Scrivere.

Scrivere. Saper scrivere. Grande scrittore. Bel romanzo. Frase toccante. Splendida poesia.
Tutte cazzate.

Scrivere è una merda. È artificio. È processazione. Non è la scrittura, la chiave: la chiave sono le idee, non dico mica una novità. E il più grande scrittore è chi sa pensare, ancor prima che scrivere.
Philip K. Dick. Niccolò Ammaniti. Edward Bunker.

Perché scrivere è pescare a caso nell’irrefrenabile flusso di pensieri che popola la testa di ogni uomo. Buttare una mano in un torrente in piena, raccogliere un pensiero, scarnificarlo. Renderlo unico, elementare e semplice.
Primordiale.
Amore. Madre. Morte. Politica.

E poi decodificarlo, renderlo intellegibile al pubblico. Mettergli un vestitino addosso, un papillon, pettinargli i capelli e vai così, regazzi’, vai a fa’ la Prima Comunione.
Rivisitarlo al punto tale che di ciò che era in origine resta niente.
E vale poco che quel ragazzino sia vestito di tutto punto o di stracci.
Scrivi bene. Cazzo significa. Scrivere bene è dosare in modo esatto gli ingredienti di un frullato. Che può essere equilibrato quanto ti pare, ma non vuol dire che la frutta e il latte siano di prima qualità.

Perché non esiste frase, artificio retorico o anacoluto in grado di esprimere con la chiarezza che merita il turbinio di sensazioni che ci strappa lo stomaco, e che ingiustamente sintetizziamo con un arido “mi manchi”.

Share this...
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on RedditEmail this to someone

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *