E poi c’era lei.

C’era quella bambina, che non ha riso mai in più di venti ore di viaggio.
E poi c’era lei.

La verità è che siamo tutti persone tristi. E insoddisfatte.
In tutte le persone che vorremmo nostre, e che forse non lo saranno mai. In tutte le canzoni che vorremmo sentire dentro, e che forse non ci saranno mai. In tutti i concerti in cui alziamo le mani in aria quando applaudiamo, e in quelle uniche circostanze in cui gridiamo “uh”.

E io, in tutti i viaggi che non ho fatto. In quelli che ho fatto, e in quelli che non farò mai.

C’era quella bambina, che non ha riso mai in più di venti ore di viaggio.
E poi c’era lei.

Con quelle ritmiche lentiggini sul naso, che alla fermata di Ekaterinburg mi vide in difficoltà con la borsa, mentre cercavo di chiuderla dopo essermi girato una sigaretta. Le braccia goffe intorno allo zaino, gli occhi socchiusi per quella dannata cazzo di legge fisica che impone che il fumo vada dal basso verso l’alto.
E lei venne da me. E me la chiuse. Lo sguardo concentrato, le labbra socchiuse. Quella specie di ferita sotto l’occhio. Le lentiggini a grafico a dispersione, i grandi occhi verdi fissi sulla zip.
Ché poi, chi ce li ha più, gli occhi verdi.

C’era quella bambina, che non ha riso mai in più di venti ore di viaggio.
E poi c’era lei.
Che forse non era perfetta, forse non era neanche bella, ma ai miei occhi rappresentava l’ennesima, irrinunciabile espressione dello sconfinato capolavoro genetico che è la donna.

HOBO WITH A SHOTGUN.
Pochi giorni fa un mio amico è venuto da me piangendo. Diceva che non si sentiva più all’altezza della vita, che i suoi amici lo stavano tradendo, che tutto gli sembrava sul punto di precipitare.
Io gli ho consigliato di dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio.

Per ringraziarmi mi ha portato una ventina di puttane slave specializzate in seghe a due mani, recapitatemi a casa da un gruppo di folli terroristi con uno spiccato accento del Sud. I pazzi, pericolosi per la democrazia in questione conducono il programma OrcoTrio, in onda ogni giovedì alle 23:00 su Radiocicletta. Nel corso dell’ultima puntata, incentrata non a caso sui serial killer, hanno letto il primo capitolo del mio romanzo d’esordio Roma, lato B e il post Essi vivono.
Qui sotto potete trovare l’estratto della trasmissione.

Seguiteli su Facebook e ascoltate il loro programma, in cui dovrei intervenire tra una decina di giorni: sono degli spostati mentali, un mix letale tra Alfonso Signorini e i Cannibal Corpse. E conseguentemente a uno degli ingredienti del cocktail, la musica che mandano è ottima.
Ovviamente mi riferisco ad Alfonso Signorini.

Ah, per i pazzi che possono essere interessati, mercoledì leggerò un paio di miei pezzi nel corso dell’Open Mic Night a San Lorenzo (i dettagli qui) e giovedì suonerò con gli Starlette (i dettagli ), indovinate dove? A San Lorenzo.
Cristo santo, con gli hanni perdo di fantasia.
E di capacità grammaticali.

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