No, Vasco

Ci sono tante cose brutte e cattive che potrei dire su Vasco Rossi, ma la più brutta e cattiva che mi viene in mente è: Vasco Rossi.

(Mr. Tambourine)

Ieri sera sono stato talmente colpito dall’assoluzione di Amanda e Raffaele che ho deciso di pubblicare un bel post contro Vasco Rossi.
Fatemi collegare un paio di punti: Vasco Rossi, sedicente paladino di ogni libertà, rosica per le prese per il culo nei suoi confronti su Nonciclopedia e chiede la chiusura della pagina a lui dedicata.

Ci tengo a premettere che il mio punto di vista di Vasco Rossi è tutt’altro che imparziale: a me Vasco Rossi fa cacare. Mi fa cacare la sua musica, non posso farci niente, ma non ne disconosco l’importanza né penso che chi lo ascolta sia un idiota. E mi dispiace pubblicare questo post in un momento del genere, a causa delle ultime notizie sulle sue difficili condizioni di salute; una problematica che avrei preso in altissima considerazione, se non mi fossi un po’ rotto il cazzo di questa storia che quando un personaggio famoso è in difficoltà non sia opportuno criticare qualsiasi cosa abbia detto o fatto nella vita. Di questo passo quando schiopperà Capezzone non si potrà dire una mazza per una mesata.

Una delle prima domande che mi sono fatto su Vasco Rossi è: ma che cazzo di nome è Vasco? Cioè, da dove viene? Perché diciamocelo chiaramente: Vasco non è un nome. Non è un nome proprio. Vasco è un maschile zoppicante di vasca. Perché non Maglietto, allora? O Cialdo? Si potrebbe creare tutta una corrente di nomi propri creati a partire da nomi comuni che non hanno un equivalente nel sesso opposto.
“Ehi, Posacenera, come ti va la vita?”
“Non male, Stampanto, e tu?”

Vasco Rossi fa dei live della Madonna, dal vivo è uno spettacolo!

D’accordo, dal vivo è uno spettacolo. E ci mancherebbe altro, aggiungerei.
Perché intorno a sé ha solo musicisti spettacolari, meramente atti a compensare la sua irrimediabile mediocrità come strumentista.
La sua band se la scoatta con assoli di Cristo in terra, sedicesimi a velocità da eiaculazione precoce, e lui?
Lui fa EEEH!
EEEH!
EEEHEE!, cristoddìo, EEEH!
Se io mi circondassi dei più cazzuti cardiochirurghi del mondo, ciò non farebbe di me automaticamente un buon medico, no?
“Grande, sei un cardiochirurgo spettacolare!, ma tu cosa fai, esattamente, nel team?”
“Io do una pizza in faccia al paziente per svegliarlo dall’anestesia.”

Vasco è coraggioso, ha scritto testi audaci, pensa a “Colpa d’Alfredo”!

Già. La canzone contro “il negro”. Che coraggio.
E Povia, allora? È stato coraggioso pure lui, ha cantato contro i froci, ma Povia, ah, Povia è un coglione.
E Borghezio e Bossi urlano contro i negri ogni giorno, ma non per questo riempiono l’Olimpico.
Ce lo vedete, poi, Borghezio che fa stage diving?
Cazzo, riempirebbe gli stadi.
Di Napoletani e Siciliani.
Che poi non ne uscirebbero vivi.

Vasco Rossi ha espresso il disagio di una generazione, è stato pure in galera!

Già. Il 20 aprile ’84, dopo una perquisizione , Vasco Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina ai carabinieri.
E si fa ventidue giorni di carcere.
No, non ho sbagliato a scrivere, avete capito bene: ventidue.
Se ventidue giorni di carcere sono sufficienti a renderti un’icona del rock, mi chiedo perché la gente non sia ancora corsa a comprare l’intera discografia di Stefano Cucchi o di Angelo Izzo.
Ma poi basta con queste rockstar del cazzo che sono fighe se e quando infrangono la legge. Tanto più che Vasco con la legge non sembra poi avere un rapporto così pessimo, dato che dopo essere stato fermato zigzagando sull’A14 con un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas, è stato rilasciato tra gli abbracci e gli applausi di fan e guardie carcerarie.
E comunque l’unica persona che penso possa sfruttare al massimo l’utilizzo contemporaneo di un grammo di cocaina, uno sfollagente e una pistola lanciagas è Audrey Bitoni.
E poi ‘sta roba del disagio di una generazione non funziona poi tanto. Perché non dire, ad esempio, Fabio Volo ha espresso il disagio di una generazione, si è massacrato di seghe!
Convincente, no?

Insomma, gente, non tiriamola troppo avanti, ‘sta storia: Vasco è sempre stato un tipo attento alle problematiche sociali. Nel 2005, ospite a Sanremo il giorno dopo che Giuliana Sgrena era stata liberata, lui ha pensato bene di inveire contro la legge anti-fumo di Sirchia.
E oggi si incazza con un branco di nerd per qualche battuta stupida nei suoi confronti.

Gente, cosa vi aspettavate, da Vasco Rossi?
A voi fan considero di rivolgere le vostre attenzioni a personaggi affiliabili alla stessa corrente, in futuro, ma moralmente meno deprecabili.
Che so, Platinette, per esempio.

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *