
Ho sbagliato tutto, nella vita. Chi me l’ha fatto fare, di studiare Scienze Comuniste.
Girovagando per il web ho trovato il percorso di studi che fa davvero per me: la University of Chicago offre la possibilità di iscriversi al corso di laurea in Comparative Human Development, che punta a offrire una preparazione completa sui processi sociali, culturali, biologici e psicologici che influenzano lo sviluppo umano.
L’esame più interessante nel piano di studi è naturalmente Pornography and Language (codice CHDV 20405). Il programma della materia in questione è riportato qui sotto (più in basso c’è la traduzione in Italiano per chi non bazzica l’Inglese).
The course explores the place and role of language in pornographic films.
Why does language occur in filmed pornography at all? What kind of language occurs? What role does it play? How is it gendered? How does it frame the narrative or drive it forward? How does language subvert or undermine the visual representation of sex? What does any of this tell us about gender, sexuality and erotics in non-pornographic contexts?
Course readings focus on theories of pornographic representation, theories of language, gender and erotics, and methods of transcribing and analyzing dialogue. The course requires students to watch a wide range of pornography, including different varieties of straight, gay and trans porn, so anyone enrolling in the course must be interested in pornography as a social and cultural phenomenon and must also have experience watching porn and thinking about it.
Il che in Italiano vuol dire, grossomodo:
Il corso analizza il ruolo del linguaggio nei film pornografici.
In che modo si manifesta il linguaggio nella pornografia? Che tipo di linguaggio vi si può trovare? Che ruolo ricopre? Quali sono le implicazioni del linguaggio sulla sessualità? Come contribuisce a gettare le basi della narrazione o svilupparla? Come può il linguaggio influenzare o minare la rappresentazione visuale del sesso? Cosa ci dice tutto ciò riguardo il sesso, la sessualità e l’erotismo in contesti non-pornografici?
Le lezioni affrontano le teorie sulla rappresentazione pornografica, quelle del linguaggio, del sesso e dell’erotismo, e i modi di analizzare e interpretare il dialogo. Il corso richiede che gli studienti guardino un’ampia varietà di film pornografici, di natura eterosessuale, gay o transessuale, quindi chiunque si iscriva al corso deve essere interessato alla pornografia in quanto fenomeno sociale e culturale e deve anche avere grande esperienza nel guardare il porno e rapportarsi agli spunti di riflessione che esso suggerisce.
C’è chi dice che i dialoghi nel porno si limitano alle vocali: a, o, u.
Invece no: c’è anche oh my God, oh my God, oh my fucking God. Poi, storia e dialogo sono ormai quello che fa davvero la differenza tra un porno di bassa qualità e un capolavoro dell’erotismo.
Pensate quanto saranno affollate per lezioni. Pensate quanto saranno interracial. Ma poi chi potrà essere la professoressa? Lisa Ann? Charlee Chase? Purtroppo no. Ma a giudicare dalla foto direi che comunque rispecchia i canoni del genere. E guarda caso si chiama Don KULICK!
Be’, gente, poco da dire, ho tutte le carte in regola per un bel 110 e lode, una tesi sulla comunicatività del cumfarting e un posto assicurato come CEO di Brazzers.
Tutti alla University of Chicago!
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L’università americana offre molto. A partire dai famosi festini universitari che hanno consolidato un mito universitario mondiale.
Ora pure un corso dedicato al Linguaggio sul Porno… vorrei vedere la lista dei film raccomandati.
Io avrei un sacco di titoli in testa.
Se l’insegnante fosse JennA McCarty, un pensierino glielo farei.
A me va bene anche Gianna Michaels.
Anche in Italia ci stiamo adeguando.
http://mazzetta.wordpress.com/2012/02/15/il-ministero-dellistruzione-alla-pecorina/
Makes sense.
Punto 1: Belèn ci ha insegnato che esiste anche il “POR DIOS!”
Punto 2: dopo l’esame, Erasmus applicativo a Budapest?
Eramus, fuck yeah (è proprio il caso di dirlo).
>C’è chi dice che i dialoghi nel porno si limitano alle vocali: a, o, u.
Invece no: c’è anche oh my God, oh my God, oh my fucking God.
Hai dimenticato “fuck my ass”, “cum for me babe”, eccetera eccetera
Martha K. McClintock
parliamo della scelta dell’immagine che ha fatto questa donna per rappresentare se stessa all’interno del dipartimento di cui parli. PARLIAMONE!
Oh, Cristo.
È da questi piccoli passi che si comincia.
Tutto a un tratto mi sembra che non tentare il dottorato sia stata una scelta saggia di rispetto verso me stessa. Poi lo sappiamo tutti che tra 30 anni sarò così lo stesso, ma l’illusione è importante.
ah cmq tambourine avevo dimenticato di segnalare, questo video http://www.youtube.com/watch?v=8ZZyEEMdpMw
I nostri giovani ricercatori si dimostrano sempre avanti!
Ammazza che italiano tremendo uso nei commenti.
Un mio ex amico ebbe il coraggio di esclamare: “Ma che me ne faccio di un film porno in tedesco?”
Eh, lui non sarebbe mai stato ammesso a questo corso.
MAI, cazzo.
Laboratorio se ne fa?
Spero ci sia molta pratica.
Signor Delicato mi permetto di fare un piccolo appunto sulla traduzione da lei fatta. Mi sembra che language sia meglio tradurlo con lingua, piuttosto che linguaggio. Così, a partire dal titolo, scorrerebbe meglio.
Il corso analizza il ruolo della lingua nei film pornografici.
E via seguitando. Non trova che assumerebbe una sfumatura più consona?
Sicuramente sarebbe tautologico.
No, signor Delicato. Direi che é tatto logico.
I tuoi giochi di parole finiranno per portarmi al suicidio.
Corsi di questo tipo non sono cosi’ infrequenti… io ho studiato filosofia all’Universita’ San Raffaele di Milano e una parte del corso di filosofia del linguaggio era dedicata proprio al linguaggio nella pornografia…
Scappo a Milano.