Il concetto di tutto

Tu eri là, ed eri un’altra categoria.
Una vera fuoriclasse, sei sempre stata la più bella.
Tu eri troppo, eri tutto ciò che un uomo potesse desiderare. Eri tutto ciò che io potessi desiderare.
Perché avevi i numeri, non c’era una virgola fuori posto, e avevi pure quel nonsocché.
E sono rarissime le donne così: trovi quelle che hanno i numeri ma non il nonsocché, o quelle che hanno il nonsocché ma non i numeri.
Quelle come te, invece, sono talmente rare che ci si convince che non esistano.
L’uomo fa così perché è un animale accontentivoro.

Tu eri lì, ed eri bellissima.
Incantavi tutti, ed eri la più bella.
E se fosse esistito il concetto di tutto, tu l’avresti meritato.
Avevi occhi di carta, avevi il ritmo del corpo.
Avevi intorno un mondo che sembrava carezzarti i capelli.
E io ti guardavo, e mi veniva su un calzino in gola.
Perché tu eri la più bella, e io ti volevo.

Ti volevo, vaffanculo.

CANE MANGIA CANE.

Questo blog va in ferie per un po’, ragazzi. Potrei postare qualche impressione del mio viaggio in Transmongolica nel mese di Agosto, se il tempo e la connessione me lo concederanno prima della mia morte, che avverrà il 5 Agosto per mano di un ubriacone omosessuale e violento di Kungur. Sono comunque convinto che tornerò pieno di idee e ispirazioni per un nuovo anno accademico di cazzate.
O in alternativa con una Russa ventitireenne con una quinta di reggiseno e una gradevole passione per il fisting anale.

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