Snake


I ragazzi della mia età hanno avuto una fortuna inestimabile: quella di essersi evoluti seguendo un percorso sostanzialmente parallelo a quello dei telefoni cellulari. Perché per ogni essere umano è fondamentale avere un processo sociale, scientifico o tecnologico al quale rapportarsi, in base al quale misurare la propria anzianità.

Prendiamo i settantenni di oggi, che ricordano la televisione in bianco e nero. I quarantenni, che rimpiangono l’Atari. I cinquantenni, che tornano con un sorriso all’Alfa 33. O i sessantenni, che ancora oggi citano entusiasti le straordinarie imprese militari dei gruppi armati separatisti di Civitanova Marche, che lottarono con ogni forza per ottenere l’agognata indipendenza dalla provincia di Bergamo.
Già, perché forse non lo sapevate, ma fino ai primi anni ’80 il comune di Civitanova Marche era inspiegabilmente parte della provincia di Bergamo.
Senza nessun motivo.
Che poi, voglio dire, per gli abitanti era un casino andare a votare e fare un mucchio di altre cose, quindi potete immaginare l’indiscutibile importanza sociale e politica dell’avvenimento storico che mi sono appena inventato.

Comunque. Io ho capito di essere diventato vecchio lunedì 29 Novembre, quando ho sottoscritto il mio primo abbonamento Wind. Scalare i soldi direttamente dal conto bancario. Non dover comprare le ricariche. Non c’è storia, ragazzi, quando ti fai l’abbonamento vuol dire che è tempo di metter su famiglia: sposarsi, comprare una station wagon, farsi erogare un mutuo e comprare i Plasmon al supermercato.
Che belli, i tempi andati, gente.
Io il primo cellulare l’ho avuto tardi, a diciott’anni. A scuola mia i primi telefonini si erano iniziati a vedere già due o tre anni prima. E da quando ho avuto il mio primo Ericsson T18, è lì che ho cominciato davvero a tener conto di quanto rapidamente stessi crescendo.

Quando sei giovane fai gli squilletti. Vi ricordate, quando ci si facevano gli squilletti? Erano la roba più conturbante che ti potesse capitare.
“Malvasio, non hai idea!, Flavia mi ha fatto uno squilletto, sono arrapatissimo!”
“Ma com’è possibile, Cla’? Vi conoscete appena.”
“E che ne so? Però insomma, lo squilletto è un segno abbastanza chiaro.”
“Forse dipende dal fatto che l’ultima volta che l’hai vista le hai sottratto il cellulare di nascosto mentre era al bagno e hai modificato il tuo contatto nella sua rubrica cambiando il nome in Credito residuo.”
“Non sai mai vedere il lato romantico delle cose.”

Poi venne il mi fai mandare un messaggio?, e parallelamente a quello, il mi fai giocare a Snake?
Ai miei tempi, battere il record di Snake sul cellulare di una persona era un’offesa gravissima, più o meno equivalente a stuprare sua madre, mozzarle la testa, svuotarla del cervello, metterci dentro una lampadina a basso consumo e usarla a mo’ di lampada FADO di Ikea. Una volta una persona che conoscevo è rimasta talmente scioccata dal fatto che un amico gli avesse infranto il record di Snake sul cellulare che ha dato di matto e ha massacrato brutalmente otto giovani coppie in cerca di intimità nella campagna fiorentina, asportando a volte il pube e il seno sinistro dalla donna, tra il 1968 e il 1985.
Tra l’altro senza neanche rendersi conto del fatto che in quel periodo Snake ancora non esisteva.
E anche senza realizzare il grossolano errore dell’autore di questo post, che essendo nato nell’83 sarebbe comunque stato troppo piccolo per intendere anche minimamente il collegamento razionale tra i due eventi.

Poi venne lo You and me, servizio di cui io non ho mai usufruito più di tanto, dal momento che per misurare la durata dei miei rapporti sentimentali è necessario il calcolo infinitesimale. Ah, il calcolo infinitesimale! Un principio matematico elementare che ha permesso a coglioni patentati come Zenone di diventare famosissimi elaborando teorie scientifiche di valenza indiscutibile come il paradosso di Achille e la Tartaruga. Una roba che al giorno d’oggi potrebbe partorirla al massimo Nando del Grande Fratello 11. Sotto acidi.

Infine, l’addebito. Il 4888, ora 4088. La gente che non capiva che doveva riattaccare e richiamarti. La gente che ti richiamava usando il numero che appariva nelle chiamate in entrata e non capiva perché il disco gli dicesse che il servizio non era disponibile per il cliente eccetera. L’addebito sui messaggi, che non l’ha mai usato nessuno perché, quando avevi zero credito, l’sms con l’addebito non lo potevi mandare. Che è un po’ come dire che per usufruire della mensa della Caritas devi avere un reddito minimo di duemila euro al mese.

I minuti gratis. Chiama i TIM senza limiti. Il WAP. La guerra all’Iraq. Le Perry Ellis. Operazione trionfo. Le Fred Perry. Palermo-Milano solo andata. Survivors. Le bandiere della pace. Beppe Grillo.
Un’accozzaglia di concetti romantici e ormai lontani, il cui assemblaggio è unicamente funzionale a compensare la mia totale incapacità di partorire un’idea decente per concludere questo post.
È proprio vero che sono vecchio, vaffanculo.

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *