Laroxyl

Ho già parlato del mio rapporto idiosincratico con i medici.
Il problema sostanziale è che i medici sono un universo a parte nell’immaginario collettivo: il paziente medio tende a vedere il proprio dottore come Cristo sceso in terra con il numero dieci sulle spalle, i piedi vellutati a deliziare le platee a furia di rigori tirati col cucchiaio.
“Dottore, mi brucia un po’ il culo, che può voler dire?”
“È probabile che il Galbanino che risiede al suo interno fosse di qualità piccante”.
“Ah, allora devo toglierlo?”
“Se non altro inizi con il braccio del Serbo che gliel’ha infilato.”

I medici devono essere più vicini al popolino. Tipo i barbieri, fate conto.
La gente lo sa: i barbieri il lunedì riposano. È una realtà assodata, li rende più umani, è lunedì e ti immagini il tuo barbiere stravaccato sul divano a guardare la rifinitura dell’allenamento su Roma Channel. Il medico, invece, te lo immagini sempre indaffarato tra cartelle cliniche, barelle spinte a velocità supersoniche e lo stiamo perdendo, lo stiamo perdendo!
Ci vorrebbe, per esempio, un bel giorno di vacanza settimanale per i medici. O quantomeno per alcuni tipi di medici.
Per esempio: il mercoledì i cardiologi riposano. È un dato di fatto, lo sanno tutti.
“Dottore, dottore, aiuto, ho un infarto!”
“Siamo spiacenti, ma il mercoledì il reparto cardiologia è chiuso. Ripassi domani, per cortesia.”
“Ma che cazzo dice? Sto morendo!”
“Posso farle lasciare un messaggio.”
“Aaah!!!”

Ferie, poi.
Si avvisa la gentile clientela che dal 12 al 26 agosto il reparto di neurochirurgia dell’Ospedale San Camillo resterà chiuso.
Nel periodo in questione, per ogni evenienza è possibile fare riferimento a quello di traumatologia.
“Dottore, porca troia, che mi è successo?”
“Stando al referto degli esami che ha effettuato presso il reparto di neurochirurgia prima che lo stesso andasse in ferie, sembrerebbe che abbiamo a che fare con un aneurisma cerebrale.”
“Oh, per la Madonna! E ora che faccio?”
“Non si preoccupi, un po’ di fisioterapia e passa tutto.”
Qualora neanche il primario del reparto di traumatologia sia disponibile, si prega di contattare il Dott. Cardelli del dipartimento di psichiatria.
“Aiuto, dottore, ho avuto un aneurisma, devo fare la fisioterapia!”
“Ma lei è pazzo!”
“Giuro! Me l’ha detto il primario! Deve farmi flettere la caviglia, così.”
“Somministrategli immediatamente del Laroxyl.”

Nel senso: sbaglio? No, cioè, sul serio, vi sembra assurdo?
Se sì, siete completamente pazzi.
Somministratevi immediatamente del Laroxyl.

TRIBULATIONS.

1.
Ieri il mio romanzo d’esordio Roma, lato B è arrivato a essere ventiduesimo tra i romanzi più venduti in Italia su amazon.it nella categoria “Narrativa contemporanea” (ora naturalmente è già sceso di qualche posizione). Sopra due romanzi di Ammaniti, per intenderci. Sopra Educazione siberiana di Lilin. Sopra Umberto Eco. Soprattutto, sopra l’ultimo romanzo di Federico Moccia.

Ecco, penso che il fatto che io sia riuscito a superare Moccia, anche solo per un istante, sia un motivo sufficiente a considerare utile il mio passaggio su questa terra. Non so bene chi io debba ringraziare per questo traguardo, a parte naturalmente la Delirium Edizioni, che sta facendo passi da gigante con strategie di mercato eccellenti. Quindi ringrazierò una persona sola, che simboleggia il motivo per cui secondo me vale la pena scrivere, in Italia.

GRAZIE, ALFONSO SIGNORINI!

2.
Oggi su copia-incolla.org potrete leggere Da consumarsi preferibilmente entro, secondo episodio della rubrica Never trust a drummer, che curo occasionalmente per questo sito fichissimo.

3.
Giovedì scorso, durante la sempre ottima trasmissione radiofonica OrcoTrio, in onda ogni giovedì alle 23 su Radiocicletta, hanno letto il mio pezzo Come ballo?, titolo cambiato con mia grande infamia in The baby. Potete ascoltare la lettura da qui.

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