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Mi piacciono quelli che ti prestano un libro e non te lo richiedono neanche dopo mesi.
Mi piacciono quelli che mettono in ordine la propria scrivania in maniera maniacale, con i quaderni e le penne paralleli tra loro, e perpendicolari al bordo del tavolo.
Mi piacciono quelli che si studiano le canzoni prima di andare ai concerti. Ma anche quelli che ci vanno senza conoscere il gruppo, e lo scoprono là. Mi piacciono quelli che vedono il concerto seduti sugli spalti, e odio chi si mette a torso nudo in mezzo alla folla.
Mi piacciono i pedoni che non ringraziano quando li lasci attraversare sulle strisce pedonali.
Mi piacciono quelli che non hanno mai avuto un paio di occhiali da sole, e mi piacciono da morire quelli che usano ancora i calendari.

Mi irritano le donne che vanno in giro con la bottiglietta d’acqua sempre a portata di mano. Ma in realtà mi piacciono un po’, anche.
Mi piacciono moltissimo quelli che conoscono poca gente.
Mi piacciono quelli che bevono pochi caffè, e le signore anziane che ti ringraziano quando cedi loro il passo.
Odio quelli che salutano con l’occhiolino.
Mi piacciono quelli che prendono “una birra piccola” e che mangiano l’hot dog al pub.
Mi piace la gente che compra i fiori ogni tanto, e mi piace chi sa cucinare.
Mi fa tristezza chi, quando il barman gli sta preparando il cocktail, gli chiede di metterci più alcol. Ma odio i barman che ci mettono poco alcol.
Mi piacciono quelli che parlano poco e quando gli chiedi se qualcosa non va rispondono che no, va tutto bene.

Mi piacciono le ragazze che parlano con altre ragazze.
Mi piacciono le donne che si offrono di passarti a prendere, e mi piacciono quelle che si fanno aspettare un po’ sotto casa. Ma non troppo, quelle che si fanno aspettare troppo mi fanno vomitare sangue.
Mi fanno impazzire le ragazze fidanzate che parlano con altri uomini, anche in maniera ambigua, ma non ci farebbero mai niente.
Mi piace chi sa usare le macro in Excel e ti consiglia le applicazioni Android.
Mi piace chi normalmente è riservato, e mi piace ancora di più quando si scioglie.
Mi piacciono le ragazze che camminano da sole a Trastevere il sabato mattina. E mi piacciono quelle che leggono sulle panchine, se lo fanno con sobrietà.
Mi fanno girare la testa le belle donne sui mezzi pubblici.

Mi piacciono le passeggiate di sera in estate, i gelati sulle panchine, i messaggi della buonanotte ma non quelli del buongiorno, mi piacciono le canzoni postate su Facebook senza aggiungere commenti, e stranamente mi piace quel meccanismo ingenuo e malato che è la persona.

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