E noi (canzone).

L’orologio della tua macchina, che segna le sette e trentacinque anche se è mezzanotte passata.
E noi.
Tu mi guardi. Io guardo tutto il resto. I libri fotocopiati dell’università, lo specchietto retrovisore, il foglietto del parcheggio a pagamento. Mi tocco i capelli, mi torturo le orecchie. Muovo con la punta del piede destro il bocchetto dell’aria.
“Belle, le scarpe”.
“Grazie”.
“Sono nuove?”.
“No”, ce l’ho da un po’.

Noi.
E l’orologio della tua macchina, che segna le sette e trentacinque anche se è mezzanotte passata.
Mi abbracci. Mi stringi forte le mani. Avrei voglia di stritolarti, mi dici. Eh, addirittura, rispondo io.
Mi appoggi la testa sulla pancia. Ti sento il cuore, dici. Non riesco a staccarmene. Budubùm, budubùm, fai.
Io gioco con il Liquidator ormai scarico. Guardo la Cinesina che dà due colpi al tappeto fuori dal ristorante. Intorno a noi, un mondo silenzio che ci alita sul collo.

E Testaccio, che non è mai stata così vuota.
E Testaccio, che non è mai stata così bella.

Con il semaforo, verde arancione rosso verde arancione rosso.
“Non vorrei mai che dicessi vado via“.
“Io non so quale sia il confine tra non voglio andare via e non vedo l’ora di andarmene“.
“Perché?”.
“Perché alla fine è la stessa cosa”.

L’orologio della tua macchina, che segna le sette e trentacinque anche se è mezzanotte passata.
E noi.
Che non si sa bene cosa siamo, non si sa se lo siamo sempre stati, o se non lo saremo mai.

PER UN PUGNO DI DOLLARI.
Nei migliori sexy shop, esce oggi la terza parte del mio racconto Pre-festa, scritto per Sette per Uno, sito che presenta sette artisti ogni mese, uno per ogni giorno della settimana, per raccontare qualcosa in quattro puntate. Potete leggerla qui.
Nelle puntate precedenti:

Giovedì prossimo la puntata conclusiva.
Pre-festa: più che un racconto, una tag di PornHub.

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