Apologia del porno

Il momento più basso della mia vita l’ho raggiunto ieri, quando mi sono ritrovato a guardare una videointervista a Sasha Grey su Vice Magazine a schermo intero durante l’orario lavorativo, in un open space.
Ero rimasto colpito dall’immagine qui a fianco (di Richard Kern), una delle più conturbanti che abbia visto nella vita. Non è un nudo, è una roba più subdola: neanche te ne accorgi e dopo due minuti è già lo sfondo del tuo iPod Touch.

Partiamo da una premessa, però: per me il porno non è una pratica sessista e perversa. Per me il porno è come un genitore. È in assoluto il servizio più utile che si possa rendere all’umanità, roba che a Medici Senza Frontiere je piscia in testa. Per tre fondamentali ragioni.

1. PORNO SIGNIFICA PROGRESSO.
Come osservato da Livefast, la liberalizzazione della pornografia è il principale e più lodevole traguardo raggiunto dall’uomo in quanto maschio, traguardo che ci dà tutto il diritto di governare il mondo soverchiando il genere femminile.
Dopo l’avvento di internet tale processo di liberalizzazione ha subito un’accelerazione pazzesca. All’inizio erano le foto porno, ci mettevi una vita a scaricare un jpeg di una tizia che sorrideva alla camera mentre una trave di sostegno del ponte sullo stretto di Messina (più che un pene) le solleticava le piccole labbra. Generalmente il membro era talmente lungo che, per capire a chi appartenesse, la foto avrebbe dovuto essere scattata con Panoramatic 360.

Applausi al condizionale passato in forma passiva!!!

Poi iniziarono a girare video di brevissima durata. Al tempo il porno si pagava, quindi potevi scaricare solo demo in cui in nove secondi vedevi una donna coprire tutti i passaggi fondamentali della tipica trama di un film, con tagli brutali alla Windows Movie Maker. Suonano alla porta-sorriso-fellatio-cunnilingus-sesso-sesso-sesso anale-sesso-eiaculazione in viso. Io scaricavo una smitragliata di video e mi facevo una playlist su Media Player, perché il tutto durasse abbastanza. Era bello, se non fosse che ho sfiorato più volte l’epilessia.
Oggi, con il video-sharing e l’ADSL, il porno è diventato accessibile a tutti; non è più necessario aspettare le tre del mattino incollati davanti a Rete Oro. Qualsiasi fruitore del servizio ha a disposizione un ventaglio di scelte impressionante a costo zero, senza contare gli immani benefici per i servizi di hosting a dominio .xxx. Queste sono le vere liberalizzazioni, altro che decreto Bersani.
E il progresso non è solo economico, ma anche culturale: il porno aiuta ad allargare le menti, spinge il cervello a oltrepassare i propri limiti. Se un tempo una calza rotta sulla coscia era scandalosa, oggi possiamo godere di affascinanti tedesche che, riprese da un Samsung Galaxy S2, accolgono sorridenti tra le gambe il cambio di una Mercedes Classe A.
Il porno abbatte i tabù.

2. IL PORNO STIMOLA LA FANTASIA.
Birra. Maglietta della salute. Barcellona-Milan in televisione, rutto libero e vostra moglie in cucina a lavare i piatti. Questo è lo scenario che si para innanzi a chiunque opti per l’incomprensibile quanto intollerabile via del matrimonio. E va a finire che si fa sesso sempre meno, e sempre negli stessi modi.
Ma se sei un fruitore del porno è diverso: ogni giorno hai a disposizione migliaia di novità riguardo il sesso, e i rapporti con tua moglie non saranno più scontati. Prima ti limitavi alla missionaria, ma con una cultura di base in materia di pornografia arriverai presto a godere delle enormi possibilità che concedono un bavaglio, un po’ di corda, un cucciolo di rinoceronte e cinque palline da ping pong.
Il porno è il nuovo che avanza.

3. IL PORNO È GENDER-FRIENDLY.
Non è vero che il porno è maschilista, che le donne sono passive e spesso maltrattate; certo, è vero che nella maggior parte dei casi manca l’orgasmo femminile, ma d’altra parte questo non è evidente agli occhi e quindi cinematograficamente meno stimolante.
Io personalmente vedo le pornostar come delle vere eroine. Gente a cui affiderei tranquillamente le chiavi di casa o mio figlio. Prendete Cytherea, per esempio, la regina dello squirting. Per gli sprovveduti che non conoscono il significato di questa parola, lo squirting è l’arte dell’eiaculazione femminile pervasiva. Una sorta di geyser progettato da Rocco Siffredi per intenderci, o la Fontana di Trevi finanziata da brazzers.com. Cytherea potrebbe fare del bene concreto per l’umanità: Cytherea could provide water in the desert.
E poi, insomma, come fate a dire che il porno è maschilista? Avete mai visto le sveglie che hanno gli attori pornografici al posto del pisello? Cosa può provare un uomo che guarda un film in cui un attore si tiene il membro con due mani tipo spada laser di Obi-Wan Kenobi e penetra la controparte solo con i 25 centimetri di branda che gli restano?
“Usa la forza, Rocco.”
Per parafrasare un amico, guardare gente così dotata ti fa pensare che, se per qualche inspiegabile motivo ti capitasse di fare sesso con una delle pornostar con cui hanno recitato loro, sarebbe come lanciare un würstel in corridoio.

Insomma, mi pare sufficientemente chiaro che la dedizione di una persona alla causa del progresso civile e sociale sia direttamente proporzionale alla frequenza con la quale essa fruisce della sconfinata qualità artistica del mercato del porno.
Se i numeri contano e le attività si valutano in base all’effettivo beneficio che arrecano all’uomo, ci sarà un cazzo di motivo per l’esistenza di un mercato da 184,500 dollari di spesa al minuto per un business da 14 miliardi di dollari l’anno che copre il 25% del traffico internet.
Voglio dire.

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