
Pic: salihguler.
Quando Agnese mi disse che non mi voleva più la prima cosa che feci fu stappare una birra.
Rientrai a casa, salutai mia madre controvoglia e andai in camera.
“Che hai?”
“Niente.”
Mi sedetti alla scrivania che dà contro il muro e stappai una Franziskaner. Guardai la parete giallognola per qualche minuto. Avevo sempre pensato che in un momento come questo avrei tirato fuori i pensieri più reconditi e significativi: i ricordi delle passeggiate al centro birra alla mano o quella volta a Sperlonga che mentre si toglieva il costume per un attimo le si è vista la fica.
Invece, quel giorno stappai una birra e accesi la tv.
Mia madre si affacciò per la seconda e ultima volta, perché le madri ci provano sempre due volte.
“È per via di quella ragazza?”
“Mamma, lascia perdere, chiudi.”
Provai a lasciare spazio a riflessioni importanti: la vita, l’amore, il dolore. Pensai di dover scrivere o comporre una canzone. Credevo che la sofferenza, la sofferenza assoluta avrebbe finalmente avuto lo spazio che meritava. Invece non riuscii a distogliere lo sguardo dai capelli ondulati di Max Giusti e dal colore dei pacchi di Affari tuoi che non cambia mai.
Pacco blu, ceralacca rossa. Scavicchi ma non apra. L’offerta del dottore. Ringrazio il dottore, rifiuto e vado avanti.
Rifiuto e vado avanti.
Agnese la sentii altre quattro volte. La prima volta mi disse che doveva passare a riprendersi la bicicletta. La seconda mi chiese il numero di Fabio ché se l’era perso. La terza mi chiese come si fa lo screenshot sul Mac. La quarta mi mandò un messaggio per Natale.
E poi basta.
E poi, veramente, basta.
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sai anche far piangere….
Mi sono sentito sprofondare da qualche parte. Ce la sai, Tamburi’.
Attendo impaziente il tuo prossimo libro sai?! Intanto ho aggiunto Roma Lato B su Anobii che non lo avevano nel database
Hai fatto il miracolo prima di me, solo che io non avevo voglia
Davvero non c’era? Mi pareva di sì!
Grazie comunque, Vale! Come te la passy?
grazie per non aver scritto “come te la pussy”…
Non avrebbe avuto senso, con la pronuncia!
Giuro che l’ho pensato!
Ma guarda che c’era già, infatti mi ricordavo bene! http://www.anobii.com/books/Roma,_Lato_B/9788866070030/01916d3cb5c63927b0/
Ah ecco… però l’isbn è diverso da quello che ho io, per questo non lo trovavo.
Command-Shift-3 schermo intero
Command-Shift-4 selezione
e poi c’è un comando per farli salvare in png invece che in tiff
Sì, io lo so.
Dici che l’hai lasciato per Agnese, ve’?
Eh, questo dolore, che dici cazzo, che almeno si trasformi in qualcosa di positivo, che almeno mi faccia creare e rendere soddisfatto, che mi faccia portare la sofferenza come una medaglia al valore.
E invece no, infatti.
Che palle, esprimi sempre grandi verità.
Ah, comunque la foto è bellissima. Ottima scelta.
Ve’?
Lo penso pure io. Era verticale e l’ho rigirata.
un po’ agnese la invidio, che è capace di chiamare per chiedere come si fa lo screenshot. Io invece o taglio i ponti senza rimpianti, rimorsi, rancore e auguri di natale (che quelli non li faccio neanche a mia mamma); oppure aspetto all’infinito (e per infinito intendo mesi o anni) che ritorni.
Invidio molto chi invece ha abbastanza amore per se stessa di non negarsi, per orgoglio, una chiamata a una persona che le va di sentire o di chiedere un favore a uno che spera in qualcos’altro.
No vabbè, tu hai scritto un post martella-maroni e io col commento ti ho superato. XD
La storia dello screenshot sul Mac voleva sintetizzare il malessere in una sola frase.
bel dettaglio, chiamava per cazzate insomma.
Molto Piccolo eh?! Mmm .. come sei sexy quando sei così fottutamente cinico… Ma ‘sta Agnese io me la ricordo già da qualche parte, qui su Ciclo. Dai, non mi far passare le ore a trovarla. Dov’era? alle elementari?
Molto Piccolo?
In realtà Agnese è il nome della mia prima fidanzatina importante, ma ho solo preso in prestito il suo nome. Il resto è invenzione, decollocazione (?) temporale, attribuzione di eventi a luoghi e persone diverse.
Insomma, il solito frullato del cazzo!
Piccolo Francesco
Il resto l’avevo capito, è che mi alambiccavo (ti piace?) nel contesto mio sport preferito, che è quello di cercare ricordare in quale commento di quale post già avevi detto che si chiamava Agnese la prima tipella tua.
In realtà non penso di averlo mai detto in un commento, e mi sa che il search di ciclofrenia.it mi dà ragione!
ci dev’essere, ne sono sicura
Quanto adoro la gente sicura di quello che dice, in barba a quelli che le osteggiano e cercano di farle sentire manchevoli.
Ti sfido.
moderna …
http://www.youtube.com/watch?v=lUxAKquUICE
Eh, beh. L’avevo citata qui, anche.
me lo ricordavo.
Questa Agnese mi sta sul cazzo perché t’ha fatto soffrire.
Ma può anche darsi che ai tempi non eri mica così globalmente ottimo come ora.
(come sono fortunato, come siamo fortunati noi, quelli di ora, dico)
Quindi un po’ mi fa tenerezza.
Ma mi sta sul cazzo.
[P.S.: Ma poi l'hai visto il punto G? -_- ]
C’è chi lo ha trovato sul soffitto.
Come no. Sulla parete Giallognola.
Ovvio che sia giallognolo, se si fuma come turchi.
“Beige. Il soffitto lo voglio beige.”
Il punto G, dici?
Ah, cazzo, è vero, vado subito!
Anche il soffitto beiGe ha il punto G.
Di la verità. E’ un post per farla sentire na’ stronza dopo tanti anni?
Nah, anzi! È un frullato, come ho scritto nel commento di risposta a CB!
Tremendo, davvero tremendo.
Almeno la dignità di cercarselo su google, come si fa uno screenshot sul Mac.
C’è chi fa di peggio. Tipo svegliarti alle tre di notte per chiederti roba di matematica per un esame del cazzo.
SENTO PUZZA DI “TRATTO DA UNA STORIA VERA”.
Il titolo può benissimo “Sogno di una bestemmia di mezza dormita”.
Pensa che io invece mi sparavo tutti i pipponi di Travaglio su youtube, per concentrarmi su cose “importanti”. Me sa che erano mejo i pacchi…
I pacchi sono la linea conduttrice dell’intera mia produzione letteraria.
Tutti abbiamo avuto un’Agnese. Io 3.
Fantastico. La tua ironia (auto e non) mi strappa sempre un ghigno di soddisfazione per come sei bravo a esprimerla sinteticamente, senza una parola di troppo. Che Agnese sia inventata o vera hai colto il sentimento di stupefazione di certi momenti, quando si preferisce affogare qualsiasi pensiero prima ancora che emerga.
Ué.
Grazie, Ignominia.
quando pensi che davvero starai male e soffrirai e ti strapperai i capelli e, invece, no. Soddisfazione!
Soddisfazione, dici?
soddisfazioni e un pizzico di rimpianto per aver dedicato tempo non tanto a quello/a sbagliato/a ma proprio a nulla.
Soddisfazioni? So’ disfacimenti!
nel momento in cui lo/la risenti o rivedi senza sentire le farfalle nello stomaco, senza fingere indifferenza sul momento per poi passare il resto della giornata con una patina di sofferenza e insofferenza sugli occhi e sul cuore, che ti fa camminare lavorare parlare mangiare come un automa senza pieno coinvolgimento, in quel preciso istante lì, se il miracolo accade e vi fate due risate e ciao alla prossima e riattacchi e lo/la ripensi con un sorriso per poi andare avanti come se nulla fosse, se ciò davvero accade, sei guarito. Ed è una sensazione bellissima. Perchè senti che fra i due quello che ha vinto in fondo sei proprio tu.
Ma non succede mai
Ci ho pensato anche io ma non so se avrei saputo esprimerlo così.
Ho letto questo post per caso, proprio a pochi giorni dall’abbandono (vigliacco e tristanzuolo) del mio ‘Agnese’. Sai che ti dico? mi sento molto seglio. Provero’ a stapparmi una birra e poi, davvero, basta. Grazie.
daria
Grazie Daria.
Come ho ripetuto spesso, commenti come questo sono i motivi per cui è bello avere un blog.
aprii una weihenstephaner kristallweizen e rimuginai: ‘non è che a chiavari in spiaggia qualcuno mi ha intravisto la topa?’