Machete vs. Bin Laden

No, vabbè, parliamone.
L’ho sempre detto, io, che i fotografi fanno solo casini.
Bin Laden è morto. E questa affermazione, per me, ha la stessa statura storica di “Zio Paperone esiste”. Ma appena si è iniziato a parlare di foto, il putiferio.
La prima foto in circolazione? Un grossolano fotomontaggio.
La seconda? Riciclata da Black Hawk down.
Gira voce stia per uscire anche un video, in cui un Bin Laden martoriato fa girare una ruota piena di numeri e poi dice, sornione: “D di Domodossola“.
“Ne abbiamo due”.
“Do la soluzione”.

Ma la cosa che mi ha sconvolto di più è che la Casa Bianca ha annunciato che le foto di Osama Bin Laden schioppato non saranno rese pubbliche perché troppo raccapriccianti.
Dico, io, ma mi prendete per il culo?
Io ieri sono andato al cinema a vedere Machete (capolavoro, ndC).
In una scena, Danny Trejo sventra un uomo e poi usa il suo intestino come corda per calarsi da una finestra.
Ma più in generale, è una vita che vedo film con teste mozzate, arti tranciati, budella riversate sul pavimento, corpi in decomposizione.
E secondo voi non sono abbastanza pronto per vedere una foto raccapricciante?
“Potrebbe urtare la sensibilità dei più giovani”.
Braindead. Zombi frullati con un’elica.
Facciamo a gara? Chi vince?

A questo punto ho una proposta.
Le foto di Bin Laden morto potrà vederle solo chi ha votato Planet Terror su IMDB.
O perlomeno, chi è fan di Steven Seagal su Facebook.
Chi me l’appoggia?

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