La crisi

Sono sempre stato convinto che un legame inossidabile come l’amicizia non potesse mai e poi mai essere messo in discussione da un elemento vile e banale come il denaro, ma devo ammettere che questa mia certezza fu scalfita quando, nel corso dell’ultima mia festa di compleanno, accidentalmente sentii il mio migliore amico mormorare a un’altra invitata “mi devi un euro per il regalo di Claudio.”
Per essere poi definitivamente abbattuta quando lei pronta ribatté che “i patti erano cinquanta centesimi a testa.”

Del resto non posso farci niente, ragazzi: c’è la crisi.

C’è la crisi, c’è la crisi
ma tutti hanno perlomeno due macchine

(Latte e i Suoi Derivati, Figlio mio, ovvero dritte per svoltare)

Però – vogliamo dirlo? – va bene la crisi, però che palle, ragazzi.
Da quando la situazione economica è diventata critica, in Italia non ci si diverte più. Abbiamo lanciato al governo dodici attempati e seriosi tecnici, che non ridono mai, che non la buttano mai in caciara.
Andiamo, il governo Berlusconi sarà di certo stato corrotto, iniquo, arrogante. Ma vuoi mettere? Calci ai giornalisti, meglio fascista che frocio!, Leghisti che cantano Napoli merda, papponi, cocaina, mignotte, gente che girava pe’ casa col cazzo de fòri.
Porca Eva, non si può certo dire che non fosse divertente!

Infatti, alla fine se ci fate caso, ora che dal punto di vista del gossip non c’è più niente da dire, l’informazione sembra persa. Finisce per concentrare due giorni di servizi sulle lacrime della Fornero mentre dice “sacrifici”, paiono tutti alla disperata ricerca di qualcosa di solido, affidabile e umano. Paiono tutti topi in una gabbia, senza il calore, la spontaneità, il romanticismo e la veridicità che solo il sesso a pagamento può regalare.
In questo senso si spiega anche il calo di ascolti di Servizio Pubblico di Santoro. Salito al potere il governo tecnico non c’è stato scampo e si è dovuto iniziare a parlare di concetti. Pensioni. Aliquote IRPEF. Patrimoniali.
Dio, che noia.
E quello è stato l’errore principale di Santoro: credere che il proprio nemico fosse la dirigenza della RAI.
Invece era YouJizz.

Sarei curioso di sapere se le utenze di YouJizz sono aumentate in seguito alla caduta del governo Berlusconi. Secondo me sì. E mi sento anche personalmente offeso dal fatto che nessuna, tra le centinaia di trasmissioni di approfondimento politico di cui posso usufruire in qualità di privilegiato cliente Sky, abbia indagato sull’argomento.
“Salve, siamo di Ballarò, volevamo chiederle: da quando Berlusconi è dimesso lei si masturba di più?”
Del resto mi amareggia il fatto che le connessioni causa-effetto, quando si conducono indagini statistiche, siano sempre di una banalità disarmante.
Aumento dell’inflazione vs. consumi. Innalzamento dell’età pensionabile vs. variazione del PIL. Inizio dei Mondiali di calcio vs. aumento delle sottoscrizioni di abbonamenti alla pay-tv.
Cristo, che palle! Un minimo d’inventiva, ragazzi.

“Secondo i più recenti studi, da quando è aumentata la tassazione sui tabacchi gli Italiani si grattano l’interno coscia molto più spesso con la mano destra.”
“L’ISTAT afferma che in seguito ai tagli alla cultura il numero degli Italiani con la riga in mezzo è aumentato del sei virgola due percento.”
“I dati a nostra disposizione recitano che la reintroduzione dell’ICI ha fatto sì che un crescente numero di blogger sia divenuto incapace di partorire frasi sufficientemente brillanti da garantire una chiusura accettabile di questo post.”

QUEL MAZZOLINO.
Oggi, cliccando qui potrete leggere Angela, il racconto che ho scritto per Mnemo-Matic, il frullatore di storie, evento organizzato da Tropico del Libro, SettePerUno e Circolo dei Lettori Fortebraccio. Il racconto è stato interpretato da Chiara Casarico all’Hula Hoop del Pigneto il 2 Dicembre scorso.

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