Addio.

Che poi sarebbe il caso di dire arrivederci. E non è neanche per così tanto tempo, diciamo la verità. Ma se bazzicate questo posto da un po’ lo sapete, che qua ci piace romanzare tutto.

Sono partito.

In aereo fa sempre freddo dopo un po’, anche se non capisco bene perché. Poi io la coperta che ti danno in realtà la uso più come bavaglino mentre mangio che per coprirmi.

Dovreste vedere che spettacolo, quando mi alzo e la sgrullo.

Non è che abbia mai granché capito la composizione del pasto che ti danno in aereo. Sì, fa-schifo, è-una-vergogna, Beppe Grillo Beppe Grillo e quello che vi pare, ma questi sono luoghi comuni e io non sono il tipo da luoghi comuni. Quello che mi sorprende è che il pasto dell’aereo sembra un misto tra colazione, pranzo e merenda.

Il pasto dell’aereo è Le ricette di Nonna Papera remixato da Dj Prezioso.

E per me è un problema perché io tendo a mangiare tutto. Non ci riesco proprio a lasciare qualcosa nel piatto, mi sentirei un cretino o comunque meno ciccione. Quindi va a finire che faccio la scarpetta nel pollo al sugo con il pane imburrato mentre sorseggio lo sciroppetto all’albicocca.

Sono partito per l’Interzona.

La società occidentale ha tutti i mali del mondo, e ti plasma inevitabilmente secondo i suoi canoni. Tu puoi essere bravissimo a tirare fuori il meglio e capitalizzare le scelte materiali, morali e sentimentali che essa ti offre, ma in realtà gli ingredienti della tua vita sono gli stessi di quella di tutti gli altri, cambia solo il modo in cui sono amalgamati.
E quello che sei tu, potrebbe esserlo chiunque altro.

Trovarsi in un mondo che non ti conosce, in cui tutto è nuovo. In cui non hai tutto quello che hai a casa tua, in cui non sei tutto quello che sei a casa tua. Lasciare a casa tua solo ciò che vuoi che sia a casa tua. Che sia, casa tua. Essere un volto nuovo per qualcuno, anzi per tutti. E fare in modo che questi tutti ti costruiscano un po’, ti rimodellino.

Non sono ancora nell’Interzona. Ci andrò il 17 maggio.

In queste pagine potreste vedermi raccontare le storie di persone molto diverse da me, nel prossimo futuro. Ma non ho voglia di dire qual è l’Interzona, per il momento. Chi deve saperlo già lo sa, e per tutti gli altri ho lasciato un piccolo indizio in questo post. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

Gli altri, in camper.

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