Tom Clancy

Con Monica era durata abbastanza. Più delle altre, comunque. Più delle altre, prima che mi rompessi il cazzo: era infantile, capricciosa, rancorosa, gelosa, rompicazzo. Mi spaccavo le palle a uscirci insieme, ma aveva due zinne pazzesche. Grossomodo, per me Monica era divertente, interessante, avvincente e coinvolgente come un romanzo di Tom Clancy.
Un romanzo con due zinne pazzesche, suppongo.

Madonna mia, che zinne.
Però, uhm, insomma, non è che funzioni granché. Il nome, intendo: zinne.
Forse è per questo che sono un culofilo. È una questione di nomenclatura, dico. Immagino.
Al di là del fatto che il culo è una roba più poetica, più armoniosa. Ma è proprio la parola culo che je dà quel non so che in più.
Culo: una parola che dice tutto, un discorso rotondo e coerente in quattro lettere. La prima sillaba che scatta all’insù, la seconda che chiude il tutto, quella o finale, un atterraggio di quelli che fanno scattare l’applauso in RyanAir.
Al di là del fatto che io li odio, gli applausi all’atterraggio.
E al di là del fatto che chiunque abbia mai applaudito un pilota RyanAir è un pazzo, pericoloso per la democrazia.

Dicevamo, quindi: Tom Clancy ha due zinne pazzesche.
Anzi, no: chiappe. Pure chiappe funziona bene. Perché si allarga nella prima sillaba, tipo delta fluviale, per intenderci, e poi si tappa alla fine, come quei contenitori con la chiusura ermetica, il tappo che fa clac. Ppé.
Invece, per le tette non esiste un’espressione grammaticale altrettanto appagante.
Tette? Uhm. Troppo soft. Sembra una roba da bambini, cinguettante come un portafoglio di Hello Kitty.
Zinne? Mah. Tagliente, sottile, non dà proprio l’idea di due centrali del latte.
Pere? Boh. Ho solo una cosa da dire sulle pere. Non so tagliarle. Quando ne mangio una, ne butto il 40% solo tagliandola. Una volta una mia amica mi ha detto.
“Ma che non lo sai? La pera si taglia in quattro!”.
Però, ecco, voglio dire, quattro persone pe’ taja’ una mela. Mi sembra esagerato.

“Cla’, però, che cazzo, non c’entrava una mazza ‘sta cosa!”.
D’accordo. Allora torno sul pezzo: avete letto Zinne Pazzesche di Tom Clancy?
È un libro eccezionale. Parla di una colf che senza saperlo lavora per un trafficante di cocaina del cartello di Medellín. Un giorno, per puro caso, viene rapita da un gruppo di criminali newyorkesi in cerca del padrone di casa, portata in un garage e torturata e seviziata per dieci giorni prima del clamoroso finale, in cui i malviventi la rilasciano perché si scopre che ha due zinne pazzesche.
Oddio, scusate, ci sono spoiler. Vi ripago così: brocche.
Sì, brocche funziona.

(Non dovrei scrivere da ubriaco)

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