Pashmina

Dovrei davvero scrivere più spesso di politica.
Andiamo, ammettetelo: anche voi, che vi piace tanto fare i radical con pashmina, Cosmopolitan e Winston Blu, a leggere di strazianti storie d’amore, esilaranti racconti grotteschi e sagge dissertazioni sulle calotte craniche dilaniate, alla fine il pelo che tira di più è sempre quello del governo ladro.
D’altro canto, a me non piace molto parlare di politica. E infatti il cappello precedente era volto solo a soddisfare il mio incontenibile desiderio di dire la parola “pashmina”. Mi sono riproposto di dirla almeno una volta al giorno, in circostanze diverse.
“E quindi alla fine com’è la formula?”
“=VLOOKUP(“PASHMINA”,&A&2:$D$640,3,FALSE)”
“Ma che è PASHMINA?”
“No, oddio, scusa. È =PASHMINA(A2,&A&2:$D$640,3,FALSE)”

La conoscete, la formula PASHMINA in Excel?
È fantastica: ti permette di trovare, in una griglia di variabili, quella che ha visto più concerti di Mercedes Sosa.

Il problema è che la politica mi mette ansia. Anche perché a tratti sento come un calore umano, una voce melodiosa e rassicurante, una mano che mi carezza i capelli e mi dice vieni qui, amore, tesoro, stai qui con me, stai qui al caldo con il tuo caro Beppe Grillo.
E quindi in queste circostanze leggo Il Fatto Quotidiano.
Avete notato che ansia che dà l’homepage de Il Fatto Quotidiano? Cristo santo, basta guardare le categorie. Non le potevano fare normali, loro. Del tipo economia e finanza, cultura, ambiente, tecnologia.
No. Loro le chiamano: Politica & palazzo. Giustizia & Impunità. Media & Regime. Economia & Lobby. Lavoro & Precari. Ambiente & Veleni. Sport & Miliardi.
Cervelli in fuga.

Non oso immaginare come possano chiamarsi le sottocategorie della sezione Esteri.
Russia & Mignotte. Spagna & Paella. Tailandia & Minorenni. Germania & Wurstel & Crauti. Olanda & Canne. Gran Bretagna & Ubriaconi che vomitano al ciglio della strada alle sei di pomeriggio.
Piselli in figa.
(Lo so, era una caduta di stile, scusate.)

Il problema è che i politici mi fanno schifo. L’altro giorno per esempio ho incontrato Napolitano per strada e mi sarei macchiato volentieri del reato di vilipendio, ma mi sono intenerito quando mi ha chiesto l’accendino per stapparsi la Du Demon.
Ma poi voi lo sapete cos’è, il vilipendio?

In diritto penale si parla di vilipendio in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato, ma anche le confessioni religiose o i defunti).

Cazzo, con Napolitano non la scampi: copre alla stragrande il primo e il terzo caso.

La realtà è che la vita politica mi annoia terribilmente. Ti sembra sempre di avere davanti una novità, ma non ti accorgi che sono sempre i soliti quattro stronzi che si danno il cambio periodicamente. Escono dall’anonimato, ci rientrano, stringono mani e si ritrovano di nuovo davanti. Di Pietro. Fassino. Follini. Vendola.
E mi andrebbe da morire di portare avanti questo straordinario discorso, se non fosse che quando PASHMINA!
V’ho inculato, eh?

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on RedditEmail this to someone

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *