Io ODIO Enrico Brignano

È arrivato.
Ragazzi, finalmente è arrivato.

Lo dicevano tutti, che ci voleva una rivoluzione totale. Spazzare via la classe politica esistente e rimpiazzarla con gente nuova, fresca. Veri rivoluzionari, insomma. Roba che il Che Guevara je fa ‘na pippa.
Bene, ecco, è arrivato, il rivoluzionario. È arrivato il Messia, si potrebbe dire.
Hanno tremato pure gli Ebrei, che cazzo.
Colui che cambierà per sempre la vita politica italiana e ci porterà verso gli insperati traguardi scandinavi è sbarcato in Italia: precisamente, su Italia 1.
ENRICO BRIGNANO.

No, dico: Enrico Brignano.
Non ho mica detto Martin Luther King, Gandhi, Mario Moretti, Damiano Tommasi o Kobe Tai: ho detto Enrico Brignano.
Ultimamente Enrico Brignano è considerato il paladino dell’anticonformismo, il pioniere della libera informazione, il cerchio in lega della ribellione ai politici.
(Lo so che il cerchio in lega non c’entrava niente, ma non mi venivano più in mente nomi comuni.)
O perlomeno questo è quello che dice il modaiolo e rivoluzionario popolo di Facebook: gente che appena Spider Truman condivide sul suo blog l’ennesima scoperta rivoluzionaria del tipo che nell’amatriciana ci va il guanciale e non la pancetta si precipita scandalizzata su Facebook a condividere un link di repubblica.it sul quale non hanno neanche la pazienza di aspettare veder apparire l’immagine in evidenza.
Black bloc che mangiano il gelato ricotta e cannella assieme alle guardie.
Dio, che schifo.

Indignati.
Per come la vedo io, l’unica cosa per cui valga la pena indignarsi al giorno d’oggi è trovarsi di fronte a un piatto di carbonara con la cipolla.
Ma anche sul bere cocktail con la cannuccia sono disposto a scendere a compromessi.
Ma poi, cazzo, non potevate scegliervi un nome più aggressivo, più catchy? Che so: incazzati neri, inviperiti, nichilisti nucleari, inculatori di paraplegici, socialdemocratici del Wisconsin, coreografi omosessuali per la libertà anale?
No: indignati. Voglio dire, a ‘sto punto potevate optare per costernati. Peperini. Stizziti. Quelli di Malumore. Suscettibili.
Brignani.

Poi, ragazzi, non è che ce l’abbia a morte col personaggio in sé. Anzi, in linea generale il Brignano Nazionale mi starebbe pure simpatico, malgrado il fatto che sia laziale e la sua aria da bar di paese signo’-me-po’-versa’-n’artro-goccio-de-Lucano-pe’-favore; il problema è che cavalca l’onda dell’antipolitica in un inoffensivo format berlusconiano dal quale spara sentenze facilone, comode, paracule e volemosebbène solo per far piacere a quella parte di pubblico che il giorno dopo adempirà ai propri obblighi morali, politici e sociali condividendo su Facebook un video da 1,262 people like this/view 300 shares a trecentosessanta pixel di risoluzione.
Brignano è la risposta pidiellina a Beppe Braida, Brignano sta alla politica come Enzo Iacchetti sta alla comicità.

Mi sfugge il motivo per cui Enrico Brignano debba essere considerato un mito e Beppe Grillo un populista.
Tornate a imparare la politica su Mattino Cinque, ragazzi.

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