Just do it.

Be’, ragazzi.
Come disse il padre di una mia ex compagna di classe dopo che io e gli altri tredici alunni maschi fummo entrati in camera di sua figlia con il cazzo in mano, dieci vibratori anali e tre pornoattori ungheresi al seguito:

Non si può dire che non ci abbiate provato.

Che poi è un traguardo mica da ridere, se considerate che eravamo in terza elementare.
A proposito, mi sa che lo Stato mi deve un po’ di soldi per il trapassato remoto di qualche frase fa: ho sentito dire che il Ministero dei Beni Culturali ti passa cinque Euro via PayPal ogni volta che lo usi.

Le romantiche storie sulle squadre di calcio provinciali che tramite l’impegno, la disciplina e l’allenamento serio e costante riescono a compensare evidenti limiti di carattere tecnico e superare in classifica i giganti della Serie A muovono gli animi di un po’ tutti, lo sappiamo: il Chievo Verona che nel 2001/2002, all’esordio in Serie A, guida la classifica fino alla dodicesima giornata e conclude il campionato in quinta posizione ne è l’esempio più lampante.
A volte ci speri, e ti piace l’idea che una piccola squadra possa mettere in difficoltà che so, il Real Madrid, anche solo una volta.
Io ci speravo, ed è per questo che ho chiesto il vostro supporto ai Macchianera Blog Awards 2011. Anzi, si può dire che in un mese io abbia mobilitato un bacino di supporters paragonabile forse solo agli Juventini in provincia di Reggio Calabria, supporters che mi aiutassero a conquistare l’agognato premio di miglior blog letterario dell’anno: pensate che in cantina tenevo dieci ragazzini indonesiani il cui compito era quello di cucire altri ragazzini indonesiani che votassero per il mio blog con indirizzi e-mail sempre diversi.
A proposito, se a qualcuno di voi venisse in mente di adottarne uno, contattatemi pure: ora non so più che farmene.
Sono carini, eh, e non troppo chiassosi. Però si restringono quando li lavi.

Oh, insomma: la storia della provinciale che mette in crisi le grandi si è realizzata nella sua interezza, perché il Real Madrid, vale a dire ciclofrenia.it, non ha vinto. Non è neanche arrivato tra i primi cinque, se è per questo.
Su diciassettemila voti, certo, c’è poco da recriminare.
Dovevano esserci tantissime mie ex ragazze, tra quei diciassettemila. Almeno l’ottanta percento.

Grazie di cuore a tutti i lettori, in particolare a CB che con i suoi commenti fa gran parte di quello che è questo blog. E complimenti ad Alessandro Bonino, perché il suo è davvero il miglior blog letterario del paese e il premio se lo è meritato tutto.

Ah, lunedì scorso è uscito il mio racconto Qualcosa di nuovo per la rivista online L’Indro, grazie al fondamentale appoggio di Alessandra Buttiglieri.

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