalmente, vorrei imparare a fare fotografie decenti, ci provo, magari anche studiando,ma uso i filtri per abbellire quelle che faccio, senza pretendere di essere chiamata “fotografa”. Quando comprai la mia Nikon coolpix L110 c’era una bellissima reflex che mi guardava e diceva “dai comprami”, ma NO, Mai, non so usare una digitale vado a prendermi la reflex!?(cosa che fanno in troppi!!!) E’ vero si che la fotografia è sput**anata da questi che c’hanno i soldi per la macchina fotografica fica e fotografano lenzuola sfatte..ma a usare filtri per rendere le foto, foto della nostra quotidianità, non foto per una mostra o chissacchè, più carine, che male c’è? Si esagera, si esagera, questo gridare al “I TEMPI DI UNA VOOOOOLTA” sempre e comunque, è fastidioso tanto quanto queste robe tipo instagram e via discorrendo!
Hai ragione Nina, qui si esagera. In maniera del tutto voluta.
In relazione al resto del tuo commento, solo noia.
volevo argomentare sul perchè questo articolo sia una baggianata e non faccia ridere, ma mi ha troppo depresso e quindi ci rinuncio.
Ahahahahahahahahah! Grazie della risata!
Meno male, guarda.
Non so se avrei avuto la pazienza di leggere altre puttanate.
Pienamente d’accordo. Sarà estremo, sarà iperbolico, ma è innegabile: alcuni aspetti del progresso ci portano in definitiva a un “regresso”, soprattutto culturale. Sono convinto che tra le persone che usano istagram ci siano anche fotografi che sperimentano cose nuove, o persone molto sensibili alla fotografia e alle sue nuove forme… così come ci sono persone a cui piace scrivere e scrivono su un blog (chi ha detto che scrivere su un blog non è scrivere? con quale argomentazione? scrivere su un pezzo di carta e buttarlo nel cesso è scrivere, quindi…).
Gli strumenti moderni in questione rendono più facile accedere a risultati “soddisfacenti”, a volte anche “ottimi”. Il fotografo, quello vero, armato di reflex, stativi, luci e obiettivi, mira all’eccellenza. Non c’è verso che il mondo di istagram possa oscurare o concorrere con quello della VERA fotografia.
Ti dò atto di una cosa. Molta gente fotografa con istagram della merda e la spaccia per arte. A quella gente io dico: ma vaffa…
Ti adoro. Alcune delle parole che hai usato qui sono quelle che uso io da mesi nei miei corsi di fotografia. Bravo.
Grazie.
Secondo lei tutti hanno la pretesa di essere artisti fotografi? Guarda che ti sbagli, molti giovani usano instagram solo per condividere la loro vita e il modo in cui la vivono. Inoltre per fare “arte” non è necessario seguire delle regole che impone il sistema, o persone come te che parlano da pulpiti preistorici. L’arte è espressione dei tempi in cui viviamo, espressione della società che si conosce. Questo è noto dalle radici della nostra cultura. Ti sei ma chiesto perchè Catullo non è paragonabile a Manzoni, o perchè Raffaello non ha niente a che vedere con Monet? Apri gli occhi e vivi insieme al progresso, senza pensare che le persone abbiamo strane manie di protagonismo, che a quanto pare hai tu!
:’) Io amo chi ha scritto questo articolo… indipendentemente dal suo sesso, deve sposarmi.