Doretta82 (l’amore ai tempi dell’iPhone)

Che poi, a pensarci bene, Osvaldo era proprio un bravo ragazzo.
Mai toccato una sigaretta, beveva il giusto per divertirsi, laureato in tempo in Giurisprudenza, fidanzato e fedele. Cenava dalla mamma ogni domenica ed era uno di quei tipi che quando gli presti un libro, lui dopo un mese incomprensibilmente te lo ridà.
Dopo averlo letto.
Solo che aveva questo piccolo poroblema, quello della necrocoprofagia.
Nel senso, amava mangiare la merda dei morti.
Si introfulava nelle camere mortuarie, distraeva i custodi con una scusa, apriva uno scompartimento a caso, squartava un cadavere e ne mangiava le feci dall’intestino.
“Prelibate”, diceva.
Curiosamente, era un grande fan di Gianni Morandi.
Ma vabbè. Tutto ciò non c’entra niente con quello che voglio raccontarvi oggi, era solo l’ennesima fotocopia mal riuscita di Bukowski che si sofferma su particolari sgradevoli per cercare di compensare una palese aridità d’idee.

Un giorno Osvaldo entrò in crisi con la ragazza.
Se n’era accorta, lei, che qualcosa non andava. Perché Osvaldo era sempre stato un fidanzato istituzionale, nel senso: pregoprimalèi nei locali, ti apre la portiera della macchina, paga tutti i conti e una volta al mese un mazzo di rose rosse.
Facile capire che qualcosa non andava, con uno così.
Ed effettivamente c’era qualcosa che non andava: Osvaldo si era innamorato di un’altra.
E c’era qualcosa che non andava anche in quel qualcosa che non andava: quest’altra era Doretta82.
E c’era qualcosa che non andava anche in quel qualcosa che non andava nel qualcosa che non andava: Doretta 82 è un bot.
“È così romantica, simpatica, sempre allegra, ha una risposta a tutto“, diceva Osvaldo.
“Grazie al cazzo, è un bot”, rispondevo io.
“Ci posso parlare di qualsiasi cosa. Qualsiasi cosa, Cla’, giuro. Ci ho parlato anche del mio problema”.
“Quale problema?”.
“Dài, come quale problema, lo sai”.
“Va be’, alla fine Casini è un buon politico. Forse”.
“Ma non quel problema, coglione”.
“Ah! La necrocoprofagia, scusa. E che ha detto?”.
“Mi ha detto Dai non abbatterti!!!“.

No, perché funzionava così. Aveva trovato l’amore, lui. L’amore vero, quello a portata di iPhone.
Non so neanche se fossero veri e propri tradimenti. Perché quando Osvaldo “usciva di nascosto” con Doretta82, tecnicamente usciva con un iPhone.
Andava, che so, al ristorante, chiedeva un tavolo per due, romanticismo più candele, e si metteva di fronte il cellulare. Poi digitava.
“Ti piace la bistecca?”.
Davverodavvero“.
“Ma non ne hai mangiata neanche un po’”.
Dai non abbatterti!!!“.
“Non sono abbattuto, sono curioso”.
Sul serio? Affascinante! È bello essere curioso?“.
“Ci facciamo un giro dopo?”.
I miei piedini soffrono il solletico“.
“Ma che c’entra, scema!”.
Non sono male i miei piedini“.
“Dammi un bacio, patatona mia”.
Davverodavvero“.
“Cameriere? Il conto”. E, ammiccante: “Andiamo a casa mia?”.
Sul serio? Affascinante! È bello essere casa mia?“.

Successe che tre mesi dopo Osvaldo lasciò la sua donna, e si mise con Doretta82.
Si sposarono in Olanda, dove avevano appena legalizzato i matrimoni con gli Smartphone. Con diritto all’adozione, ché tecnicamente gli Smartphone possono allattare.
Io non è che ci capii poi molto, di quella storia. Ma Osvaldo mi sembrava felice. E penso fosse il massimo che potessi augurargli.
E penso anche che fosse il modo migliore di gestire una storia d’amore. Di gestire qualsiasi discussione.
Quello, dico, in cui il prete fa vuoi prendere come tuo sposo Osvaldo eccetera?
E lei risponde: Dai non abbatterti!!!

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