Io NON odio Roberto Saviano

Roberto SavianoNegli ultimi anni si sono diffusi tanti sport idioti, e non mi riferisco solo a quelli che si possono vedere in una qualsiasi puntata di Takeshi’s Castle. C’è gente che si tuffa dai balconi in piscina, c’è chi preferisce inseguire forme di formaggio che rotolano giù per le colline, ma uno degli sport più di tendenza nella controcultura a chitarre in levare, erba libera e djembe è il TIRO AL SAVIANO.

Fino all’ottobre 2010 mi risulta che Saviano godesse di un’approvazione non dico universale, ma diffusa. Poi, nel giro di due mesi si è giocato reputazione, credibilità e una buona fetta di fan. Il 7 ottobre aderisce alla manifestazione pro-Israele indetta da Fiamma Nirenstein, il 16 dicembre critica il comportamento degli studenti violenti nel corso delle proteste di piazza avvenute due giorni prima.
E da quel momento nessuno gli ha più perdonato niente. Da quel momento Roberto Saviano è diventato LA merda™.

Sabato 18 dicembre serata raccolta fondi al Centro Sociale “Arzace Du’ Scudi” di Torpignattara. Alle 20:30 cena sociale macrobiotica con i prodotti ecosostenibili dei compagni di “Fame chimica ONLUS”, a seguire concerto dei Facce Fuma’ e live set raggamuffin di Dj Spino del collettivo Indysposti. Ingresso a sottoscrizione libera con introiti destinati alla lotta contro l’imperialismo di Videla nel sudest Asiatico.
“Che fai, vai?”.
“Mi piacerebbe un casino, ma devo precipitarmi su Facebook a smerdare Saviano per quello che ha detto sulle manifestazioni dell’altro ieri, quel sionista di merda”.

Improvvisamente tutto ciò che di buono Saviano ha fatto nella sua carriera di giornalista e scrittore ha iniziato a valere meno di zero, e la gente ha preso ad attaccarlo per qualsiasi cosa facesse, dal parlar bene dell’ex compagno di scuola Taricone ai puri e semplici problemi di logorrea che ha dimostrato di avere nel corso di Vieni via con me.
“Che merda, va in tivù a parlare di criminalità organizzata e non fa i nomi!”.
Cosa vi aspettavate, anacronistici sventolabandiere dei miei coglioni, da un programma ideato insieme a un areofago conduttore radical chic che ha sdoganato anche a sinistra la conclamata pratica dell’intervista senza domande?
No, davvero, spiegatemelo, voi che siete gli stessi che pretendono che il Papa si schieri a favore dei pompini con ingoio nei cessi della Locanda Atlantide.

Roberto Saviano ha scritto Gomorra.
Un libro acclamato a livello mondiale, che ha sensibilizzato più di 10 milioni di persone sul problema della Camorra.
Va bene, è una cosa, una cosa sola, ma abbastanza importante, no? Voglio dire, a Bressan è bastato segnare un gol strepitoso contro il Barcellona in Champions League per rimanere nei cuori e nella testa di mezza popolazione calciofila italiana.
Garibaldi ha unito l’Italia, no? Bene, mettiamo che tra una camicia rossa e l’altra amasse infilare tredicenni in lavatrice e azionare il programma centrifuga.
Questo forse sminuirebbe l’importanza del suo fare da raccordo verso il debito pubblico unificato?
No, perché non so voi, ma a me risulta molto difficile trovare l’uomo perfetto, quello che fa il Bene™ in ogni campo.
Saviano non mi insegnerà come è giusto fare una protesta contro un ddl sulla scuola a me sgradito? Pazienza, me ne farò una stracazzo di ragione.
Saviano è un integralista circonciso che passa con i carri armati sul povero Mustafa e i suoi figli blaterando che la terra che occupa abusivamente gli è stata affidata da un inesistente barbone sovrappeso pluricitato in un popolare e antichissimo libro di fantascienza? Eh, vabbè, vorrà dire che sarà qualche altro megafonista scatarratofu a illuminarmi sulla questione palestinese.
Che cazzo vi costa? Andate a rivolgere il vostro bacchettonismo da qualche altra parte, Subcomandanti Marcos dei miei coglioni.
Chi cerca la magagna in Roberto Saviano commette un errore speculare a chi sostiene che Borghezio sia un bravo politico perché ha denunciato le infiltrazioni dei Bilderberg nel Parlamento Europeo.
Così si può sostenere di tutto, ché il bene assoluto e il male assoluto non esistono, no?
Voglio dire, Olindo Romano l’avrà carezzato, un gatto, almeno una volta nella vita.

Gli scolaPeroni da appuntamento-alle-due-a-piazza-della-Repubblica hanno rosicato così tanto nei confronti di Saviano che a un certo punto, circa quattro anni dopo la pubblicazione di Gomorra, si sono accorti di un particolare seminascosto, forse volutamente celato, comunque difficilmente percepibile dalle persone meno dotate intellettualmente: Saviano ha pubblicato per Mondadori.
Oh, capisco che non è facilissimo, eh, in fondo il logo in copertina si confonde facilmente con il simbolo di Democrazia Proletaria.
Ora, ragazzi, non vorrei ferire la coscienza sociale che vi siete formati ascoltando la discografia di Vasco Brondi, ma Guccini ne ha pubblicati sei, di libri con Mondadori. Solo per dirne una.
E sono del parere che, se un messaggio è valido e utile dal punto di vista sociale, me ne sbatto il cazzo del veicolo con cui arriva alla gente, finché il maggior numero possibile di persone riesce ad avervi accesso.
E poi, cazzo, ho scritto un libro anche io.
So che fottuto sbattimento è, scrivere un libro.
A maggior ragione se poi rischi la vita per il semplice fatto di pubblicarlo.
Avrei voluto vedere voi, al posto suo.

“Compagno Saviano, noi del Collettivo Precari della Bufalotta abbiamo di recente fondato una piccola casa editrice autogestita, la Pagace Er Pranzo Edizioni. Abbiamo saputo dell’offerta di pubblicazione che ti è stata fatta dai fascio-imperio-capitalisti della Mondadori, responsabili della degenerazione umana e sociale dell’Italia moderna, ma noi possiamo offrirti una pubblicazione partecipata che ti costerà la modica cifra di euro duemilacinquecento. Il libro sarà stampato in ecologica carta da culo riciclata in sedici copie e distribuito presso tutte le Caritas di Roma per sopperire alla carenza di sottobicchieri. Su ogni copia avrai diritto a royalties nella misura del venti percento che ti saranno corrisposte sottoforma di ingressi a prezzo ridotto per i concerti dei Sud Sound System”.
“Grazie, compagno Banti Vichis Della Rovere. Ci avevo pensato un secondo, all’eventualità fascio-imperio-capitalista, ma sai che c’è?, non sono disposto a svendere i miei ideali per il semplice fatto che ho rischiato la lapidazione per metterli nero su bianco. Ergo, vada per la carta da culo”.

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