The Twilight Anguish

Al tempo pensavo che, se mai avessi incontrato la donna della mia vita, sarebbe stato al concerto dei Twilight Singers. O meglio, mettiamola così: ero convinto che con il 60% della popolazione femminile presente a un concerto dei Twilight Singers a Roma, almeno dal punto di vista della personalità, avrei potuto passare il resto della mia vita. Perché voglio dire, cazzo, se vai a vedere i Twilight Singers a Roma sei già interessante.
A meno che tu non sappia fare il Mont Blanc con il culo.

E insomma c’era ‘sta tizia, frangetta stronza bionda, faccia da office fuck, che mi spizzava e io la spizzavo.
Insomma, all’inizio di Forty dollars le chiesi come si chiamava. A metà Annie Mae eravamo la cosa più vicina a un porno con Alicia Rhodes che qualsiasi essere vivente potesse concepire senza l’ausilio di vaselina.
Ho vinto, cazzo, pensavo, una che va al concerto dei Twilight Singers, corro a impegnarmi la collezione di Le Ore così le compro un bell’anello.
Alternativa, tranquilla, una di quelle che non spaccano il cazzo e Cla’, suonano i Rotten Christ all’Init, ti va?

Ma a un tratto mi squillò il cellulare.
Lo tirai fuori. Non era una chiamata, né un messaggio.
Avevo lasciato attiva la connessione a internet, dopo essere arrivato al Circolo grazie a gMaps.
Facebook, disse Hank (il mio cellulare). Hai una nuova richiesta.
Cliccai.
Relationship request: Giulia De Folchittis.
Giulia de Folchittis wants to add you as her Fiancé!
You have to confirm that you are in a relationship.

Oh, Cristo.
E il bottone sotto:
Add Giulia De Folchittis as Your Fiancé!

Alzai lo sguardo.
Mi osservava con una faccia da locandina de Il favoloso mondo di Amelie.
E pensai che tutto sommato alternativa forse avevo un po’ sopravvalutato il fascino di tranquilla chi va al concerto dei Twilight Singers perché alla fine una di quelle che non spaccano il cazzo se una smascella il cazzo è un dito al culo anche se lo fa al ritmo dei Berzerker.
Cla’, suonano i Rotten Christ all’Init, ti va?
“Devo andare”.
“Dove?”.
“A sparire”.

Quella sera feci l’autografo a Greg Dulli.
Non scherzo, dico sul serio. Gli portai il cd dei Twilight Singers di Paolo, il mio tastierista, che voleva farselo autografare. E gli dissi listen, man, se mi autografi il cd del tuo gruppo io ti autografo quello del mio.
E lui stette al gioco. Mi disse you go first.
E io scrissi. Anzi, prima domandai: what’s your name, again?
“Greg”.
“Greg? How do you spell it?”.
“G-R-E-G”.
“Ok then, great. A Greg, con simpatia, Claudio. Now it’s your turn”.
“Cool. Your name, again?”.
Paolo“.

Ehr.

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