Random (un post random)

Se si esclude il fatto che ho sempre avuto un debole per le donne che uccidono guardie carcerarie fracassandogli la testa con una mazza chiodata, ho questo problema di cui ho già parlato: il fatto che colpevolmente, quando giudico una ragazza, parto dal suo aspetto fisico.
Con conclusioni devianti, del tipo che tra una ragazza che mi piace nove come persona e sei e mezzo fisicamente, e una che mi piace nove fisicamente e sei e mezzo come persona, a volte scelgo la seconda.
Mi sono reso conto che con lei avevo oltrepassato il limite. Ché fisicamente mi faceva sudare le mani, ma vista da dentro era la classica ragazza cui accarezzerei dolcemente il viso a due mani.
Dopo essermici smucinate per bene le palle.
Dopo una partita di calcetto.
In un campo di fango e merda.

Sarà che quando l’ho conosciuta ero troppo ubriaco, e c’è questa storia che in vino veritas.
Io di vino ne avevo bevuto talmente tanto che avrei confessato anche che mi eccito guardando ragazze che si infilano cambi della macchina nell’orifizio vaginale (ops). Ero talmente ubriaco che il giorno dopo ho visto una chiamata persa da un mio amico sul cellulare, e gli ho scritto oh, scusa, non prendeva bene, comunque mi dispiace che non sei venuto, è stata una bella festa.
E lui mi ha risposto: be’, io veramente sono venuto.
Poco male, se si considera che di quella festa ricordavo solo che si era sparsa la voce che fosse stata ritrovata la salma di Mike Bongiorno.
E che non se n’erano accorti, ma aveva già presentato due volte Sanremo.

In quei giorni poi scopavo come Berlusconi, e attenzione, non intendo quanto Berlusconi, ma proprio come, nel senso: seguendo le stesse modalità di approccio, corteggiamento, seduzione.
In soldoni, sesso in cambio di favori personali.
Con la sola differenza che lui poteva promettere posti dirigenziali nel settore televendite di Fininvest, io al massimo potevo garantire un solido impiego da correttore degli errori ortografici di ciclofrenia.it.
Ma non scatarrateci sopra, eh, vi assicuro che ce ne sono ha bizzeffe.
Va detto che funzionava eccome: per un certo periodo ho avuto più partner io a letto che Frankie Hi-Nrg negli ultimi dischi. Ma capii che non poteva andare avanti quando mi telefonò Giorgia.
Il compito di Giorgia era di accedere a ciclofrenia.it da più computer diversi possibile in una sola giornata. Scooter e panino con la mortazza sottobraccio, girava tutti gli Internet cafè di Roma, più le puntate a casa degli amici, va da sé.
“Cla’, va bene tutto, ma almeno i soldi della benza”.
Mavalà, ma cosa dice, ho qui le carte, è una questione superata, lo sanno tutti che non è così“.

Una cosa che odiavo di Giorgia era la sua bigotta diffidenza verso il mondo del calcio.
Fanculo, pensavo. Ho letto Flaubert e te l’ho dimostrato, ho visto Colazione da Tiffany e ne ho le prove, molte volte mi ci sono messo, ad ascoltare Ani DiFranco, ettùllosài. Ora posso vedermi la cazzo di Roma che spacca il culo alla Sampdoria in santa fottutissima pace?
“No”, diceva, “sei un idiota se ti rincoglionisci davanti a ventidue imbecilli che inseguono un pallone”.
Dio, che ragionamento del cazzo. “Ventidue imbecilli che inseguono un pallone”. Ma allora, scusa, i tennisti non sono due coglioni che inseguono una pallina? Gli scrittori non sono patetiche teste di cazzo che agitano una penna? I piloti d’aerei civili non sono luridi cerebrolesi che giochicchiano con un volante? I volontari di Save the Children non sono pallidi idioti che giocano a riattaccare le braccia ai bambini?

Buttarla in caciara funzionava benissimo, e mi faceva comodo perché Giorgia scopava da Dio.
Il che mi faceva pure rodere il culo, sotto certi punti di vista.
“Perché cazzo vuoi scopare sempre a casa di quel Tizio?”.
“Ha un sacco di vinili dei Children of Bodom”.

Post correlati secondo criteri di dubbia valenza scientifica

Commenta

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *