Bamako.

Le zanzare sono Super Saiyan, non le ferma niente e nessuno, l’Autan ti protegge quanto il firewall di Windows. Pure se ti copri fino alla testa riescono a entrare nel letto con te e pungerti come se non ci fosse un domani. Alcune zanzare a Dakar si erano affezionate così tanto a me che ancora oggi sono obbligato a pagar loro gli alimenti. Pure se l’affidamento della malaria l’hanno dato a me.

Fa un caldo indescrivibile ma due o tre giorni alla settimana ci sono dei temporali di tre o quattro ore che sembra possano strappar via la casa dalla terra da un momento all’altro. Dopo la pioggia rinfresca un po’ per il pomeriggio e le strade sono ammassi di fango dove camminare somiglia a una partita a Campo Minato.

Le sigarette non hanno un prezzo fisso: un paccheto di Marlboro Light puoi pagarlo da 700 a 1,500 CFA a seconda di dove lo compri. Spesso i bambini ti urlano toubab! per strada, vogliono solo che ti giri a salutarli e quando lo fai ridono. I più intraprendenti vengono a stringerti la mano.

Nove volte su dieci quando fermi un taxi per strada dentro c’è già un’altra persona. Il tassista accosta e ti chiede dove vai. Se non è troppo fuori mano rispetto al percorso che deve fare per portare l’altro cliente ti propone di salire e di accompagnarti dopo che lo avrà lasciato. Tipo un amico, per intenderci: “porto prima lui e poi te.” Ci manca solo che ti chieda “intanto fai una canna.”

Qualcuno lo fa.

Le strade asfaltate sono piene di quei dossi per farti rallentare che la mia famiglia ha sempre definito “banane”: qua li chiamano gendarmes couchés, gendarmi sdraiati. E poi ci sono i gendarmi veri: ti fermano almeno due o tre volte a serata, ti chiedono un pièce, un documento. Io gli mostro il badge della mia organizzazione e loro mi rispondono “ah, lavora a [omissis], prego vada.”

A volte i gendarmi che ti fermano sono falsi. Li riconosci perché indossano divise raffazzonate, parlano solo Bambara e ti chiedono punuali dei soldi dopo aver visto il documento. Lo fanno pure le guardie vere, a volte. Ti chiedono “vuoi fare qualcosa per aiutare il Mali?” Tu fai finta di non capire, sorridi e ti lasciano andare comunque.

In discoteca ogni canzone è sempre la stessa canzone: una suoneria di un Nokia 3310 missata con il suono campionato di un cavallo al trotto in fast forward. Le donne fanno a spintoni per ballare davanti allo specchio e non si vestono, si fasciano. Si conciano così per farsi guardare e se incroci il loro sguardo anche solo per un attimo hai l’impressione che possano essere tue per sempre.

Quando fuori dai locali ci sono Maliani in fila tu puoi passare davanti a tutti e nessuno ti dice niente.

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